Finanziata con i fondi PNRR del Ministero dell'Interno, l'opera in via Capo di Bove mira a eliminare il rischio allagamenti e a tutelare residenti e infrastrutture
Sicurezza idrogeologica: al via il cantiere in zona Armellino
Scatta la fase operativa per la messa in sicurezza del territorio a Nettuno.
Sono ufficialmente partiti in questi giorni i lavori di regimentazione delle acque meteoriche in località Armellino, con un intervento mirato che interesserà in modo particolare via Capo di Bove per contrastare lo storico fenomeno degli allagamenti.
L’opera pubblica viaggia su un canale di finanziamento strategico, sostenuto dal contributo del Ministero dell’Interno nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Un passaggio chiave che permette al Comune di intervenire concretamente su una criticità idrogeologica sentita da anni dalla comunità locale.
A sottolineare il valore strategico dei cantieri è il Sindaco Nicola Burrini: “L’intervento ricade all’interno di un programma più vasto, programmato dal comune di Nettuno e finalizzato alla riduzione del rischio idrogeologico e alla messa in sicurezza di strade ed edifici”.
Un piano d'azione che nasce da un'analisi capillare delle criticità idrauliche dell'area, come evidenziato dall’Assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Iannone: “I lavori in corso sono stati progettati dopo un’approfondita valutazione delle problematiche presenti sul territorio”.
L'infrastruttura permetterà un corretto deflusso e riassorbimento delle piogge piovane, garantendo molteplici benefici: la salvaguardia delle arterie stradali, una maggiore sicurezza per la viabilità, la prevenzione dei danni alle abitazioni private e la costante tutela dell'ambiente circostante.
V.P.
Addio al cavalcavia della stazione: avviata la cantierizzazione per la demolizione
NETTUNO – È iniziato il conto alla rovescia per lo storico passaggio a livello e l'infrastruttura ferroviaria del centro cittadino. Nelle ultime ore sono ufficialmente partite le operazioni di cantierizzazione all’interno dell’area di proprietà di Ferrovie dello Stato, primo step operativo che porterà all'abbattimento definitivo del cavalcavia della stazione di Nettuno.
L'intervento, atteso da tempo per la riqualificazione e la viabilità dell'area, è attualmente nella sua fase preparatoria. Gli operai e i tecnici specializzati presenti sul sito sono impegnati nello smantellamento preliminare di tutti i manufatti in metallo, delle barriere e delle sovrastrutture accessorie. Un lavoro di precisione fondamentale per mettere in sicurezza la zona prima di passare all'impatto visivo più forte: la demolizione della struttura portante in calcestruzzo, calendarizzata per i primi giorni di ottobre.
L'imminente abbattimento comporterà inevitabili modifiche al traffico urbano e alla circolazione pedonale nelle aree adiacenti allo scalo ferroviario. A questo proposito, le autorità locali e i responsabili del cantiere hanno rassicurato la cittadinanza: verrà attivato un piano di comunicazione capillare per informare tempestivamente i residenti su eventuali deviazioni, modifiche alla viabilità ed eventuali disagi temporanei legati al rumore o alle polveri durante le fasi più complesse del cantiere.
Con l'avvio di questi lavori, Nettuno si prepara a cambiare volto, dicendo addio a una struttura decennale per dare spazio a una nuova assetto urbano dell'area ferroviaria.
Riflessione sulla necessità di scindere gli sbagli dei singoli dal lavoro quotidiano degli agenti che difendono il territorio con integrità
Non si infanga chi serve con onore: la voce della Polizia dopo i fatti di Anzio e Nettuno
Ho scelto di far passare qualche giorno prima di prendere la parola. L'ho fatto per rispetto, attendendo che calasse il clamore più istintivo di fronte ai gravissimi fatti che hanno interessato il Commissariato di Polizia di Anzio e Nettuno.
Parlo da Ispettore Superiore della Polizia di Stato in quiescenza, ma soprattutto da uomo che per molti anni ha servito lo Stato in quell’Ufficio, guidando la Squadra Investigativa nella seconda metà degli anni ’90. Conosco quella realtà, conosco quel territorio e so bene di cosa parlo, così come lo sa chi mi conosce.
Quanto accaduto è assolutamente inaccettabile ed è del tutto legittima la reazione di sdegno dei cittadini. Ciò che non posso e non voglio accettare, tuttavia, è il fango gettato indistintamente su un intero Commissariato attraverso i social network. Offendere l'operato di decine di donne e uomini che ogni giorno vestono la divisa con onore - e di chi, come me, vi ha dedicato la vita lavorativa - è un errore profondo e un'ingiustizia che non può passare sotto silenzio. L’abnegazione, il senso del dovere e il sacrificio di tanti poliziotti non si cancellano per le condotte di pochi.
Ma c'è un fatto, su tutti, che la comunità deve considerare con lucidità: quei cinque operatori non sono stati “coperti”, ma smascherati e arrestati dalla Polizia di Stato stessa!
Questa è la dimostrazione più netta e inconfutabile che la Polizia possiede al proprio interno gli anticorpi morali e operativi per spurgare le proprie fila da chi tradisce il giuramento prestato e la fiducia della comunità. L'Istituzione ha ampiamente dimostrato di non fare sconti a nessuno, nemmeno a sé stessa.
La fiducia nelle Istituzioni si nutre soprattutto della capacità di distinguere le responsabilità individuali dal valore di donne e uomini che ogni giorno vestono la divisa con onestà e spirito di sacrificio per la sicurezza di tutti noi.
Infatti, la sicurezza e la legalità del nostro territorio si fondano sulla fiducia reciproca tra cittadini e Forze dell'Ordine.
Quindi, vi prego, non lasciamo che la, seppure giustificata, rabbia del momento oscuri il valore di chi, ogni giorno, continua a difenderci con integrità.
Tommaso Bove
Ispettore Superiore della Polizia di Stato in
quiescenza - già Responsabile della Squadra
Investigativa del Commissariato Anzio/Nettuno