LAVINIO MARE DA RISPETTARE
a cura di Giuseppe Coppeta
MALTEMPO, ANZIO E NETTUNO PIEGATE DALLE FORTI PIOGGE ALLAGAMENTI E DANNI SUL TERRITORIO
TOMBINI FOGNARI DIVELTI ACQUA MISTA RIVERSATA IN MARE
TERRITORIO VIOLENTATO DALL’INTENSA URBANIZZAZIONE CON PLUVIALI IMMESSI IN FOGNA
Anzio – Le intense precipitazioni dell’8 e del 9 ottobre hanno provocato numerosi disagi e danni in diverse zone del territorio di Anzio. Le aree maggiormente colpite sono state Anzio Colonia, Lavinio Stazione e Lavinio Mare, dove l’acqua ha invaso strade, villini, appartamenti al piano terra e locali seminterrati.
In molte vie si sono verificati allagamenti particolarmente estesi, con carreggiate trasformate in veri e propri fiumi, soprattutto ad Anzio Colonia e a Lavinio Stazione. La situazione ha creato gravi difficoltà ai residenti, in particolare a coloro che abitano ai piani più bassi degli edifici. Uno degli aspetti più critici riguarda la rete fognaria. Ad Anzio, infatti, numerosi pluviali risultano collegati alla rete delle acque nere, destinata principalmente alla raccolta degli scarichi domestici. In occasione di precipitazioni intense, l’enorme quantità di acqua piovana immessa nella rete provoca il sovraccarico delle condotte. Le conseguenze possono essere pesanti: innalzamento dei chiusini, fuoriuscite dai servizi igienici e allagamenti con acque miste a liquami all’interno di abitazioni e attività commerciali.
Molti cittadini hanno inoltre notato grandi quantità d’acqua defluire dai canali di scolo direttamente verso il mare. Si tratta, in parte, dell’acqua piovana convogliata nella rete fognaria, che durante gli eventi meteorologici più intensi viene scaricata attraverso gli “sfioratori” per evitare il collasso del sistema (depuratore di Colle Cocchino e Lido dei Pini). Tuttavia, quando all’interno della rete fognaria si viene a creare una tale pressione che supera i livelli ordinari a causa dell’ingente quantitativo di acque meteoriche immesse dalle forti piogge, il funzionamento del sistema di “troppo pieno” può essere compromesso e i tombini stradali saltano e come in questo caso, la forte pressione ha fatto saltare addirittura i tombini posti al di sotto della sede stradale e coperti dall’asfalto. Infatti nella conferenza stampa il sindaco Aurelio Lo Fazio, ha diffidato Acqualatina nell’interrare i tombini fognari sotto la sede stradale poiché il danno è maggiore dell’improbabile beneficio. In questi casi è probabile che l’acqua riversata in mare possa contenere una percentuale significativa di reflui urbani, con possibili conseguenze ambientali e igienico-sanitarie.
Per questo c’è bisogno in occasione di nuove costruzioni, rivedere le autorizzazioni allo scarico in fogna e ridimensionare il numero di case che già confluiscono le acque meteoriche nella fogna acque nere. Anche a Lavinio Mare si sono registrati diversi allagamenti di locali seminterrati, tra cui quello del negozio “Parrucchiere Antonio” situato in piazza Lavinia.
Danni anche lungo via Ardeatina nei pressi del supermercato iN’s, dove un muro di cinta nella proprietà del ristorante Borgo degli Aranci ha ceduto sotto la pressione della piena del fosso Sant’Anastasio, il quale corso d’acqua è fuoriuscito a monte delle campagne che dal prolungamento dello Stradone Sant’Anastasio scendono a valle verso Via Ardeatina.
A Lavinio mare, il forte vento ha inoltre provocato la capitozzatura di un albero di sughero in via Re Turno con parte della chioma e alcuni rami finiti su di un’autovettura parcheggiata, mentre in mattinata si è spezzato un grosso ramo da un albero lungo la passeggiata di Viale Virgilio.
Con riferimento agli allagamenti, tra le possibili cause dei danni e disagi su tutto il territorio, viene indicata anche l’ostruzione dei tombini. Una pulizia più intensa e regolare avrebbe potuto ridurre alcuni problemi, ma va considerato che durante le ore notturne e in occasione di forte piogge, è impossibile presidiare l’intero territorio.
Le foglie e gli aghi di pino caduti a causa del vento e della pioggia possono infatti intasare rapidamente le caditoie, impedendo il regolare deflusso delle acque meteoriche, come avvenuto in particolare a partire dalla notte di giovedì 8 ottobre. Resta, tuttavia, il tema della gestione urbanistica del territorio. Secondo diversi cittadini, i danni avrebbero potuto essere più contenuti se negli anni passati fosse stata prestata maggiore attenzione alla manutenzione del suolo e agli effetti di un’urbanizzazione sempre più intensa.
Un tema che continua a dividere il dibattito politico locale, anche alla luce delle nuove richieste di sviluppo edilizio avanzate da una parte della politica anziate. La quantità di pioggia caduta nell’arco di 24 ore avrebbe superato gli 80 millimetri tra Anzio e Nettuno, dato che assommato alle precipitazioni del secondo giorno, si attestano a ben 130 millimetri di acqua piovana precipitata sul suolo nell’arco di 48 ore. Di fronte alla gravità della situazione, il sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, e il sindaco di Nettuno, Nicola Burrini, hanno chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
La richiesta dovrà ora essere valutata dagli enti competenti, mentre sul territorio proseguono le verifiche dei danni e gli interventi di ripristino. Infine si vuole ringraziare l’impegno delle Forze di Polizia, della Polizia Locale, dei Vigili del Fuoco, gli operai del comune di Anzio, della Protezione Civile del Comune di Anzio e dei Volontari delle Associazioni presenti sul territorio tra cui quella delle “Aquile” con sede a Lavinio mare.
Giuseppe Coppeta