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25
FEB
2015

Trasformazione del diritto di superficie in proprietà

Riunione informativa a tutti i cittadini della 167 in vista dell’incontro con l’Amministrazione che si terrà il 21 febbraio




Il Comitato di quartiere Nuova Lavinium ha organizzato sabato 7 febbraio una assemblea pubblica nella palestra della scuola elementare di piazza Aldo Moro sul tema “Trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà” e invitando l’associazione “Mens Libera”.
All’incontro hanno partecipato circa cinquecento residenti. Era da anni che non si vedeva una partecipazione cosi massiccia ad una assemblea pubblica, questo a testimonianza che l’argomento, che tocca le tasche di centinaia di famiglie della zona 167, è molto sentito. Vi erano tra i convenuti presidenti di associazioni importanti, membri di varie armi, insegnanti, molti professionisti e poi tantissimi cittadini, tutti direttamente coinvolti. Un mondo variegato che era espressione della parte più positiva della città, di quella società civile che è la struttura portante della collettività e che l’amministrazione non può ignorare.
L’aspetto positivo dell’iniziativa è che il Comitato di Quartiere, attraverso il suo presidente Francesco Di Ruocco, ha organizzato l’assemblea in virtù di quella democrazia partecipata tanto sbandierata da tutti ma applicata da pochi. L’argomento era appunto la famosa delibera consiliare n.84 del 10.07.2012 e le successive delibere di giunta che hanno regolamentato le procedure di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà e i relativi costi di riscatto. I professionisti dell’associazione Mens Libera: avv. Antonio Aquino, ing. Salvatore D’Onofrio, l’arch. Piero Virgili con l’apporto dell’ing. Andrea Moncarra hanno illustrato le incongruenze delle delibere e dei relativi conteggi di riscatto. Parametri sicuramente non adeguati e non corrispondenti a quelli normalmente applicati sul territorio nazionale. Cifre di riscatto chieste dal Comune nettamente superiori a quelle che risultano dai loro dettagliati conteggi. Una disamina circostanziata supportata da riferimenti legislativi, una vera e propria lezione di professionalità e competenza. Gli intervenuti in assemblea hanno condiviso che il Comitato di Quartiere Nuova Lavinium avrebbe provveduto a inviare al Sindaco la richiesta di rivedere la delibera consiliare e le relative delibere di giunta emanate in materia, riformando il metodo di calcolo. Tale richiesta sarebbe stata supportata dalle firme di residenti . Dopo questa lettera si aspetterà una risposta dell’amministrazione che dovrebbe arrivare il giorno 21 febbraio quando vi sarà un incontro già programmato con l’amministrazione e il Comitato di Quartiere per affrontare questo problema ed altri che interessano comunque il quartiere.
Nel corso dell’assemblea sono state contestate anche altre decisioni dell’amministrazione, come quella di chiedere 100 euro per avere i conteggi della propria unità abitativa. Tra l’altro, a detta degli interessati, richieste ancora inevase anche se presentate alcune a settembre dello scorso anno. Qualcuno ha lamentato anche che l’ufficio ha chiesto a singoli ulteriore documentazione che a distanza di 30 anni è difficile avere e comunque più facilmente reperibile all’interno degli stessi uffici. E’ stato messo in discussione lo stesso pagamento dell’IMU perché se essa è una tassa sulla proprietà, perché doverla pagare per intero e non scorporare la parte riguardante la superficie del terreno che di fatto è di proprietà comunale? I relatori hanno riferito che anche gli stessi sconti dovevano essere materia di consiglio comunale e non certo di giunta e comunque tendono a discriminare, perché facilitano chi al momento ha la possibilità di pagare. Quindi una serie di rimostranze che fanno capire che molti residenti non sono intenzionati a subire passivamente. Infatti se l’amministrazione non deciderà di fare proprie le richieste, è stato anche proposto di attivarsi, come da statuto comunale, per una raccolta di firme che deve essere pari al 3% della popolazione votante totale, almeno 1800 firme, cosi da chiedere la convocazione del consiglio comunale con il punto all’o.d.g. : la revoca della delibera n.84 del 10.07.2012.
Comunque gli intervenuti in assemblea hanno ribadito che nessuno ha intenzione di andare allo scontro con l’amministrazione perché si cercherà fino alla fine di convincerla a recedere da un atto ritenuto ingiusto, tra l’altro prodotto dall’amministrazione precedente con il consigliere Fucci che fu l’unico, nella seduta del consiglio comunale del 10 luglio 2012, a votare contro quella deliberazione. Bisogna dare atto al direttivo del Comitato di Quartiere Nuova Lavinium di avere anche questa volta promosso una iniziativa che trattava un tema di fondamentale importanza per il proprio quartiere. Un comitato, che fin dalla sua nascita, si è confrontato con le varie amministrazioni offrendo sempre una collaborazione disinteressata e sempre con una sua precisa connotazione di indipendenza e di tutela degli interessi del proprio quartiere ove è stato un costate punto di riferimento di legalità, di promozione ambientale e di aggregazione sociale. Tra l’altro il Comitato attraverso la persona del suo presidente Francesco Di Ruocco ha postato sul suo sito il seguente comunicato che non si può non condividere: “In previsione dell’incontro del 21/2/2014 con l’Amministrazione Comunale (per discutere delle quattro priorità presentate al Sindaco dai residenti tramite il CdQ Nuova Lavinium), i cittadini interessati al riscatto dei diritti di superficie delle aree peep si sono riuniti in Assemblea Pubblica. Sabato 7 febbraio 2014 il Comitato ed i residenti del quartiere Nuova Lavinium si sono riuniti per ascoltare e prendere visione degli elaborati prodotti da persone qualificate riguardante il riscatto dei diritti di superficie delle aree Peep, elaborati che loro stessi precedentemente hanno presentato all’Amministrazione Comunale.
Erano tanti i residenti che si sono affollati all’interno della palestra della Scuola Primaria “Margherita Hack” del Comprensivo Orazio che con palesato interesse hanno seguito quanto gli veniva esposto da alcuni professionisti. Questi professionisti che si sono prestati in modo gratuito a sostenere questa “battaglia” socio-economica che grava su oltre 3000 famiglie hanno un nome ed un cognome e sono: Avv. Antonio Aquino, ingegnere Salvatore Onofri, architetto Piero Virgili dell’Associazione Mens Libera, che noi tutti ringraziamo. Questi relatori, con dati alla mano, hanno prospettato ai “proprietari” una migliore e più favorevole condizione di riscatto rispetto a quanto richiesto dall’Amministrazione Comunale. I residenti delle aree peep, consapevoli che da parte dell’attuale Amministrazione non ci sia stato un grande impegno per evitare un aggravio così pesante economicamente per le famiglie del quartiere, si ritengono fiduciosi che quando deliberato venga rivisto e migliorato per un reciproco beneficio economico (come richiesto nella lettera inviata all’Amministrazione il 9 febbraio u.s.). Ma in tutto ciò, quale ruolo riveste il Comitato di quartiere? Il Comitato è una libera ed indipendente associazione di cittadini che già dalla sua costituzione, il 21 giugno del 1999, ha sempre cercato un dialogo con le amministrazioni che si sono succedute, nel pieno rispetto dei ruoli e con la consapevolezza di contribuire alla crescita e al benessere della collettività. Forte di tali principi, il Comitato si è rapportato anche con l’Amministrazione Fucci, proponendosi come utile interlocutore, suggerendo, tra le altre cose, di rivedere il contenuto della delibera del 2012 fatta dalla passata amministrazione. Purtroppo, anche se qualche miglioria con la delibera di giunta del 22/7/2014 c’è stata, per il Comitato ed i residenti non si è riscontrata una valutazione equa e conveniente. Oggi, anche in considerazione dell’esito di questa Assemblea Pubblica, noi del Comitato siamo certi che l’amministrazione, anche in risposta alla crisi, deve poter dimostrare ai tanti cittadini quella sensibilità che la rende capace di stare con essi e con essi dialogare. Egregi Amministratori, in questo particolare momento di incertezze e timori che sta vivendo la nostra città, c’è necessità da parte di tutti, di assumerci una grande responsabilità: la responsabilità del dialogo. Dobbiamo abituarci a dialogare, portando avanti in armonia una collaborazione costruttiva: soltanto in questo modo potremo camminare sul sentiero che conduce a progetti collettivi, alle soluzioni condivise, e di qui al benessere della collettività. La responsabilità del dialogo riguarda tutti, che si voglia o no. Di questa responsabilità dobbiamo farci carico, ognuno nella propria sfera di esistenza quotidiana: con i propri associati, con i propri familiari, con i propri vicini, con i propri colleghi di lavoro (per chi, un lavoro, lo ha), ma soprattutto nei luoghi della rappresentanza politica. Soltanto di qui passa la strada per un rinnovamento. Sperando di smuovere qualcosa nell’intimo di qualcuno….. (non solo lamenti ed insulti su FB)”.
T.R.