SIMPOSIO
Giuliana Bellorini
Coordinatrice corrispondente
del salotto sede del Simposio
Chi siamo oggi?
La civiltà occidentale che oggi fatichiamo a vedere raccolta in un pensiero etico condiviso ha una propria identità “consolidata”, un segno culturalmente distintivo
rispetto ad altri paesi e altre culture. Democrazia, diritto e libertà di pensiero. Le sue radici affondano nell’antica Grecia, ma è con la “rivoluzione” del Cristianesimo che i principi di uguaglianza si sono affermati. È un’eredità che va riconosciuta indipendentemente dall’essere o meno religiosi: assunto dimostrato da uomini di cultura credenti e laici. Il “Discorso della montagna” (Matteo 5,1-7,29), viene definito la Magna Charta del cristianesimo o statuto morale e spirituale fondamentale come regola di vita, ché nella pratica nessuna teoria filosofica potrebbe essere più chiaro messaggio per farsi comprendere da tutti in modo così semplice e con altrettanta efficacia per avvicinarsi alla comprensione dell’essere umano.
Ma, oggi, nell’era in cui la globalizzazione ha stravolto la geografia del mondo, possiamo essere ancora d’accordo?
Sì, se abbassiamo gli occhi verso la nostra onestà interiore che fin da piccini veniva educata attraverso la laboriosità e il comportamento onesto e rispettoso. Che ci abituava gradualmente, e con il buon senso, ad affrontare situazioni a volte estremamente conflittuali. Una lotta quotidiana dell’essere umano necessaria per la sua conservazione e il suo sviluppo: superare, trasformare le tradizioni inadeguate in nuova conoscenza, per arricchirci di nuova forza per essere generosamente comprensivi di una società in continua trasformazione.
Giuliana
Gente comune.
Lo vedi quell'uomo laggiù?
Magro, capelli neri,
occhi azzurri e cuore grande.
La vedi quella donna laggiù?
rotonda sui fianchi,
occhi grandi e profondi,
anima pia, cuore grande.
Lui ha in braccio un bambino.
Lei copre un corpo,
della fanciulla violentata.
Senti nell'aria
quel sapore di buono?
Senti nell'aria la voglia di aiutare?
Non sono eroi.
Non sono persone diverse.
Sono solo persone speciali.
Sono solo gli angeli terreni.
Sono gente comune.
Hanno il cuore e la mente
aperta al mondo.
Rita Salimbeni
Ardea, 16 settembre 2026
DIETRO LE SBARRE
Cronache a cura di
Ivana D’Amore
Associazione Vol.A.Re.
Per molti l’esperienza della detenzione porta spesso, nelle lunghe giornate in prigione, ad interrogarsi per cercare un significato vero alla propria esistenza.
Per alcuni di loro il carcere significa la riscoperta di Dio grazie anche alla convivenza con detenuti di culture e religioni diverse.
Siamo nati differenti
per volere di Dio.
Il suo disegno di bontà
ci ha condotti
sulla stessa strada.
Ci ha chiesto di amarci,
rispettarci ed assisterci.
Con lui ed in Lui
il miracolo si è compiuto.
Siamo ora
un solo corpo,
una sola anima.
un detenuto
Domenica 18 ottobre 2026 - ore 16.30
L’INVENZIONE DEL TEMPO
3 INCONTRI con DOMENICO D’AMATO
1. IL TEMPO - 2. IL CALENDARIO - 3. UNIFICAZIONE
1° Incontro - IL TEMPO
Fin da quando l’uomo ha preso coscienza del mondo, ha cercato di comprenderne le dinamiche e il trascorrere del tempo. Il Tempo, concepito come conceto astrato, descriveva in origine il concreto mutamento dell’ambiente circostante. Nonostante le scarse testimonianze scrite della Preistoria, l'archeoastronomia dimostra un'antica conoscenza del cielo.
Tale sapienza permeteva di tracciare il ciclo delle stagioni, risultando fondamentale per la caccia e per l'agricoltura.
Dal punto di vista astronomico, il tempo si manifesta subito con l'alternarsi del giorno e della note nell'arco delle ventiquatro ore.
La comprensione dell'anno ha richiesto invece più complessità: prima con la Luna e poi integrando i cicli del Sole.
La nascita della scritura (3000 a.C.) è stata la svolta decisiva per trasformare il tempo da elemento percepito a struturato.
Grazie alla formalizzazione di venti e unità di misura - come il sistema sessagesimale - è diventato misurabile.
In parallelo si sono evoluti anche gli strumenti di calcolo: dallo gnomone infisso nel terreno a tracciare l'ombra solare, passando per le clessidre ad acqua e a sabbia, fino ad arrivare all'invenzione degli orologi meccanici.
Domenica 25 ottobre 2026 - ore 16.30
2° Incontro - IL CALENDARIO
Oggi diamo per scontato il calendario, ma per millenni la sua composizione è stata un sapere elitario e conteso, riservato al clero. Dominare la meccanica celeste e interpretare il cielo era vitale per scandire i cicli stagionali, regolando agricoltura e caccia. I primi calendari si basavano sulle fasi lunari, semplici da osservare ma difficili da allineare con l'anno solare e il ciclo delle stagioni. La comprensione dei movimenti del Sole segnò la prima grande svolta: intorno al 3000 a.C., in Egitto nacque il primo calendario di 365 giorni, legato all'esondazione del Nilo e inciso sui monumenti in pietra. Il modello solare si diffuse nel mondo antico, ma accumulò nel tempo gravi incongruenze, corrette solo con le grandi riforme storiche. Nel 46 a.C. Giulio Cesare promulgò il Calendario Giuliano (in vigore dal 45 a.C.), che introdusse l'anno bisestile ogni quattro anni e fu preceduto dall' "Annus Confusionis" di 445 giorni per azzerare i ritardi accumulati. A causa di un minimo scarto nell'anno tropico, nei 1600 anni successivi si creò un nuovo sfasamento di 10 giorni, corretto da Papa Gregorio XIII. Nel 1582 la riforma gregoriana decretò il passaggio diretto dal 4 ottobre al 15 ottobre, riallineando le date al ritmo del Sole. Oggi il Calendario Gregoriano è lo standard universale per gli scambi e la vita pubblica, affiancato da sistemi tradizionali locali, come quello lunare cinese.