Assemblea pubblica dei comunisti italiani sulla visione futura della città
Dibattito ecosocialista
Territorio, servizi e visione futura della città. Sono stati questi i temi generali del convegno pubblico andato in scena sabato pomeriggio 30 maggio in piazzetta delle Erbe ad Aprilia. I circoli locali di Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista e Partito Comunista Italiano, a partire dalle ore 17, hanno promosso un’assemblea pubblica per discutere con la cittadinanza di come si possa ripensare lo sviluppo della città in chiave “ecosocialista, utilizzando gli strumenti urbanistici come lotta politica per la riaffermazione dell’interesse pubblico, in contrasto col profitto dei privati”.
Relatore principale è stato Paolo Berdini, saggista e urbanista, già in passato apprezzato protagonista della vita politica nella Capitale anche in qualità di assessore e profondo conoscitore del territorio pontino.
Si è parlato di sviluppo del territorio, di quello passato e di quello futuro. Gran parte degli interventi hanno messo al centro del dibattito le periferie della città e la necessità di lavorare affinché vengano erogati servizi adeguati ai cittadini.
Hanno partecipato, oltre al moderatore Marinozzi ed ai segretari dei partiti organizzatori, il tecnico Aristodemo Pellico, il segretario di Sinistra Italiana Davide Casari ed il coordinatore Anpi Filippo Fasano. Durante l’assemblea sono intervenuti arricchendo il dibattito anche diversi cittadini.
“L’incontro, hanno spiegato I partito comunisti, il primo di una serie, volta ad aprire una discussione sulla possibilità di offrire una prospettiva finalmente radicale alla gestione e risoluzione delle problematiche cittadine, inserendole in una visione più ampia che contempli anche il contesto politico nazionale e internazionale che molto spesso ne sono causa primaria”.
Un dibattito molto interessante per il destino della città.
P.N.
L’episodio ai danni del Centro Studi Francesco Berardi
Sala Manzù negata
Un evento salta per la mancata autorizzazione all’uso di uno spazio pubblico ed è già polemica sulla presunta censura da parte delle commissarie che amministrano il Comune di Aprilia, ai danni di una associazione culturale.
A muovere l’accusa Rosalba Rizzuto, che racconta l’episodio avvento ai danni del Centro Studi Francesco Berardi di Aprilia.
“Il 1° giugno scorso - spiega l’attivista - ad Aprilia, si è compiuto un atto gravissimo contro la libertà di parola. Le Commissarie, di nomina governativa, si sono arrogate il diritto di non rispettare l’articolo 21 della nostra Costituzione, negando l’autorizzazione al Centro Studi “Francesco Berardi” di svolgere l’iniziativa culturale: “Il Medio Oriente non si arrende”.
Per la quale iniziativa, il Centro aveva fatto formale richiesta di usufruire della sala “Giacomo Manzù” della Biblioteca comunale di Aprilia, effettuando il relativo pagamento sul conto corrente comunale e la protocollazione della medesima richiesta al n. prot. 50256 del 08.05.2026. Il Comune ha addotto, a ragione del diniego, il Regolamento UE 2022/350 del 01.03.2022, il quale fa “divieto agli operatori la radiodiffusione, ovvero il conferimento della capacità di diffondere … [alle] persone giuridiche, le entità o gli organismi elencati nell’ allegato XV”, tra i quali figurerebbe anche l’emittente televisiva Russia Today.
L’iniziativa, infatti, aveva come relatrice la professoressa Hanieh Tarkian, storica, e la proiezione di un documentario realizzato da Russia Today. Il video mostra, tra l’altro, gli effetti del bombardamento degli USA sulla scuola elementare femminile di Shajarah Tayyebeh a Minab, il 28 febbraio scorso, dove sono morte oltre 100 bambine e bambini, mentre stavano facendo lezione. In totale, sono stati circa 168 i civili rimasti uccisi dal bombardamento. Bombardamento di cui Amnesty International ha attribuito la paternità agli USA. Bombe lanciate sull’ Iran, mentre con questo gli Usa stavano trattando. Si fa presente che il governo, rispondendo ad un’interrogazione dell’Onorevole Federica Onori di Azione, ha dichiarato che le proiezioni dei documentari di Russia Today sono perfettamente legali in Italia. Per cui si resta basiti di fronte a questa decisione da parte delle Commissarie, che bypassa addirittura il governo”.
In attesa di comprendere meglio le ragioni del divieto, la mancata autorizzazione accende i riflettori sul tema delicato della libertà di espressione.
“Si riscontra che in Italia si respira una brutta aria riguardo alla libertà di espressione. Infatti - conclude Rosalba Rizzuto - questo episodio si aggiunge ai tanti altri che si stanno verificando in Italia. Ad esempio, quello della professoressa che è stata sanzionata dalla sua dirigente scolastica, per aver scritto su una chat privata la propria opinione sugli accadimenti che hanno portato allo sgombero di Askatasuna. Il Centro Studi “Francesco Berardi” di Aprilia continuerà ad operare dopo questo spiacevole incidente”.
Francesca Cavallin