Perplessità sulla gestione di cassa
Ulteriori perplessità vengono espresse in merito alla gestione di cassa e cassa vincolata.
“Con riferimento alla consistenza del fondo cassa al 31/12, emerge, per l’ultimo biennio, un peggioramento della gestione della liquidità, sebbene per l’esercizio 2024, rispetto all’esercizio precedente (in cui le disponibilità erano pari a zero), la cassa risulti nuovamente valorizzata.
I suddetti dati – oltre al costante incremento delle risorse soggette a vincolo di cassa - evidenziano, inoltre, per il biennio 2023-2024, una situazione di cassa vincolata da ricostituire, anch’essa in aumento nei due esercizi considerati.
In sede istruttoria, tuttavia, è stato rilevato che i dati forniti dall’Organo di revisione nei questionari e nelle relazioni sui consuntivi non risultano attendibili, in quanto spesso contraddittori e a volte errati.
In argomento, l’Ente ha prodotto una relazione del medesimo Organo, con cui le incongruenze rilevate vengono imputate a meri errori materiali, analogamente all’attestazione relativa all’esistenza nel conto del tesoriere al 31/12/2022 di pagamenti per azioni esecutive per euro 2.619.601,92, anche questa, asseritamente, frutto di un probabile refuso.
Ulteriore conferma sull’inattendibilità dei dati riportati viene fornita dall’Amministrazione la quale – dopo aver precisato che la determinazione della cassa vincolata, in passato, non era stata effettuata in maniera puntuale, così dichiara: [le] “determinazioni relative alla giacenza della cassa vincolata alla data del 1° gennaio di ciascun anno non erano state adottate e, di conseguenza, in assenza di un dato certo di partenza e di un sistema puntuale di rilevazione delle movimentazioni, non è stato possibile, nemmeno per lo scrivente, adottarle benché si sia partiti con le rilevazioni” dall’anno 2022.
Solo con l’integrazione alla nota di risposta prodotta l’11 febbraio 2026 l’Amministrazione ha comunicato il dato definitivo e corretto sulla consistenza della cassa vincolata al 31 dicembre 2024, evidenziando la sussistenza di vincoli di cassa da ricostituire per euro 4.625.795,99 (rispetto a una consistenza di cassa effettiva di euro 4.440.232,09, interamente vincolata)”.
Proprio in ragione di questi errori, la Corte dei Conti ha raccomandato al Comune la scrupolosa verifica della perfetta corrispondenza tra i dati contenuti nei documenti contabili ufficiali, quelli trasmessi in BDAP e quelli riportati nei questionari trasmessi alla Sezione, provvedendo alle necessarie rettifiche in caso di discordanze. Il Collegio ha invitato l’Amministrazione a porre in essere un costante monitoraggio della consistenza della cassa vincolata, adottando ogni misura idonea a ricondurne la gestione nell’alveo della legittimità/regolarità, provvedendo, altresì, all’adozione dei provvedimenti amministrativi previsti in materia.
Altre criticità rilevate dalla Corte dei conti, riguardano l’eccessivo ricorso all’anticipazione di tesoreria, l’irritazione contabilizzazione del quale pregiudica la sovrastima del risultato di amministrazione tra 2019 e 2024. L’analisi poi si sposta sulla criticità nella riscossione dei tributi, in particolare in ragione delle dichiarazioni contenute nella relazione del Prefetto, preliminare allo scioglimento per infiltrazioni mafiose, che recita: “Analoghe criticità sono state, infine, riscontrate nella gestione delle entrate tributarie e dei canoni concessori, rispetto alla quale è stata segnalata una diffusa approssimazione che ha contribuito a creare i presupposti di una condizione finanziaria delicata, in parte attribuibile anche all’insussistenza di un meccanismo di controllo esterno che consentisse di verificare l’effettivo pagamento delle entrate comunali da parte dei contribuenti, situazione ben nota ai vertici politici e burocratici che si inserisce in un contesto caratterizzato da sacche di grave evasione”.
Secondo la Corte dei Conti, si registra una situazione particolarmente critica, soprattutto per la perdurante difficoltà a incassare nonostante gli strumenti messi in atto per contrastare l’evasione fiscale.
“I dati sopra riportati - rileva il Collegio - rivelano un andamento critico delle riscossioni, sia in termini percentuali sia in valore assoluto, di entrambi i Titoli, nonché rilevanti cancellazioni operate nel quadriennio che, nell’esercizio 2021, per il solo Titolo 3 hanno interessato circa il 25% dei residui inizialmente esistenti.
Analogamente insoddisfacenti risultano le riscossioni nella competenza che, sempre con riferimento alle sole entrate proprie dell’Ente, nel quadriennio si sono assestate, per entrambi i Titoli, a una media inferiore al 75%. Le gravi criticità registrate dall’Ente nella capacità di riscossione delle entrate proprie hanno avuto evidenti ripercussioni sulla mole dei residui attivi conservati a rendiconto, in particolare per quelli afferenti alle entrate tributarie, che nel quadriennio sono passati da euro 48.278.185,00 (2021) ad euro 71.940.276,78 (2024), con i conseguenti, già evidenziati, effetti espansivi sulla consistenza del FCDE”.
Avendo accertato il perdurare delle criticità, la Corte dei Conti ha disposto di monitorare la corretta quantificazione del FCDE, nel rispetto delle previsioni dei principi contabili, provvedendo, già con l’approvazione del rendiconto 2025, alla verifica della sua congruità, alla luce delle irregolarità riportate in parte motiva e all’adozione di ogni eventuale misura correttiva utile a evitare che entrate di dubbia esigibilità possano finanziare spese erogabili nel corso dell’esercizio, di provvedere alla corretta contabilizzazione del FAL, ai sensi dell’art. 52, comma 1-bis del d.l. n. 73/2021 e sulla base dei dati risultati dai piani di ammortamento delle anticipazioni straordinarie di liquidità, di effettuare un’attenta analisi e ricognizione del contezioso al fine di determinare una corretta quantificazione del relativo fondo rischi, in ossequio alle previsioni dei principi contabili di cui al punto 5.2, lett. h), dell’allegato 4/2 al d.lgs. n. 118/2011, al fine di evitare l’insorgenza di possibili e improvvisi oneri di rilevante entità finanziaria a cui il bilancio non riesce a dare copertura. Ha disposto inoltre di adottare misure idonee a una corretta programmazione delle risorse da destinare alla copertura delle spese di contenzioso, anche al fine di ridurre il fenomeno dei 32, di adottare ogni misura utile a una corretta gestione della cassa vincolata, nel rispetto dei principi contabili di cui al punto 10 dell’allegato 4/2 al d.lgs. n. 118/2011, di attuare ogni misura idonea a limitare l’attuale reiterato ricorso all’anticipazione di tesoreria, anche con importi non restituiti al 31/12, con conseguente maturazione di interessi passivi, nonché di adottare, alla luce delle anomalie rilevate in sede istruttoria circa la contabilizzazione dell’istituto, le misure idonee a rimuovere tali criticità e di adoperarsi per migliorare la propria capacità di riscossione delle entrate, anche al fine di proseguire con il ritrovato rispetto dei tempi di pagamento dei debiti commerciali.
Francesca Cavallin