Lavoratori e sindacati vogliono capire perchè dopo il risanamento dell’azienda si vuole continuare sulla strada dello smantellamento della municipalizzata
Asam: in piazza contro le esternalizzazioni
In Piazza contro le esternalizzazioni. Lo avevano annunciato e hanno mantenuto la promessa. Martedì 3 marzo, lavoratori e sindacati, FP CGIL FR LT, la CISL FP Latina, la FeLSA CISL Lazio e la UIL FPL di Latina, dopo le assemblee degli scorsi giorni sono passate alle vie di fatto. Hanno chiesto un confronto con le Commissarie e capire perche dopo il risanamento dell’azienda si vuole continuare sulla strada dello smantellamento della municipalizzata.
“In queste settimane, hanno detto i sindacati, sono emerse le forti preoccupazioni per il futuro dei lavoratori dell’Aprilia Multiservizi, in seguito alla decisione dei Commissari di procedere con l’esternalizzazione dei servizi pubblici locali, come le pulizie e la gestione dei parcheggi a pagamento, in linea con la controversa delibera del Consiglio comunale del 2017 e quella del 2024 che hanno di fatto avviato la liquidazione della municipalizzata. Questa scelta, già contestata in più occasioni, rappresenta un grave errore politico e un attacco diretto ai diritti dei lavoratori. Le evidenze raccolte dimostrano chiaramente che l’esternalizzazione comporterebbe costi maggiori per la comunità, un onere che ricadrebbe inevitabilmente sui cittadini di Aprilia. Considerando inoltre, che sino ad oggi l’azienda ha sempre chiuso il bilancio in positivo, rinvestendo nell’azienda le stesse somme per migliorare il servizio offerto agli utenti e alla cittadinanza. Non possiamo e non dobbiamo permettere che la qualità dei servizi pubblici venga sacrificata sull’altare del risparmio illusorio”.
“E’ inaccettabile che decisioni così cruciali vengano prese senza un adeguato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori, non tollereremo che le famiglie dei lavoratori debbano pagare per scelte irresponsabili di mal gestione del passato. La gestione diretta dei servizi pubblici è l’unica soluzione per garantire qualità ed economicità. È tempo di ascoltare le richieste dei lavoratori e quelle dei sindacati e di agire nel migliore interesse della comunità. Non accetteremo di non essere resi partecipi del futuro dei lavoratori, non vogliamo essere spettatori, saremo in grado di dimostrare che il servizio dell’ASAM è competitivo sia nei costi che nel servizio offerto alla cittadinanza di Aprilia”.
Dopo oltre un’ora e mezza di manifestazione di piazza, con gli spazi gremiti antistanti il Municipio di Aprilia, le Commissarie prefettizie hanno ricevuto le delegazioni sindacali. La manifestazione è andata in scena nella mattinata di ieri sotto al Comune. Poi una delegazione è stata accolta dall’ufficio commissariale del Comune di Aprilia. Le dottoresse Caporale e Guida hanno ascoltato le posizioni dei sindacati, già espresse con chiarezza nelle due assemblee del 2 e 13 febbraio, che hanno registrato una partecipazione ampia e convinta del personale. La posizione delle OO.SS è stata, e resta, coerente: no all’esternalizzazione dei servizi oggi gestiti dall’ASAM.
“Le Commissarie, riportano i sindacati, hanno precisato di non aver mai parlato di revoca dello stato di liquidazione, ritenendo – secondo la loro analisi – che non ne sussistano i presupposti”.
I sindacati, prendendo atto di tale impostazione, hanno ribadito con forza la richiesta di congelamento immediato di tutte le procedure di esternalizzazione in corso, nel rispetto del necessario confronto sindacale più volte formalizzato.
“Abbiamo inoltre chiesto la presenza al Tavolo del Collegio dei Liquidatori, dei dirigenti competenti, del Segretario Generale e delle Commissarie, affinché il confronto sia pieno, trasparente e risolutivo. Accogliamo con favore l’impegno a convocare un incontro tecnico entro l’ultima settimana di marzo. È un primo passo per ripristinare corrette relazioni sindacali e riportare il dibattito su un piano istituzionale serio. Per le OO.SS., f.p. Cgil Armida Tondo e Cristiano Cecconi, Cisl fp Enza del Gaudio e Raffaele Paciocca, Uil fpl Ida De Masi e Ottavio Mariottini, l’ASAM non è una somma di “centri di costo”, ma un sistema unitario che necessita del superamento dello stato di liquidazione, della nomina di un management stabile e dell’elaborazione di un Piano Industriale capace di rilanciare tutti i settori, dai parcheggi alla manutenzione stradale. Il congelamento delle esternalizzazioni è oggi una condizione imprescindibile per valutare ogni scelta in una visione complessiva e strategica, evitando soluzioni frammentarie e affidamenti che rischiano di indebolire ulteriormente l’azienda. La CGIL FP, CISL FP e la UIL FPL continueranno a vigilare affinché le decisioni future siano orientate alla tutela dei lavoratori, alla qualità dei servizi e alla sostenibilità pubblica dell’azienda”.
P.N.
Depuratore via del Campo
Il Comune di Aprilia evita una nuova causa relativa ai lavori per l’ampliamento del depuratore di via del Campo, tramite un accordo transattivo che prevede il pagamento di altri 120mila euro. Con la delibera della Commissione Straordinaria del 26 febbraio 2026, è stata approvata l’intesa per la restituzione delle somme incassate dall’Ente di piazza Roma al momento della risoluzione del contratto di appalto con la Cogei Italia, attraverso l’escussione della polizza fideiussoria emessa dalla Coface in sostituzione della cauzione definitiva.
Il Comune, al momento della risoluzione contrattuale aveva incassato i 154mila euro della polizza fideiussoria. Per questo, nel settembre 2025 la Cogei Italia ha manifestato la volontà di agire nuovamente in giudizio per ottenere la restituzione dell’importo di 154.860 euro.
Preoccupata per l’esito di una nuova causa, l’amministrazione comunale ha così deciso di cercare un’intesa. Una storia che parte da lontano, nello specifico, nel 2013 venne firmato un contratto tra il Comune di Aprilia e la Cogei, ma dopo una serie di contestazioni, il rapporto si interruppe. La società citò l’Ente chiedendo un risarcimento danni di 2,2 milioni di euro. Nel 2024 la vicenda si è conclusa con la sentenza del Tribunale civile di Roma, che ha accolto in parte le richieste della ditta, condannando il Comune a pagare 402mila euro per opere eseguite e non pagate e 266mila euro a titolo di risarcimento danni.
Francesca Cavallin