Grande impresa di Giulio Pacchioni tra i paesaggi gelidi e ostili della Lapponia
Lapland Arctic Ultra
Giulio Pacchioni ce l’ha fatta. Dopo aver affrontato i 186 chilometri estremi della Lapland Arctic Ultra 2026, svoltasi dal 1 al 5 marzo tra i paesaggi gelidi e ostili della Lapponia, torna a raccontare un’esperienza che va ben oltre la semplice competizione sportiva.
“Eccoci qua, la gara è finita e questa ce la siamo portata a casa”, racconta con emozione.
Ma le sue parole lasciano subito spazio alla consapevolezza della portata di ciò che ha vissuto: un viaggio intenso, difficile da racchiudere in una descrizione. “Non basterebbero mille parole per descriverla: è stata entusiasmante, pazzesca, bellissima, ma anche veramente terribile sotto alcuni punti di vista”.
Un’avventura estrema, fatta di contrasti forti: fatica e sofferenza, momenti di sconforto alternati a slanci di entusiasmo. Un’esperienza che ha messo alla prova corpo e mente, superando ogni aspettativa. Ma dietro un’impresa così straordinaria non c’è mai una sola persona. Pacchioni lo sottolinea con forza, dedicando ampio spazio ai ringraziamenti.
Il primo pensiero va alla moglie, presenza costante e fondamentale: “Mi ha sopportato, sostenuto, mi ha fatto sentire che mi era vicina e che mi capiva. Questa è stata la forza più grande”.
Accanto a lei, la famiglia e gli amici, che lo hanno accompagnato lungo mesi di preparazione, incoraggiandolo e seguendolo passo dopo passo.
Un ringraziamento speciale è rivolto anche a tutte le persone che lo hanno sostenuto a distanza, attraverso messaggi e parole di incoraggiamento sui social e su WhatsApp. “Ne ho ricevuti tantissimi e, anche se magari non ho risposto, li ho letti: mi hanno dato una forza grandissima”.
Determinante anche il contributo di chi ha creduto nel progetto fin dall’inizio, sostenendolo economicamente tramite il crowdfunding su GoFundMe: una spinta iniziale che ha permesso di trasformare un sogno in realtà. Pacchioni non dimentica poi gli sponsor che hanno reso possibile l’impresa.
Un ringraziamento particolare va a Riparto, che ha creduto nel progetto sin dal principio, offrendo non solo supporto economico ma anche umano, accompagnandolo persino sul posto.
Fondamentale anche il contributo di RR Trek Forniture di Roma, che lo ha equipaggiato con materiali di altissima qualità, permettendogli di affrontare temperature estreme - ben oltre i -20°C - senza gravi conseguenze fisiche.
“L’attrezzatura qui è fondamentale”, sottolinea, evidenziando come sia riuscito a evitare problemi come congelamenti o frostbite.
Tra i sostenitori anche Avventure Esotiche di Aprilia, che ha fornito un aiuto prezioso dal punto di vista logistico e organizzativo del viaggio. E ancora, l’azienda Cube e due realtà locali che Pacchioni descrive come “piccole ma splendide”: lo Studio Legale Ladia Cavallin e il negozio Gatto Bike, che ha contribuito con abbigliamento tecnico e un’importante scorta di alimenti energetici, indispensabili durante la gara.
Il racconto si chiude con un messaggio semplice ma potente: “Non ce l’avrei fatta da solo. Non sarei stato qui senza di voi. Grazie a tutti”.
Un’impresa che non è solo sport, ma testimonianza di determinazione, collaborazione e forza collettiva.
Una sfida vinta contro il gelo, la fatica e i propri limiti - e condivisa con tutti coloro che hanno creduto in essa.
V.P.
Un giovane di 17 anni colpito da un 30enne
Ragazzo aggredito
Un episodio inquietante, quello avvenuto alcuni giorni fa ad Aprilia, dove un ragazzo di appena 17 anni è stato colpito da un uomo di 30 anni - ora denunciato a piede libero -davanti alla madre. Il giovane dovrà subire un delicato intervento chirurgo e la madre ha affidato ai social un messaggio per chiedere giustizia, dal momento che l’aggressore è stato denunciato a piedi libero. Sul caso è intervenuto il diretti di Fratelli d’Italia Aprilia.
“È agghiacciante - spiega FdI Aprilia - dover leggere ancora di aggressioni ingiustificate come quella avvenuta in via De Gasperi e dover leggere di una madre costretta a invocare la solidarietà dei suoi concittadini, affinché possano unirsi a lei per chiedere giustizia. Quanto accaduto ci lascia sconcertati. Ci sentiamo di esprimere la nostra vicinanza nei confronti del ragazzo di 17 anni, gravemente ferito a causa di questa vile aggressione e stringerci in un abbraccio ideale alla sua famiglia, a questa mamma che chiede giustizia per suo figlio. Una società civile, di fronte a fatti così gravi non deve e non può girarsi dall’altra parte. Siamo convinti che i fatti uniti alle parole, siano l’unico strumento per dimostrare vicinanza nei confronti delle vittime di atti così violenti e vigliacchi. I cittadini percepiscono una sicurezza latente e la forte sensazione di vivere in un contesto degradato. A loro dobbiamo dare risposte chiari ed efficaci, iniziando a non considerare questo caso come un episodio isolato, ma come una delle molteplici azioni violente che colpiscono il cuore della nostra comunità e i nostri giovani. Come partito, ci faremo portavoce nelle sedi opportune, dal Consiglio Provinciale ai tavoli istituzionali superiori, affinché vengano stanziati i fondi e le risorse umane necessari per restituire Aprilia ai suoi cittadini onesti. Il modello di Frosinone deve farci scuola: attraverso una programmazione seria e un impegno costante è possibile raggiungere elevati livelli di controllo, per sentirsi più al sicuro, in strada come nella propria casa. Siamo convinti che serva un impegno su tutti i livelli per restituire alla nostra città la dignità che merita: se il coordinamento stretto tra amministrazioni e forze dell’ordine può garantire migliori strumenti di controllo del territorio, specialmente nelle ore serali, nostro compito dovrà essere quello di chiedere a chi di dovere tutti gli strumenti necessari per consentire alle forze dell’ordine presenti sul territorio di fare il proprio lavoro nel migliore dei modi. Chi commette reati violenti, deve sapere che Aprilia non è una zona franca.
La certezza della pena e il ripristino della legalità devono essere i pilastri del nostro operato come referenti locali e alla base delle misure che chiederemo di rendere operative”.
Francesca Cavallin