Per combattere l’evasione fiscale delle gabelle comunali
Solleciti telefonici
Il comune di Aprilia da oltre due anni è alle prese con problemi quotidiani di cassa. Mancanza di liquidità cronica che si riverbera su ogni ambito e attività della macchina amministrativa, costretta spesso a difficili taglia e cuci. Ma la coperta resta cortissima per soddisfare ogni esigenza della città. Il grave stato finanziario del comune non fa dormire sonni tranquilli a chi oggi gestisce l’ente di piazza Roma. E tra le questioni che da sempre attanagliano il comune pontino c’è l’evasione fiscale, forse il problema più grave da affrontare. Ad Aprilia, purtroppo, continua ad essere una importante fetta di cittadini che non paga regolarmente le tasse. Un esercito di furbetti che è restio ad osservare le regole, a tutto danno dei loro concittadini costretti a versare le imposte anche per loro sotto forma di aumenti. Evasori che spesso neanche sfruttano l’occasione di regolarizzare la propria posizione quando le condizioni sarebbero più favorevoli. Nella sostanza, questo vuoto finanziario, provoca poi minori investimenti nei servizi, come strade migliori o pubblica illuminazione dignitosa.
“Non ci sono soldi”, questo il leitmotiv spesso ripetuto dagli amministratori a chi chiedeva interventi alle arterie della città. E chi oggi gestisce l’ente di piazza Roma è ben conscio dei problemi che scaturiscono da questa situazione. Le tre commissarie straordinarie, infatti, dal loro arrivo hanno inserito tra le loro priorità proprio la lotta all’evasione. Negli anni il Comune di Aprilia, anche sostenuto dalla società esterna Geropa che si occupava del recupero dell’evasione e dell’elusione oltre a fornire supporto tecnico, informativo, tecnico e gestionale all’ufficio finanze di piazza dei Bersaglieri, non sempre è riuscito a stanare questo esercito di furbetti. Alcuni passi avanti sono stati sicuramente fatti ma la strada appare ancora lunga visto l’enorme mole di cartelle Tari e Imu che ogni mese l’ufficio tributi invia ai cittadini morosi. Ora però il comune si gioca una nuova carta dopo aver preso atto della cessione del ramo di azienda di Geropa a favore della società M.T.spa. Quest’ultima società, infatti, “ha chiesto - si legge nella determina firmata dal dirigente del settore finanze Cosimo Mazzone - l’autorizzazione all’affidamento in subappalto del servizio di “sollecito telefonico del Credito” per un importo complessivo pari a 100mila euro all’impresa Credit-on srl di Genzano”.
Richiesta approvata dal comune di Aprilia che ha dato semaforo verde all’operazione. Centomila euro investiti in solleciti telefonici che a piazza Roma sperano possano tramutarsi in migliaia o, meglio, milioni di euro recuperati per le casse comunali.
“In relazione al servizio di recupero dei tributi mediante call center - ha replicato il comune di Aprilia - si ritiene opportuno precisare che nell’ambito del relativo contratto di servizio sottoscritto nell’anno 2022, con durata quinquennale, è stato affidato alla Maggioli Tributi S.p.a., il servizio di supporto organizzativo, tecnico, informatico e gestionale all’Ufficio Tributi del Comune di Aprilia. Tra le offertemigliorative ed i servizi aggiuntivi, previsti dal disciplinare di gara, e proposti dalla società Maggioli vi è l’attivazione di un contact center dedicato, che si occupi di prendere contatti telefonici con i contribuenti al fine di garantire il sollecito del credito insoluto. A tal fine, l’affidatario si occuperà anche di procedere a tutti i controlli e le verifiche utili a recuperare i riferimenti telefonici”.
“Pertanto, il sub-appaltatore, ovvero la Impresa Credit On S.r.l., nei confronti della quale sono stati effettuati tutti i controlli antimafia previsti dalla vigente normativa prima dell’autorizzazione al subappalto - è stata individuata dalla predetta Maggioli. Si precisa che l’importo maturato dal sub-appaltatore verrà fatturato esclusivamente alla Maggioli Tributi S.p.a., gravando sulle somme a quest’ultima già spettanti in forza del contratto sottoscritto”.
Nessun maggior onere è pertanto previsto a carico del bilancio del Comune di Aprilia.
Alessandro Piazzolla
Le perplessità del leader locale del M5S Andrea Ragusa
Aprilia Multiservizi
Le commissarie straordinarie hanno affidato un incarico ad uno studio di avvocati per analizzare i problemi dell’Azienda Speciale Aprilia Multiservizi. Una scelta che raccoglie perplessità del mondo politico, ma accolta positivamente dal leader locale del M5S Andrea Ragusa, che intravede una possibilità di fare chiarezza dopo anni di scelte politiche considerate discutibili.
“Ad Aprilia - sottolinea l’esponente- esiste un’azienda che sembra non avere diritto alla “normalità” e visto che la Commissione straordinaria ha dato l’incarico ad uno studio di avvocati di supportare il Responsabile Unico del Progetto nell’espletamento delle delicate fasi di Due Diligence giuridico-amministrativa, economico-finanziaria e organizzativa sull’azienda speciale ASAM in liquidazione, in particolare per l’eventuale prosecuzione, riorganizzazione o cessazione della gestione ho fatto qualche conto per analizzare le decisioni prese in passato. Da anni la gestione dell’ASAM è prigioniera di una narrazione che la vuole costantemente sull’orlo del baratro, una tesi utilizzata per giustificare una liquidazione volontaria che si trascina ormai dal 2017 e una progressiva esternalizzazione dei servizi. Eppure, se si analizzano le carte con onestà intellettuale, emerge una realtà radicalmente diversa. Tutto parte da lontano, dalle delibere del 2016 e 2017 che hanno tracciato il solco: si è deciso che i parcheggi, lo scuolabus, la manutenzione del verde e la riscossione dei tributi non fossero più convenienti per l’azienda pubblica. Nel 2024, l’amministrazione di centro-destra ha confermato questa linea, basandosi su una lettura dei conti che appare, a dir poco, parziale. Durante le sedute pubbliche, l’assessore Moroni e il presidente della commissione La Pegna hanno citato l’ispezione del MEF del 2016 per dipingere un quadro fallimentare, sostenendo che il settore parcheggi avrebbe accumulato perdite per 200.000 € tra il 2017 e il 2022. Ma questi conti sono corretti?”
I dubbi di Ragusa si concentrano sulle scelte politiche fatte dal 2017 in poi.
“Siamo di fronte a quella che potremmo definire la “fallacia dell’evidenza soppressa” o cherry picking. Per arrivare a quelle cifre negative, l’amministrazione ha scelto di analizzare il periodo che include i lockdown del Covid, quando la circolazione era ferma per legge, e soprattutto ha ignorato una voce di ricavo fondamentale: le sanzioni. Il settore parcheggi, infatti, non si limita a vendere abbonamenti, ma gli ausiliari elevano multe che finiscono direttamente nelle casse comunali, cosa che non avrebbero interesse a fare i dipendenti di una società esterna visto che sulle sanzioni non esistono percentuali per nessuno. Calcolatrice alla mano, considerando i 5 dipendenti realmente impiegati nel settore, i costi dei parcometri e i ricavi complessivi (ticket più multe), i numeri dicono che il settore parcheggi è in attivo: 16.000 € di guadagno nel 2021, oltre 44.000 nel 2022, 34.000 nel 2023 e ben 68.000 € nel 2024. Anche per il 2025 le prospettive sono ottime, visto che le nuove sanzioni includono ora il pagamento della sosta giornaliera. Perché allora ci si ostinava a parlare di perdite? Il dubbio sulla reale convenienza delle scelte politiche si fa ancora più fitto guardando al settore pulizie. Infatti, in quella seduta non si è parlato né di costi né di ricavi ma si è stabilito di esternalizzare comunque il servizio, cosa che è avvenuta quest’anno al costo triennale di 935.000 €; chissà se anche per quel settore i conti furono fatti con pressappochismo! Purtroppo i dati relativi al costo di questo servizio quando era svolto in house, per poter fare un raffronto con l’importo assegnato con la recente gara d’appalto, non sono riuscito ad averli perché i liquidatori hanno negato l’accesso agli atti. Per perseguire l’obiettivo del risanamento, la strada dovrebbe essere un’altra. L’azienda oggi sembrerebbe “in bonis”, ovvero produce utili, e non c’è più alcun motivo tecnico per tenerla in liquidazione. Bisognerebbe rimuovere questo stato di agonia assistita e sostituire il collegio dei liquidatori con un Amministratore Unico. Il risparmio sarebbe immediato: oggi i tre liquidatori costano alla collettività 104.000 € l’anno, mentre un amministratore, come quello di una realtà come Progetto Ambiente, ne costa 45.000.
Invece di smantellare l’azienda pezzo dopo pezzo, bisognerebbe preoccuparsi di renderla più efficiente, magari partendo da cose semplici come ripristinare l’illuminazione nel parcheggio della stazione di Campoleone, oggi semi abbandonato dagli utenti perché buio e insicuro, questo semplice intervento porterebbe ad un maggior utilizzo del parcheggio e a maggiori introiti. Difendere l’ASAM non è una scelta ideologica, ma una battaglia di buon senso per rispettare i rilievi del MEF, tutelare i posti di lavoro e garantire ai cittadini di Aprilia servizi di qualità a un costo inferiore rispetto a quello del mercato. Se i conti sono in attivo, la liquidazione non è una necessità, ma una scelta politica che grava sulle tasche di tutti noi. In questo clima di conti ‘soggettivi’, l’incarico allo studio legale appare come un atto di chiarezza necessario per garantire oggettività e imparzialità. È un segnale che, insieme alle recenti rassicurazioni della Commissione ai sindacati sulla tutela dei posti di lavoro, permette di intravedere una luce in fondo al tunnel”.
Francesca Cavallin