La giunta regionale presieduta da Rocca ha approvato il piano per la gestione dei rifiuti valido fino al 2031. Quattro discariche per Aprilia
Nuovo piano regionale dei rifiuti
E’ stato presentato il nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti. Il programma approvato dalla giunta Rocca avrà validità fino al 2031.
Tra i punti fondamentali, il piano prevede la dislocazione sul territorio di ben quattro discariche. Per l’Ato riguardante la provincia di Latina troviamo il nascente impianto di Sant’Apollonia presentato anni fa dalla Frales e che ha ottenuto il via libera proprio dalla regione in sede di valutazione di impatto ambientale.
Se l’iter procedurale per la realizzazione della discarica si è ormai archiviato positivamente, restano ancora in piedi alcuni ricorsi al progetto presentati da cittadini e associazioni che devono essere discussi nelle aule di tribunale.
Intanto però, con la presentazione del piano dei rifiuti, la regione Lazio ha di fatto “certificato” e confermato la presenza del nascente impianto di Sant’Apollonia di Aprilia.
Riguardo agli impianti di smaltimento di spazzatura non pericolosa, la regione stima per il periodo 2026-2031 un fabbisogno pari a circa 1,1166 milioni di tonnellate, destinato esclusivamente agli scarti non combustibili e ai residui dei trattamenti. Oltre ad Aprilia, gli altri siti individuati dalla regione sono quelli di Viterbo, Roccasecca e Civitavecchia.
L’obiettivo ambizioso del piano della giunta Rocca è quello di avviare il Lazio, per la prima volta, alla chiusura del ciclo regionale dei rifiuti, prevedendo la completa autosufficienza per il trattamento e lo smaltimento, tredici anni dopo la cessazione dei conferimenti presso la discarica di Malagrotta, la cui chiusura, senza prevedere un’alternativa, aveva messo in crisi tutto il sistema di gestione dei rifiuti.
La Pisana ha previsto, oltre a 21 milioni di euro per interventi di ammodernamento e riconversione impiantistica esistente per il potenziamento delle attività di trattamento, anche 9 milioni di euro di contributi ai comuni che sostengono il peso della chiusura del ciclo dei rifiuti, con particolare riferimento a quei territori nei quali insistono le discariche e i termovalorizzatori. Si tratta di un sostegno economico per opere pubbliche di interesse locale da destinare al potenziamento della raccolta differenziata per venire in supporto dei comuni, anche in considerazione degli alti costi previsti per interventi di questo tipo.
Tale importo, in base a una norma approvata nel recente bilancio regionale, potrà essere aumentato.
Per quanto riguarda l’impianto di Sant’Apollonia, il deposito ha avuto l’ok per trattare una capacità di 495mila tonnellate annue, di cui massimo 165mila tonnellate annue per rifiuti urbani indifferenziati.
Il progetto presentato dalla Frales prevede un costo totale dell’intervento di circa 28 milioni di euro, di cui 22 milioni relativi ai costi di costruzione.
Si prevede un abbancamento rifiuti per un periodo di almeno dieci anni. Il piano è stato comunque ideato per permettere l’eventuale implementazione della capacità a seconda delle necessità dell’ATO di Latina.
Alessandro Piazzolla
Di seguito una nota stampa del Partito Democratico, Aprilia Domani, AVS, Italia Viva e M5S in merito al Piano dei rifiuti regionale:
“Il nuovo Piano rifiuti regionale non è una risposta che il territorio attendeva, bensì certifica definitivamente il fallimento politico del centrodestra nel Lazio. Un fallimento che ha un volto preciso, quello della giunta guidata da Francesco Rocca, e che chiama in causa in modo diretto anche i dirigenti locali, a partire da Fratelli d’Italia, che per anni hanno venduto la “filiera di governo” come la soluzione miracolosa a ogni problema.
Oggi quella narrazione si sgretola davanti alla realtà: dopo oltre tre anni di attesa arriva un piano tardivo, fragile e destinato a un iter lungo e incerto, con una legislatura ormai agli sgoccioli. Altro che programmazione: siamo davanti a un provvedimento che nasce già senza gambe, incapace di dare certezze ai territori. Nel merito, il piano è ancora più grave. La Regione rinuncia di fatto a costruire un sistema pubblico del ciclo dei rifiuti e sceglie invece di affidarsi ai privati per la realizzazione e gestione delle nuove discariche. Una scelta politica precisa, che scarica responsabilità e indebolisce il controllo pubblico su un settore strategico. La cancellazione degli ATO e il passaggio a due sole macroaree rappresentano poi un arretramento netto. Si smonta il principio di prossimità, si depotenzia la capacità dei territori di essere autosufficienti e si apre la strada a un sistema squilibrato, dove pochi territori saranno chiamati a sopportare il peso di tutti. Ed è qui che emerge con forza il caso di Aprilia.
La conferma della nuova discarica nel territorio comunale è l’emblema di questo fallimento: una città che ha già pagato un prezzo ambientale altissimo viene ancora una volta individuata come area di sacrificio. Non è una scelta tecnica, è una scelta politica profondamente sbagliata. Perché mentre si parla di transizione ecologica, si continua a investire sullo strumento più arretrato della gestione dei rifiuti. Invece di puntare su impianti moderni, pubblici e distribuiti, si preferisce concentrare criticità e impatti su territori già fragili.
Il risultato è un piano che arriva tardi e senza una reale prospettiva di attuazione; affida ai privati pezzi fondamentali del ciclo dei rifiuti; cancella strumenti di governance territoriale come gli ATO; in ultimo: scarica su realtà come Aprilia il peso delle inefficienze regionali. Altro che “filiera del fare”. Qui siamo alla filiera dello scaricabarile: meno responsabilità pubblica, più potere ai privati e più pressione sui territori. E Aprilia, ancora una volta, viene scelta non per essere aiutata, ma per essere utilizzata. Un vero e proprio accanimento territoriale, rispetto al quale questa volta i dirigenti locali del centrodestra non potranno rifugiarsi in mistificazioni: a certificarlo sono stati gli stessi riferimenti regionali, fin troppo attenti nel cancellare progettualità per la città pur di fare spazio a nuovi impianti di rifiuti”.
Aprilia Domani (Progetto Civico Italia)
AVS - Alleanza Verdi e Sinistra
Italia Viva - Movimento 5 Stelle
Partito Democratico