Il 7 aprile si è riunita la Commissione trasparenza dopo il disservizio del 24 marzo
Mensa scolastica ad Ardea
Si è svolta il 7 aprile 2026, la VII Commissione Trasparenza avente ad oggetto il servizio di refezione scolastica, a seguito del disservizio verificatosi il 24 marzo scorso. La convocazione, richiesta dai consiglieri di opposizione Luca Vita e Nico Martinelli subito dopo le festività pasquali, per mettere in difficoltà la presenza dei membri della maggioranza, si è svolta nonostante le assenze per motivi personali di alcuni membri. I consiglieri di maggioranza hanno dimostrato grande senso di responsabilità garantendo la presenza dei sostituti e quindi il regolare svolgimento della commissione. Determinante è stata la partecipazione del consigliere supplente Antonio Anastasio, come apprezzata è stata la presenza della consigliera Cofano, presidente della Commissione Servizi Sociali, della consigliera Neocliti del consigliere Iacoangeli, della consigliera Ortolani e del Presidente del Consiglio Francesco Giordani che, pur senza facoltà di intervento, hanno seguito con attenzione i lavori. Un segnale evidente di una maggioranza compatta, presente e responsabile, soprattutto sui temi sociali.
Nel corso della commissione, durata quasi tre ore, è stato illustrato il lavoro svolto dall’amministrazione da settembre ad oggi, con particolare riferimento al problema della morosità nel servizio mensa.
È stato chiarito anche alla presenza di numerosi genitori che al contrario delle opposizioni che hanno fomentato un disagio attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti e poco puntuali, dovute ad una mancanza di confronto con l’assessorato e gli uffici, questa maggioranza ha adottato delle soluzioni che sono state frutto di un costante lavoro di monitoraggio e confronto.
Già da settembre, l’assessorato ai servizi sociali, che rappresento, aveva coinvolto la ditta Serenissima e gli istituti scolastici per affrontare il tema della morosità, a seguito della decisione della ditta di non consentire l’iscrizione ai morosi. Per evitare che i bambini non iscritti rimanessero senza pasto, era stata richiesta la collaborazione delle scuole, invitandole a gestire temporaneamente l’uscita durante il pranzo dei non iscritti.
Tale sistema, inizialmente efficace, ha portato i suoi frutti poiché molte famiglie hanno regolarizzato i pagamenti ma poi alcune hanno messo in atto comportamenti scorretti: taluni genitori, infatti, hanno iniziato a dichiarare l’assenza dei figli sull’applicativo della mensa, pur mandandoli a scuola. Questo ha causato, il 24 marzo, una discrepanza tra i pasti previsti e i bambini effettivamente presenti, generando il disservizio nel plesso di via Tanaro.
È importante ribadire che non vi è stata alcuna interruzione del servizio: i pasti sono stati regolarmente erogati. Il problema è derivato esclusivamente da una discrepanza tra il numero degli assenti dichiarati nel sistema e i bambini effettivamente presenti a scuola, superiori a tale numero.
A seguito di un tavolo tecnico con scuola e ditta, è stata individuata una soluzione: è stato chiesto agli istituti scolastici di comunicare quotidianamente il numero reale dei presenti, così da consentire alla ditta di preparare pasti adeguati, garantendo il diritto al pasto per tutti i bambini, inclusi quelli appartenenti a famiglie morose proprio per garantire il regolare svolgimento del sevizio.
Questa amministrazione ha agito tempestivamente, non appena ricevuta la prima segnalazione ufficiale, attraverso non le chiacchiere da social, ma attraverso atti ufficiali ed è impegnata costantemente nel monitoraggio del servizio.
Si ribadisce inoltre che è responsabilità di tutti, maggioranza e opposizione, promuovere il rispetto delle regole e contrastare comportamenti scorretti, a tutela delle famiglie che rispettano i propri doveri.
L’amministrazione continuerà a lavorare su due fronti: da un lato sostenendo le famiglie fragili che chiedono aiuto attraverso i servizi sociali, dall’altro valutando controlli mirati da parte delle assistenti sociali nei casi di comportamenti irregolari, poiché nasce il dubbio che ci troviamo davanti a situazioni che meritano attenzione e controllo.
L’obiettivo resta chiaro: garantire a tutti i bambini il diritto al pasto e costruire una comunità fondata su legalità, equità e responsabilità.
Per questa ragione desidero ringraziare per la collaborazione e la comunità di intenti gli Uffici dei sociali e le scuole con le quali siamo in costante contatto affinché tutto proceda per il meglio e pregherei l’opposizione di evitare di informarsi prima di diffondere informazioni non veritiere.
Francesca La Pietra,
Assessore alle Politiche Sociali
della città di Ardea
Mensa: una storia diversa
“C’è un punto che continua a non tornare nella ricostruzione fornita dall’assessora Francesca La Pietra sulla vicenda della mensa scolastica. E non è una questione di opinioni. Sono i documenti a dirlo. Il 24 marzo, nel giorno stesso del disservizio, la ditta Serenissima Ristorazione ha scritto direttamente alle famiglie comunicando che non sarebbero stati preparati i pasti per gli alunni in situazione di morosità. Una scelta chiara, nero su bianco, che nulla ha a che vedere con interpretazioni o “strumentalizzazioni”. Eppure, nella ricostruzione dell’assessora, la responsabilità sembra ricadere altrove: sui genitori, sulle procedure, persino sulle segnalazioni dell’opposizione, definite “pretestuose”. Il problema è che questa versione non coincide con ciò che la ditta stessa ha comunicato alle famiglie.
Non solo. Dal capitolato d’appalto, emerge con chiarezza che il servizio mensa è a tutti gli effetti un servizio pubblico, che non può essere sospeso per morosità. Il contratto prevede strumenti per il recupero dei crediti e sanzioni precise in caso di mancata erogazione dei pasti.
Insomma: gli strumenti per gestire la situazione esistono già. E sono scritti. Per questo colpisce che, invece di partire da qui, si scelga ancora una volta di inseguire le critiche, quasi che il problema principale siano le domande poste dall’opposizione e non il funzionamento del servizio.
Eppure, la vicenda della mensa non nasce dalle nostre dichiarazioni. Nasce dalle segnalazioni di decine di genitori, che per primi hanno vissuto il disagio e lo hanno portato all’attenzione pubblica.
Ridurre tutto a una polemica politica rischia di risultare poco credibile, oltre che poco utile.
La politica, soprattutto quando governa, ha un altro compito: affrontare i problemi, far rispettare i contratti, garantire i servizi. Il resto, francamente, viene dopo”.
Così in una nota i consiglieri comunali del Partito Democratico di Ardea, Niko Martinelli e Luca Vita.