Domande solo online sulla nuova piattaforma dei servizi scolastici
Servizio di trasporto scolastico
Sono stati riaperti i termini per le iscrizioni online per il servizio di trasporto scolastico integrato per l’anno scolastico 2026/2027 sulla nuova piattaforma dei servizi scolastici eCivis https://anzio.ecivis.it/
Alla scadenza del precedente avviso (31 agosto) risulta disponibilità di posti e per questo è ancora possibile iscriversi “fino a disponibilità”.
I genitori dovranno accedere con SPID e CIE e iscrivere i bambini al servizio, verificando prima le zone servite e i percorsi degli scuolabus. Le procedure di iscrizione sono state ulteriormente semplificate e snellite: la piattaforma è infatti collegata all’anagrafe nazionale della popolazione e al momento dell’accesso il genitore troverà già tutti i dati anagrafici del figlio/figli da iscrivere al servizio.
Non sarà più necessario presentare l’attestazione ISEE che verrà acquisita d’ufficio.
I pagamenti dovranno essere effettuati attraverso gli Avvisi di Pagamento che invierà il Comune di Anzio periodicamente attraverso la nuova piattaforma e che potranno essere pagati con diverse modalità. Non sarà più attivo il borsellino elettronico.
Per accedere alla piattaforma: https://anzio.ecivis.it/
Tutte le informazioni e la documentazione sono disponibili al link del Comune di Anzio https://trasparenza.comune.anzio.roma.it/archivio105_procedure-dal-01012024_0_77100_984_1.html
Giovanni Del Giaccio
Staff Sindaco di Anzio
NO alla violenza sulle donne
Domenica 27 settembre 2026, dalle ore 9, Piazzale delle Sirene a Nettuno diventerà un immenso mosaico di colori e solidarietà.
Circa 1300 coperte a maglia e uncinetto formeranno l’Opera Relazionale Condivisa Viva Vittoria Roma e il Mare, nata per dire NO alla violenza sulle donne, anche con disabilità.
Tale iniziativa è promossa sul territorio dalle APS Anffas Anzio e Nettuno e Con_tatto, mentre ideatrice del progetto è l’ODV Viva Vittoria, che promuove a livello nazionale questa Opera Relazionale Condivisa, finalizzata a sensibilizzare l’opinione pubblica contro la violenza di genere attraverso la realizzazione collettiva di coperte fatte a mano, simbolo di partecipazione e rinascita.
L’iniziativa ha visto centinaia di persone realizzare più di 4000 quadrati di 50x50 cm, cuciti insieme con un filo rosso.
Le coperte saranno oggetto di una raccolta fondi a favore di Girotondo Società Cooperativa Sociale ONLUS, Centro Antiviolenza Marielle Franco e APS Anffas Anzio e Nettuno, destinata a sostenere le donne vittime di violenza, anche con disabilità.
Dettagli dell’evento per la stampa
* Cosa: Esposizione dell’Opera Relazionale Condivisa “Viva Vittoria Roma e il Mare”
* Dove: Piazzale delle Sirene, Nettuno (RM)
* Quando: Domenica 27 settembre 2026
* Orario: 09:00 – 19:00
Materiali e link utili
* Esempio di copertura video (Rai): per comprendere l’impatto e la resa visiva dell’iniziativa, è possibile visionare il servizio del TGR dedicato alla recente installazione di Prato al seguente link: www.rainews.it
* Documentazione fotografica ed edizioni precedenti: vivavittoria.it
Vi chiediamo di sostenere la diffusione dell’iniziativa attraverso i vostri canali informativi e social, con servizi, articoli, interviste o condivisioni nei giorni precedenti l’evento.
Saremo inoltre lieti di accogliere giornalisti, fotografi e troupe domenica 27 settembre, mettendoci a disposizione per interviste, approfondimenti e materiali utili a raccontare il progetto.
Ringraziandovi per l’attenzione e per il supporto alla diffusione dell’iniziativa, restiamo a disposizione per ogni necessità.
Contatti ufficiali per la stampa e coordinamento:
* Sara: 380 1097107
* Simona: 338 5763016
* Email: romaeilmare@vivavittoria.com
Joan-Carles Mèlich - Riflessioni sulla vulnerabilità
Essere fragili
Joan-Carles Mèlich, “Essere fragili. Riflessioni sulla vulnerabilità”, Il Saggiatore, Milano 2024, pp. 122, Euro 12,00.
La nostra vita umana si realizza attraverso esperienze segnate spesso dalla sofferenza, dalla violenza dal male e, in questo ultimo cinquantennio, anche dalla complessità e da un elevato grado di incertezza. Pertanto la condizione umana è contrassegnata dalla tragicità e, in particolare, dalla fragilità e vulnerabilità, quindi o ci si ‘rifugia’ in sistemi di pensiero e di azione di tipo metafisico dove è tutto non problematico, classificabile, senza ambivalenze ed ambiguità, dove ogni risposta è riconducibile a principi dati e immutabili vincolati dalla moralità, o, viceversa, si accetta (e si sceglie) di vivere identità contingenti, provvisorie ed effimere, facendo dell’incertezza una condotta e uno stile di vita e di pensiero.
Vivere in questa ultima dimensione esistenziale, facendo proprie vulnerabilità, appellati a un’etica della provvisorietà significa rapportarsi all’altro in maniera propositiva e una condotta -come dice l’autore di questo saggio- della ‘responsività’ (cfr. p. 20), che contrappone alla morale kantiana del ‘che cosa devo fare’, l’etica del ‘come posso rispondere adeguatamente all’appello dell’altro’ (p. 21). Un’etica che non risponde a prescrizioni e a sistemi normativi che non richiedono esperienza vissuta, avvenimenti, dubbi, chiaroscuri, senza quelle che sono le conseguenze della vulnerabilità e della fragilità: “non c’è umanità, né disumanità, se non si viene esposti alle ferite inflitte dalla sofferenza, dalla malattia e dalla perdita…; non c’è vita senza caso, senza crudeltà e senza vendetta.
Ognuno di questi aspetti…esige risposte etiche, non morali…perché l’etica non ha principi, invece la morale si…E l’etica può essere narrata soltanto da un’ottica letteraria” (pp. 27 e 28), perché la letteratura ci fa comprendere il mondo senza pretesa di spiegarlo, attraverso l’empatia e il pathos più in generale, il racconto e non la teoria ispirata alla normatività e all’universalità. Una base morale è irrinunciabile nella quotidianità di ciascuno, ma non può essere una morale totalizzante, conclusa, metafisica appunto, ma una morale ‘provvisoria’ (Cartesio), che trova svolgimento nei contesti vissuti e modulabili, che comportano anche l’artefatto come ‘rimedio’ per affrontare, mitigare, a volte anche curare, sofferenza e vulnerabilità; la ‘finzione’ e l’artefatto, la mimesi, il simbolico e l’arte (quindi ancora -fra le diverse espressioni artistiche- anche la letteratura) (cfr. da p. 23 a 40).
Concludendo va detto che “bisogna accantonare la filosofia metafisica, che è una filosofia del sistema, una filosofia di verità chiare e ben definite, di fondamenti apodittici, d’imperativi categorici, e assumere la prospettiva di una filosofia letteraria…e dell’ambiguità, del fluire del tempo, dell’imprevedibilità… degli appunti, dei tentativi e dei frammenti, perché soltanto assecondando questo tipo di filosofia, si può pensare l’etica come relazione, risposta…compassione, come cura di sé e dell’altro” (p. 41).
E’ anche per questo motivo che l’autore di questa riflessione (che è filosofica, antropologica e pedagogica) sulla fragilità prende spunto da opere letterarie e film(‘Smoke’): da Virginia Woolf a Rainer M. Rilke, Beckett, Strindberg, Kafka, Shakespeare, Melville e altri.
Joan-Carles Mèlich è docente di filosofia dell’educazione all’Università di Barcellona ed è autore di molti saggi di filosofia ed etica; mentre Simone Cattaneo che ha tradotto e curato la pubblicazione del testo è ricercatore in Letteratura spagnola presso l’Università di Milano.
Giuseppe Chitarrini