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25
FEB
2015

Recupero del Castello di Ardea

Autorizzati i lavori di restauro delle mura e del piano terra e la ricostruzione del primo piano




Oggi è un rudere che fa da cornice ad una parte delle mura ciclopiche di Ardea. In passato era la residenza della famiglia Sforza-Cesrarini che con Ardea mantiene ancora una forte legame, non solo affettivo, ma grazie alla presenza proprio del rudere del Castello, della Torre michelangiolesca di Tor San Lorenzo, ed evidentemente anche con la zona degli usi civici. E’ presente un progetto per il suo restauro, avviato dalla “Fondazione Portus onlus” dal titolo: “Recupero del Castello di Ardea”. La fondazione ritiene il Palazzo Sforza Cesarini, detto “il Castello”, di Ardea, sia un bene di interesse storico-artistico da valorizzare e restituire alla cittadinanza come spazio culturale collettivo.
Per questo progetto la Società Rutula S.r.l., proprietaria del castello, ha ottenuto il 21/12/2010, da parte della Sovraintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Lazio, l’autorizzazione ai lavori di restauro delle mura e del piano terra, e la ricostruzione del primo piano.
“La Fondazione ha in corso il perfezionamento dei rapporti con la Società Rutula, per la realizzazione di tale progetto, che giustifichi l’impegno della Fondazione a provvedere alla valorizzazione dell’antico palazzo per un congruo arco temporale di 20/30 anni. La Fondazione assume pertanto l’onere del restauro e della ricostruzione e a lavori ultimati potrebbe offrire e utilizzare il sito per promuovere mostre, grandi eventi, convegni, cultura in generale, ed esposizione di reperti archeologici con positive ricadute per il Comune di Ardea. Per il conseguimento di tali obbiettivi la Fondazione potrà reperire altre risorse rese disponibili da terzi. Secondo il progetto, all’interno del Palazzo restaurato, troverà collocazione lo storico e prezioso Archivio Sforza Cesarini; ci saranno inoltre un polo museale, una sala conferenze e sale polivalenti. All’esterno del Castello, secondo i programmi, è previsto il recupero e la riqualificazione degli spazi circostanti con nuovi arredi urbani, attrezzati con verde pubblico e percorsi pedonali che conferiranno un nuovo volto all’intera area, che attualmente versa ancora in uno stato di completo degrado a causa dell’incuria dell’uomo e del tempo”.
CENNI STORICI - “Il Castello é sempre appartenuto a Casa Cesarini (poi Sforza - Cesarini dal 17 49), la quale possedeva in questa zona una tenuta, che, ai principi di questo secolo si estendeva per 1768 ettari. Il Castello o Palazzo Sforza - Cesarini si trova sul luogo dell‘antica Torre d’Ardia. Con il suo giardino fortificato costituiva la fortezza della Rocca, una piccola Cittadella dell’Acropoli dove trovavano rifugio gli abitanti di Ardea in caso di pericolo. Il Castello fu apparentemente ristrutturato dai Cesarini tra la fine del XVI e la prima metà del XVII secolo, avvalendosi delle strutture preesistenti.“Il Castello di Ardea, all’interno dell’antica cinta muraria del Comune stesso è posto in posizione dominante rispetto al centro abitato ed alla zona limitrofa circostante sopra una rocca di Tufo. Esso è posizionato in posizione strategica rispetto al centro abitato in quanto costituisce uno degli sfondi prospettici per la via Vittoria, asse principale del borgo antico. Nel suo intorno si sviluppa parte del centro storico della Città di Ardea da un lato, e delle costruzioni più recenti siti a ridosso della via Laurentina dall’altro. Il fabbricato oggetto della presente proposta di recupero era nel passato uno dei punti di riferimento della zona insieme alla antica Torre di avvistamento “San Lorenzo”.
INTERVENTI DI RECUPERO - “Gli interventi di recupero qui di seguito descritti tendono tutti al recupero integrale del Castello ripristinando tutti quegli elementi che una volta lo costituivano, desunti dalle copiose testimonianze cartacee e documentali oltre che fotografiche disponibili. Gli interventi ad oggi si reputano urgenti e inderogabili considerando la necessità di mantenere anche staticamente il palazzo monumentale nel tempo, confermata più volte anche dalla polizia locale. Si cercherà con gli interventi di restauro, in sostanza di recuperare sia l’uso funzionale che il valore storico e urbanistico del Castello. Soprattutto si proverà a restituire alla collettività di Ardea una testimonianza delle proprie origini, del proprio passato, della propria identità culturale. Con le medesime premesse l’amministrazione comunale muove le proprie intenzioni concordando con la proprietà, dopo il ripristino, la destinazione della ducale ad un uso sociale, culturale e pubblico. Tali interventi si collocano all’interno di una volontà più ampia di procedere per fasi al recupero e valorizzazione, di tutte le preesistenze storiche architettoniche e paesistiche del territorio comunale. L’attività di restauro del palazzo ducale sarà articolata in due fasi: la prima consisterà nello scavo del piazzale antistante, nel recupero dei blocchi di tufo delle murature, degli elementi costitutivi quali cornici e pavimentazioni, ed il loro studio e catalogazione; inoltre verrà inserito in tale studio anche il materiale già disposto nel giardino pensile interno. La seconda fase riguarderà il posizionamento del materiale recuperato il completamento delle lacune con materiale simile ma riconoscibile, la ricostruzione degli elementi costitutivi e strutturali mancanti anche del giardino interno e di tutto il piazzale”.
Sabatino Mele