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25
FEB
2015

Demolizione Le Salzare

Manca ancora un edifico che ricade sopra la zona archeologica




Dopo la demolizione, il sindaco incontra i residenti del complesso residenziale Le Salzare di Ardea. Una circostanza che è arrivata a pochi giorni di distanza dall’ultimo intervento dell’amministrazione comunale che ha portato alla demolizione della struttura dove in passato era ospitato il ristorante ed altri appartamenti che, negli ultimi tempi erano finiti per essere di proprietà comunale. Continua dunque il dramma delle famiglie che, dopo tanti anni e tanti sacrifici, avevano sognato e toccato con mano la realizzazione del loro sogno e cioè l’acquisto di una casa, oggi si ritrovano con la paura addosso che da un momento all’altro anche i loro appartamenti potrebbero finire sotto le maglie di un’escavatrice o di una ruspa. Una delegazione di cittadini che abitano nelle case del complesso Lido delle Salzare è stata ricevuta lo scorso 13 febbraio 2015, dal sindaco di Ardea, Luca Di Fiori, “Sono oltre 20 anni che viviamo in quella zona e abbiamo acquistato regolarmente casa - hanno detto al primo cittadino i rappresentanti dei cittadini -. Siamo contenti delle operazioni di bonifica del comprensorio che l’amministrazione sta portando avanti. Ci siamo incontrati con il sindaco per sentire le intenzioni del Comune per riqualificare l’intera zona. E’ stato un incontro informale, nel corso del quale abbiamo detto di essere stati contenti delle tonnellate di rifiuti portate via. Speriamo di incontrare periodicamente il sindaco per fare più punti della situazione e arrivare a una soluzione definitiva dell’annosa vicenda”.
“L’intenzione del Comune è quella di non abbassare la vigilanza su quella zona - ha sottolineato il sindaco Di Fiori -. L’idea è quella di proseguire togliendo gli abusivi e di sistemare l’area commerciale delle Salzare con una Cittadella della legalità, dove ospitare servizi per i cittadini. Abbiamo ragionato su varie soluzioni per fare in modo che i residenti del resto dei palazzi del comprensorio, che comprarono legittimamente casa, possano uscire da una situazione che si trascina da anni”.
Le nuove demolizioni, che sono state effettuate lo scorso 4 febbraio, ha riguardato una parte del corpo centrale del complesso Le Salzare. Si tratta di una decina di appartamenti accanto all’ex ristorante. Lo stabile è passato di proprietà comunale dopo che la giustizia ne ha stabilito l’illegittimità alla costruzione. Dopo una ricognizione della polizia locale di Ardea fatta nei giorni scorsi in queste case erano presenti almeno 30 persone (di cui 20 minori). Oggi all’inizio delle operazioni di sgombero ne sono state trovate circa dieci. Nessuno di loro ha avuto bisogno dei servizi sociali e della Croce Rossa Italiana: tutti sono andati via e hanno permesso le operazioni di sgombero. Sul posto, oltre alla squadra delle demolizioni e all’amministrazione comunale (tra loro, il sindaco Luca Di Fiori, il vice Alessandra Cantore, l’assessore all’Ambiente Romolo de Paolis, l’assessore alle Politiche sociali Riccardo Iotti, il presidente del consiglio comunale Antonino Abate, l’area tecnica, l’ufficio servizi sociali, la polizia locale) erano presenti i carabinieri, gli agenti della polizia di Stato, la capitaneria di porto, la protezione civile, la protezione animali, la Croce rossa italiana. L’Igiene Urbana ha recuperato solo oggi 6 cassoni di rifiuti ingombranti.
Negli ultimi venti giorni la stessa ditta aveva pulito i circa 4mila metri quadri dell’area sotterranea portando via 12 cassoni di ingombranti e 16 container di indifferenziato.
“Stiamo abbattendo la parte ancora sul vincolo archeologico. Dopo dovrà andare a terra anche la Palazzina D - ha detto il sindaco della città Luca Di Fiori -. Stiamo cercando con enormi sforzi di ripulire tutta la zona. Il mio sogno è quello di mettere nel prossimo bilancio un project in costruendo per realizzare qui, nell’area dell’ex commerciale delle Salzare, una cittadella della sicurezza e della legalità, dove ospitare la polizia locale e le altre forze dell’ordine. E’ un segnale forte che abbiamo intenzione di dare per recuperare una zona ricordata in questi anni per il suo degrado. Qui ci sono circa 5mila metri quadrati di spazi da dare alla cittadinanza. Questo può diventare un fiore all’occhiello del Comune, visto che accanto c’è l’area archeologica di Castrum Inui che con un progetto da un milione e mezzo di euro presentato in Regione che è uno degli impianti archeologici più belli d’Italia”.
La demolizione è stata possibile grazie all’intervento dell’azienda Menfer che si è resa disponibile a fare l’operazione a titolo gratuito.
Sabatino Mele