L’Europa non è ancora capace di prendere coscienza del proprio valore
Nani e giganti
Dopo il crollo totale di ogni certezza di stabilità a buon mercato, è tempo di quei grandi cambiamenti che solo le decisioni coraggiose possono provocare. L’aggressione della Russia nei confronti di un paese con un governo eletto dal popolo, lo spudorato voltafaccia del Presidente degli Stati Uniti nei confronti dell’Allenza Atlantica di cui gli US sono stati per decenni il pur gradito padre-padrone, la totale svalutazione dell’ONU come strumento di mantenimento della pace, i grandi movimenti sociali e gli sconvolgimenti causati da altre decine di piccole guerre nel mondo, impongono, in modo improcrastinabile all’Europa Unita, di fare quel salto di qualità politica e culturale che le permetta di giocare il ruolo di gigante che le spetta.
Se facciamo un’analisi ed una comparazione, anche empirica, dei parametri che connotano il peso complessivo dei più immediati player del mondo che più riguardano il nostro Paese ed il contesto in cui è inserito, ci accorgiamo che la Russia, che rappresenta, in assoluto, il maggiore pericolo per l’assetto dell’Europa Occidentale è poco più di un nano. Un nano che, ogni volta che vuol mettere paura è costretto ad alludere al proprio arsenale nucleare. Un nano che, in quattro anni di guerra e dopo aver sacrificato oltre un milione di vite umane, ha conquistato un territorio pari al 19% del territorio che avrebbe dovuto conquistare in una settimana, un territorio che accresce dello 0,007% la superficie della Federazione Russa.
Quali sono i parametri che misurano, di fatto, la potenza di uno stato? Il numero dei suoi abitanti, la sua capacita economico-produttiva ed il suo bilancio militare. Vediamoli insieme. Considerando i dati definiti o stimati per il 2025 rileviamo che l’UE è composta da 450 milioni di abitanti, a fronte degli Stati Uniti che he hanno 346 e la Russia 143 milioni. In termini di Prodotto Interno Lordo l’UE ha un PIL di 16.000 miliardi contro in31.821 miliardi degli Stati Uniti ed i 2.509 miliardi della Russia. Impressiona rilevare che la Russia ha un PIL inferiore a quello della sola Italia che è di 2.701 miliardi. Infine il bilancio della Difesa, che in ambito europeo è in forte ascesa, mostra il peso mastodontico degli USA con 898 miliardi, l’UE con 381 miliardi e la Russia con 210 miliardi; essendo un’economia di guerra, questo dato eccezionale rappresenta il 37 % della spesa globale.
Non voglio semplificare ciò che è drammaticamente complicato, perché la deterrenza nucleare cambia il peso del valore e dei dati a confronto, ma non si può perdere coscienza del proprio valoreperché esso è alla base di alleanze e strategie indispensabili per mettere al sicuro i grandi principi irrinunciabili di democrazia che rappresentano l’essenza della storia moderna dell’occidente europeo. L’Unione Europea, insieme alla Gran Bretagna che di essa fa parte indissolubilmente e che ad essa aggiunge ulteriore peso demografico, economico e militare, deve prendere coscienza del gigante che è e concorrere, da protagonista, a scrivere la storia dell’Occidente genuinamente libero e democratico. L’Europa si deve liberare del suo ridicolo unanimismo decisionale, deve mettere a tacere, secondo il metodo democratico della maggioranza e dell’opposizione, quei due o tre staterelli che ne minano il progresso politico. Deve organizzare la propria difesa comune, magari riadattando la struttura con cui già partecipa alla NATO, per poter rendere sinergico un potenziale militare che è di tre volte più grande di quello russo. Un gigante. l’Europa deve essere quel gigante che è e se, parafrasando Henry Kissinger, qualcuno oltre oceano volesse parlare con chi la rappresenta bisogna essere in condizioni di fornirgli in numero di telefono; un numero che, purtroppo, oggi non è quello della signora Von DerLeyen. L’alternativa è l’irrilevanza ed il declino della cultura occidentale.
Sergio Franchi
Democrazia digitale
Il Comune di Anzio ha adottato la soluzione Digital4Democracy di Cedat 85 per la resocontazione dei consigli comunali, puntando sulla trasparenza e la democrazia di gitale per offrire ai propri cittadini la possibilità di seguire in audiovideo streaming le sedute consiliari sul sito del Comune (https://comune.anzio.roma.it/servizi/diretta-streaming-consiglio-comunale) e di ricercare gli interventi dei singoli consiglieri, per ordine del giorno ma anche secondo il tema di proprio interesse.
Cedat 85, azienda attiva da oltre 40 anni nella produzione di soluzioni di riconoscimento e trasformazione della voce intesto, con Digital4Democracy consente ai Comuni di trasmettere in streaming il consiglio comunale, verbalizzare automaticamente la seduta, indicizzare e archiviare in tempo reale i contenuti di quanto discusso in assemblea, con notevoli risparmi di tempo e denaro. Con questa soluzione, l’amministrazione di Anzio ha scelto di far accedere facilmente tutti i cittadini all’archivio dei file video delle sedute comunali, in modo da poter effettuare al loro interno ricerche per parole chiave, proprio come si farebbe su Google. È possibile anche fare ritagli audio e video da poter condividere sui canali social.
“Grazie ad una tecnologia molto avanzata - dichiara il Sindaco di AnzioAurelio Lo Fazio - possiamo incrementare la partecipazione del pubblico alle attività dell’assemblea, fornire ai consiglieri soluzioni per rendere più efficiente il loro lavoro e agevolare nelle loro mansioni i dipendenti che seguono le attività del consiglio. Una scelta efficace e un cambio di passo necessario per avvicinare le persone alla vita politica e amministrativa della città”.
“Il nostro sistema – spiega Gianfranco Mazzoccoli, fondatore del gruppo Cedat 85 – consente di rendere più efficiente l’intera gestione della seduta consiliare, con notevole risparmio di tempi e costi. La verbalizzazione che riassume l’andamento dei consigli comunali ha sempre un impatto importante dal punto di vista della macchina amministrativa, in quanto comporta l’impegno per diversi giorni del personale tecnico-funzionale dedicato. Con Digital4Democracy si ottiene una drastica riduzione dei tempi di trascrizione perché il riconoscimento della voce e la sua trasformazione in testo è totalmente automatizzata, consentendo quindi una riduzione di costi e un miglioramento di un processo così delicato”.
Giovanni Del Giaccio
Staff Sindaco di Anzio
Il sogno del potere fa perdere di vista la realtà dei problemi
Opposizione pronta al governo
Se gli italiani sono stati chiamati a votare per un referendum che interessava la gestione del processo penale e l’organizzazione della magistratura e le analisi post voto decretano che la grande maggioranza di loro ha votato per ripicca per l’abolizione del reddito di cittadinanza, con la roccaforte di Napoli, o per la vicinanza della premier al Presidente degli Stati Uniti, ne deriva una sola unica conclusione: per quanto mi riguarda non parteciperò mai più ad una tornata referendaria. Gli italiani hanno perso una grande occasione di rendere più equa la giustizia in questo Paese. Questo secondo la logica delle cose dovrebbe concludere il discorso ma non è così. Il giorno dopo i risultati del referendum Bonelli ha dichiarato “siamo pronti a governare”. Si proprio quel Bonelli, della premiata ditta AVS, che guida un gruppo politico valutato intorno al 2% è pronto a governare; già si prepara la lista dei ministri con Soumahoro, ministro del lavoro e la Salis ministra alle politiche sociali. Se solo avesse aspettato qualche giorno avrebbe potuto verificare che la coalizione di governo resta abbondantemente al di sopra di tutto il resto dello schieramento politico dove si è subito cominciato a parlare di primarie.
“Aver cominciato a parlare di primarie un secondo dopo il risultato del referendum è da pazzi. Se la riforma della giustizia interessava nel merito all’1% degli italiani, le primarie del centrosinistra interessano allo 0,01% degli italiani. Le primarie del centrosinistra interessano un piffero di niente a nessuno. Interesserebbe il programma, ma non basta dire ‘faremo il programma’ In ogni elezione, il centrosinistra viene fuori con ‘faremo il programma’ o ‘dobbiamo presentare il progetto’. Ci sono diversi nodi, che hanno nome e cognome, da risolvere. Su questi temi non c’è nessuna unità. Non si è formata nessuna unità, di cosa parla la Schlein? Questioni fiscali e tributarie, dov’è l’unità? Per salvare il welfare bisogna fare una politica fiscale aggressiva sui profitti, sulle banche, sui redditi più alti. Dove li trovate i soldi? Sotto il cavolo? C’è una questione di politica fiscale e economica non è stata risolta, perché per metà del centrosinistra è tabù parlare di tasse. E poi c’è una colossale questione legata alla politica estera. Cosa volete recuperare i giovani se un giorno state con la von der Leyen e l’altro state con i palestinesi?”,
Queste non sono dichiarazioni del sottoscritto, che avrebbero certamente uno scarso valore di merito ma sono affermazioni convinte dell’anima pensante dell’intellighenzia progressista e cioè del filosofo e politologo Massimo Cacciari che le ha fatte durante la trasmissione di “accordi e disaccordi” sul Nove: un vero e proprio “think tank” della sinistra italiana.
L’ansia di assaporare il potere da parte di leader come Elly Schlein la portano a dichiarazioni del tipo “domani lo faremo noi”, anche riferito a cose che il suo partito non ha mai fatte nei tanti anni che è stato al governo. Anche lei che non ha capito che i sondaggi la danno come non “adeguata” a guidare il Paese; gli stessi sondaggi che la vedrebbero sorpassata da un’altra Salis, quella che guida il comune di Genova e, quello che è molto peggio, dal capo del Movimento 5 Stelle che ha rappresentato e rappresenterebbe una vera e propria iattura per questo Paese. La grande umiliazione per il PD, quello che vide già Bersani umiliato dai grillini agli esordi del Movimento, sarebbe quella di primarie che eleggano Giuseppe Conte a leader di una coalizione di cui è socio di minoranza. Ciò potrebbe accadere utilizzando quel falso strumento di democrazia che sono le primarie. lo stesso strumento che diede l’abnorme risultato per cui la stessa Schlein prevalse nella Segreteria del partito essendo minoranza nel partito. Della serie “chi di primarie ferisce, di primarie perisce”.
Un minimo di umiltà e di acume politico suggerirebbero maggiore ponderazione e forse un po’ di ragionevolezza negli atteggiamenti specie nel momento difficile come quello che viviamo.
Attribuire ogni male del mondo, anche le frane ed i terremoti, alla “Meloni” non è buona pratica politica; viviamo tempi difficilissimi, quelli in cui a prevalere dovrebbe essere il bene comune e non quello della propria parrocchia. Tempi difficili che hanno accompagnato tutta la vita dell’attuale governo e che, se non ne giustificano, gli errori dovrebbero sempre essere tenuti presente nel giudicare gli eventi. Tempi difficili in cui una politica chiara e coraggiosa deve essere perseguita in modo coerente, da parte di una compagine governativa sostenuta da un forte sostegno parlamentare. Tra questa realtà politica e le dichiarazioni enfatiche della Schlein e quelle ridicole di Bonelli, c’è lo stesso spazio che passa tra il Diavolo e l’Acqua santa. Un rapporto talmente tormentato che l’incarico di capo coalizione dovrebbe essere affidato ad un esorcista più che al capo di un partito. Purtroppo a quasi un anno e mezzo dalle elezioni politiche è già iniziata la campagna elettorale per cui fioccheranno atteggiamenti inconsistenti e pericolosi da una parte e dall’altra.
Sergio Franchi