A Campo di Carne un seminario d’eccellenza in ricordo di Bulgarelli
L’eredità di Elisabetta
Esistono promesse che il tempo non scalfisce, ma rafforza. Quella di Luciano Gabrielli è scritta tra le mura della palestra della scuola “B. Lanza”, dove ogni anno il dolore per la perdita della moglie, Elisabetta, si sublima in un atto d’amore verso la collettività. Il 5° Memorial Elisabetta Bulgarelli non è stato solo un evento di formazione, ma la testimonianza di come un lutto personale possa diventare il motore di una rivoluzione culturale dedicata alla tutela del mondo femminile.
L’evento, patrocinato dal cuore e dalla competenza, ha visto una partecipazione straordinaria. Tutto il ricavato è stato destinato all’associazione AGPHA ODV - Comunità Raggio di Sole, a dimostrazione che la difesa dei più deboli è un valore assoluto che non ammette eccezioni.
Un Protocollo Formativo di Alto Profilo
Sotto la guida attenta di Luciano Gabrielli, fondatore dell’evento e anima della SSD Global Defender, il seminario ha offerto alle partecipanti un percorso didattico strutturato su tre pilastri fondamentali, coinvolgendo esperti di rilievo nazionale.
La Vittoria della Comunità
Ciò che rende il Memorial Bulgarelli un caso unico nel panorama laziale è la sua capacità di generare consapevolezza. Non si esce da questa giornata solo con una tecnica di difesa in più, ma con una visione diversa del proprio ruolo nella società.
Luciano Gabrielli, mantenendo viva la memoria di Elisabetta, ha costruito un presidio di libertà.
Insegnare a una donna a difendersi significa, in ultima analisi, onorare la vita ogni giorno. La promessa di Luciano continua, anno dopo anno, trasformando una scomparsa in una presenza costante, vigile e protettiva per tutte le donne del territorio.
Elvio Vulcano
Foto di Francesco Di Ruocco
Impossibili i lavori di riqualificazione agli alloggi popolari
Operai minacciati
Il comune di Aprilia costretto ad alzare bandiera bianca a Toscanini. E’ una situazione incredibile e incresciosa quella avvenuta nella zona di via Inghilterra dove da circa due anni erano in corso dei lavori di riqualificazione a beneficio di molti appartamenti di proprietà del comune di Aprilia. Opere volte al miglioramento degli alloggi di residenza pubblica, in tutto circa 84 sparsi tra via Inghilterra, via Parigi e via Lussemburgo. Il piano originario prevedeva il rifacimento delle facciate e la sostituzione di tutti gli infissi degli appartamenti popolari, oltre ad altri interventi che avrebbero dovuto sanare situazioni non regolari presenti negli stabili. Ma il programma iniziale prevedeva anche l’efficientamento energetico delle palazzine, con l’installazione di pannelli fotovoltaici. Da anni quei palazzi avevano bisogno di interventi di riqualificazione ed il finanziamento ottenuto, circa tre milioni di euro in tutto, era stato visto come una opportunità importante per la riqualificazione del quartiere. Purtroppo, però, non tutto è filato liscio. Anzi. In questi due anni, infatti, non sono mancati i momenti difficili. Operai dell’impresa appaltante che sono stati minacciati più volte da alcuni residenti di via Inghilterra che mal digerivano quei lavori di riqualificazione. Una situazione che si è andata trascinando con il passare dei mesi, con la ditta che, in alcuni momenti, ha preferito fermare le opere piuttosto che mettere a repentaglio la sicurezza degli operai. Il clima pesante attorno ai lavori ha quindi condizionato anche il cronoprogramma, con pesanti ritardi sulla tabella di marcia. Una situazione che è stata anche certificata dal comune di Aprilia che, nel 2025, ha presentato una richiesta formale di rimodulazione del progetto, accompagnata da uno studio di fattibilità che prevedeva modifiche agli interventi originari. Il tutto motivato per questioni di sicurezza.
“Nel corso dell’esecuzione dell’intervento ricadente nel complesso edilizio di via Inghilterra - si legge nella determina a firma del dirigente ai lavori pubblici Paolo Terribili - i lavori sono stati interrotti da pesanti interferenze con la popolazione residente che mal accettava la presenza dell’impresa sul proprio territorio fino al punto di arrivare a minacciare i lavoratori impegnati sul cantiere. A seguito di segnalazioni, denunce e relazioni, la stazione appaltante, verificata l’impossibilità di proseguire, ha formalmente presentato all’Alta Commissionela richiesta di rimodulazione del progetto originario sottoponendo uno studio di fattibilità che prevedeva un cambiamento parziale degli interventi originariamente previsti sulle parti”.
Il via libera da parte del ministero alle infrastrutture è arrivato poche settimane dopo. I lavori dovranno concludersi entro il 31 marzo prossimo. Per il secondo lotto, invece, non vi è certezza. La speranza è rappresentata da un eventuale slittamento dei termini di rendicontazione del Pnrr e se essi rimarranno compatibili con il cronoprogramma degli interventi. Ale Pi.