La funzione da ponte degli adulti nei confronti dei ragazzi
Il ruolo della scuola
Viviamo un tempo in cui l’adolescenza sembra sempre più attraversata da una forma di urgenza emotiva silenziosa, spesso invisibile o sottovalutata.
Ogni giorno incontro ragazzi che portano addosso un livello di stress emotivo crescente: fragilità nell’autostima, paura costante di sbagliare, difficoltà a esporsi, a esporsi davvero senza sentirsi giudicati. E questo non nasce dal nulla. È il risultato di un contesto che, troppo spesso, invece di accogliere, spinge a conformarsi.
C’è un paradosso evidente: da una parte diciamo ai ragazzi “siate voi stessi”, dall’altra li misuriamo continuamente su standard rigidi, prestazioni, confronti, aspettative implicite. E così l’identità si restringe, invece di espandersi.
Noi adulti - educatori, insegnanti, tutor, genitori - dovremmo essere ponti. Ponti che permettono ai ragazzi di attraversare le proprie fragilità senza cadere. E invece, in molti casi, diventiamo muri: muri di incomprensione, di fretta, di giudizio, a volte anche di battute leggere che però, su menti in costruzione, pesano più di quanto immaginiamo.
La scuola, che dovrebbe essere uno spazio di crescita emotiva e cognitiva insieme, rischia a volte di trasformarsi in un luogo che non solo non ascolta, ma che addirittura spegne il messaggio. Ragazzi che provano a comunicare disagio, stanchezza, confusione, spesso non trovano una risposta adeguata. E quando non vengono ascoltati, si ritirano. Si chiudono. Oppure esplodono in silenzio.
Lo stato attentivo ne risente profondamente: la concentrazione cala, la partecipazione si indebolisce, l’espressione diventa frammentata. Ma non è una mancanza di capacità. È spesso una mancanza di spazio emotivo sicuro.
E intanto cresce una competizione che non è più sana. Non è più stimolo alla crescita, ma confronto continuo, spesso alimentato da modelli esterni distorti, dove l’apparenza vale più del percorso, e il risultato più della persona.
In questo scenario, il rischio più grande è uno solo: perdere il senso dell’essere umano dietro lo studente. E allora serve una scelta educativa chiara, urgente: ricostruire la cura dell’emotività. Non come elemento secondario, ma come fondamento. Ascoltare davvero. Dare tempo. Accettare anche il silenzio. Riconoscere la fragilità non come problema, ma come parte del processo di crescita. Dobbiamo tornare a creare ponti, non distruggerli. Ponti fatti di ascolto, di presenza, di parole che non feriscono ma orientano. Ponti che permettano ai ragazzi di sentirsi visti, non valutati soltanto. Perché un adolescente che si sente accolto non smette di crescere. Smette solo di avere paura di farlo.
Lucarini Eleonora
Tutor dell’apprendimento
Il Comitato di Quartiere è disposto a collaborare ma nessuno risponde
Selciatella abbandonata
La rotonda di via Selciatella per lo svincolo con la SR Pontina è ormai diventato un incrocio pericoloso, l’erba alta raggiunge un metro e impedisce la visibilità delle macchine che la impegnano provenendo da via del Genio civile e, le altre, sono costrette ad avanzare oltre la linea di Stop per capire se l’incrocio è impegnato, il tutto con seri rischi per la sicurezza stradale.
Senza parlare dei ponticelli di via di Pantanelle, dove i canneti ormai restringono il passaggio ad una autovettura per volta. Inoltre da 5 settimane si assiste alla mancata raccolta dei rifiuti indifferenziati e da due settimane anche al ritiro della plastica in tutto il quartiere Selciatella.
“Abbiamo già inviato segnalazioni tramite PEC ai funzionari preposti ed alle attuali Commissarie del Comune che, ovviamente, non ci hanno risposto” ha dichiarato la segretaria del CdQ Selciatella Daniela Marandola.
“È un vero peccato che i Funzionari preposti alla gestione e governo di questo Comune” aggiunge Andrea Mosca vice presidente del Comitato di Quartiere Selciatella “non riescano a programmare cose semplici che dovrebbero essere normale routine”.
“Abbiamo chiesto al Comune di autorizzarci a pulire il nostro quartiere, ma nessuno ci ha risposto. Purtroppo chi è stato chiamato ad amministrare questo Comune” conclude Mosca “non sembrerebbe neanche molto interessato alla collaborazione e al dialogo con le associazioni di volontariato sociali, sportive ed i Comitati di Quartiere e questo scollamento, voluto esclusivamente da questi amministratori pubblici, è un prezzo che paga tutta la città”. CdQ Selciatella