Intesa nazionale dedicata a ricerca e valorizzazione dei vitigni rari, simbolo di biodiversità e identità territoriale
DOVI e AVPIF firmato protocollo per la tutela delle viti
Nettuno, 26 agosto 2026 – Custodire le radici più antiche della viticoltura italiana e trasformarle in una risorsa per il futuro. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato ieri ai Bagni Vittoria di Nettuno dai presidenti di DOVI – Denominazione di Origine dei Vitigni Italici e AVPIF – Associazione Italiana per la Tutela delle Viti a Piede Franco ETS, Mario Lomartire e Silvano Ceolin.
L’accordo dà avvio ad un percorso condiviso per proteggere e far conoscere le viti non innestate, testimonianze viventi della storia agricola e del patrimonio genetico dei territori. La collaborazione unirà competenze scientifiche, giuridiche, produttive e culturali per sostenere le aziende, promuovere la ricerca e diffondere una conoscenza più consapevole dei vini ottenuti da vigneti a piede franco.
La firma è avvenuta al termine di un confronto dedicato alla tutela, alla sostenibilità e alla valorizzazione di questi impianti, con la partecipazione di istituzioni, studiosi e operatori del settore. Tra gli interventi, quelli del giornalista e wine expert Giulio Somma, del ricercatore del CREA Viticoltura ed Enologia Massimo Morassut, della vicepresidente di ARGA Lazio Tiziana Briguglio e della giurista agroalimentare Giovanna Sangiuolo, responsabile dell’Ufficio legale di AVPIF.
Il protocollo prevede azioni congiunte per la ricognizione e la catalogazione dei vigneti a piede franco, la costruzione di una rete tra associazioni e produttori, lo sviluppo di studi e progetti di ricerca, la messa a punto di percorsi di valorizzazione enologica e la promozione dei valori ambientali, storici, culturali e paesaggistici legati a queste vigne.
«Con questa intesa vogliamo mettere a sistema esperienze e competenze, offrendo strumenti concreti alle aziende e ai territori che custodiscono i vitigni non innestati», dichiara Mario Lomartire, presidente di DOVI. «La tutela del piede franco unisce memoria e innovazione: significa difendere biodiversità, qualità e identità produttiva, ma anche costruire nuove opportunità di sviluppo sostenibile».
«Il protocollo segna un passaggio importante per la conservazione, la ricerca e la divulgazione dedicate alle uve e ai vini a piede franco», sottolinea Silvano Ceolin, presidente di AVPIF. «Queste vigne rappresentano un patrimonio irripetibile della cultura vitivinicola italiana. Proteggerle significa trasmettere alle generazioni future conoscenze, paesaggi e produzioni autentiche».
L’intesa sottoscritta a Nettuno stabilisce così le basi di una collaborazione stabile e di respiro nazionale. DOVI e AVPIF lavoreranno insieme affinché le vigne a piede franco non restino soltanto preziose testimonianze del passato, ma diventino laboratori di biodiversità, resilienza e cultura del vino capaci di parlare al futuro.
Organizzazione e Ufficio stampa
Tiziana Briguglio
La compagnia dei 'Poeti Estinti' porta in scena l'opera di Maurizio Stasi tra gli applausi del pubblico. Durante la serata, annunciato il finanziamento per la fortezza
Tragedia "Neotolemo": la grande cultura incanta il Forte Sangallo
Una serata all’insegna della Cultura con la C maiuscola quella vissuta il 29 luglio nella corte del Forte Sangallo. Il gruppo dei ‘POETI ESTINTI’ ha rappresentato la tragedia greca ‘Neotolemo’, inserita nell’Aestas Culturale, una serie di eventi di grande spessore che sono iniziati il 30 giugno e termineranno il 26 agosto, tutti patrocinati dall’Assessorato alla Cultura con Roberto Imperato, validamente supportato dal Presidente del Consiglio Comunale Roberto Alicandri. Grande la soddisfazione dei presenti quando, prima della tragedia, lo stesso Alicandri ha informato i POETI ESTINTI ed il pubblico di essere arrivati, come Comune, secondi nel bando della Regione Lazio. I fondi serviranno per le migliorie al Forte. Il ‘Neotolemo’ è stata scritta dal Presidente dei POETI ESTINTI, Maurizio Stasi rifacendosi ad Eschilo, Sofocle, Euripide e ad altri drammaturghi. Accade dopo alcuni anni dalla guerra di Troia e vede come personaggi: Andromaca che, dopo la morte di suo marito Ettore, viene data come schiava a Neotolemo e ne rimane incinta; Neotolemo (alias Pirro), figlio di Achille, che ne prende il posto dopo la sua morte ed uccide Astianatte (figlio della schiava Andromaca) di cui si innamora perdutamente; Eleno (fratello di Ettore), da schiavo di Neotolemo ne diventa intimo amico; Mneste segue la sorte della sua padrona Andromaca; Ermione, figlia di Elena, viene costretta, per motivi politici a sposare Neotolemo; Oreste, figlio di Agamennone, innamorato ricambiato da Ermione.
Completano la tragedia i personaggi della sacerdotessa e della Pizia che giustifica il Fato. La tragedia si compone di due atti e varie scene. Sono trascorsi tre anni dalla fine della guerra di Troia ed assistiamo al monologo di Andromaca che tenta di suicidarsi per vendicarsi di Neotolemo che l’ha messa incinta, ma poi desiste. Segue il dialogo tra Neotolemo ed Andromaca.
Il figlio di Achille è profondamente innamorato di Andromaca e ricorda la sua triste infanzia, poi la vita da comandante dei Mirmidoni, costellata da orrori, stragi, sangue. La tragedia va avanti e culmina nel secondo atto, ultima scena, in cui Neotolemo viene ucciso dai sacerdoti nel tempio di Apollo, a Delfi. Termina con le parole della Pizia: <<Pagato a Delfi, dal figlio, il fio….Placato è il FATO>>. La tragedia è molto trascinante ed intorno alle vicende principali se ne intrecciano altre non meno importanti, come l’amore filiale tra Andromaca e Mneste o l’amore passionale tra Ermione ed il suo ex promesso sposo Oreste.
L’ideatore, Maurizio Stasi, ha toccato le fibre più profonde del cuore dei presenti, facendo vivere momenti di grande intensità lirica. Sono stati tutti bravissimi: Francesco Felicissimo, Gaetano Mele, Loredana Ghirardi, Danila Marzia Venezia, Maria Grazia Vasta, Mariagrazia Scordino, Paola Leoncini, Maria Vittoria Catapano, Rita Cerasani ed il più grande di tutti Maurizio Stasi. Tanti applausi da parte del pubblico in attesa di assistere ad un’altra grande performance dei POETI ESTINTI.