Il Comune costretto a rimodulare il finanziamento per il quartiere
Alloggi pubblici in 167
Un comune costretto a piegare la testa davanti alle minacce dei residenti. Quasi un milione di euro, soldi finanziati grazie al Pnrr che dovevano essere utilizzati per migliorare le condizioni di un quartiere complicato come Toscanini, andati in fumo. Una città commissariata che esce ancora una volta con le ossa rotte.
E’ unanime, da destra a sinistra, la condanna verso la decisione presa dal comune di Aprilia di rinunciare ad un progetto, volto alla riqualificazione degli alloggi pubblici situati in zona 167, dopo le minacce subite dagli operai della ditta che stava eseguendo i lavori tra via Inghilterra, via Londra e via Lussemburgo. Pressioni e intimidazioni che hanno “costretto” l’ente comunale di piazza Roma a rimodulare un finanziamento da due milioni di euro. Rinunciando di fatto a circa 900 mila euro, il comune punta a completare entro il 31 marzo prossimo almeno la metà del piano originario.
Eppure quei soldi avrebbero fatto comodo soprattutto alla comunità di Toscanini visto che sarebbero serviti per efficientare e migliorare circa 84 alloggi pubblici sparsi nel quartiere. Lavori malvisti da alcuni residenti che sono arrivati addirittura a minacciare gli operai che erano nel cantiere, tanto da costringerli a battere in ritirata più volte.
La scelta degli uffici comunali però non è piaciuta praticamente a nessuno. E il caso rischia di arrivare già nei prossimi giorni in Parlamento.
“Con tutte le forze del centrosinistra – spiega Andrea Ragusa esponente del movimento cinque stelle di Aprilia – stiamo lavorando ad una interrogazione che nei prossimi giorni verrà presentata in Parlamento. E’ una storia incresciosa e assurda, una sconfitta per la città e per lo Stato. Questa è una città commissariata, il comune non può arrendersi all’illegalità e alle intimidazioni. Non ci si può piegare in questo modo”.
“Le minacce agli operai sono inaccettabili e chiamano in causa direttamente il tema della legalità e dell’autorità pubblica – continua l’ex consigliere Davide Tiligna – ed è ancora più grave che si stia arretrando proprio su immobili di proprietà comunale. Questo significa che lo Stato, nella sua forma più diretta, sta cedendo terreno su spazi che gli appartengono. Negli anni passati era stato avviato un percorso di riqualificazione del quartiere che aveva prodotto segnali concreti di miglioramento. Ritengo sbagliata la scelta di modificare il progetto. Adeguare un’opera pubblica a seguito di pressioni e intimidazioni rischia di sancire un principio pericoloso: che chi crea tensione può condizionare le decisioni pubbliche”.
“Il comune aveva i mezzi per non cedere a queste pressioni – conclude Baldo di Fdi – ed invece ha alzato bandiera bianca. Il segnale che oggi arriva ai cittadini è che a dettar legge è chi non rispetta l’autorità. Ancor più grave è che questo messaggio arrivi durante un commissariamento straordinario dopo che siamo stati sciolti per infiltrazione mafiosa”.
Alessandro Piazzolla
Approvato il progetto che beneficerà di un finanziamento di 500mila euro
Riqualificazione del cimitero
E’ stato approvato pochi giorni fa il progetto esecutivo per la riqualificazione del cimitero comunale di Aprilia. Il camposanto di via Cattaneo beneficerà di un finanziamento da circa 500mila euro. Soldi che in origine l’ente comunale di piazza Roma aveva chiesto ed ottenuto per il rifacimento e messa in sicurezza di via dei Cinque Archi, arteria strategica che collega il litorale laziale a Velletri e su cui transitano ogni giorno centinaia e centinaia di pendolari. I lavori però, nonostante le proroghe chieste dal comune di Aprilia, non sono mai partiti. E così nel maggio dello scorso anno l’ex commissario prefettizio Paolo D’Attilio decise di rinunciare a quel progetto. Per non perdere l’importante finanziamento predisposto dalla regione Lazio però chiese ed ottenne che quei soldi venissero “spostati” su un nuovo piano di intervento che prevedeva, appunto, la riqualificazione del cimitero comunale di Aprilia, area che non vive un ottimo stato di salute. E le precarie condizioni della struttura sono certificati anche dalla relazione tecnica eseguita dagli uffici comunali.
“Considerata la sua storicità, si evince che alcune costruzioni dell’area cimiteriale hanno all’incirca 80 anni - si legge nella relazione allegata al progetto - e, nonostante è evidente che le stesse siano state sottoposte ad una continua manutenzione ordinaria, è necessario intervenire con opere di manutenzione straordinaria ed adottare misure atte alla sicurezza dei fruitori dell’area”.
Il camposanto di via Cattaneo si può dividere in sei grandi aree. La prima è parte della costruzione che perimetra tre lati dell’area cimiteriale al confine nord.
“Qui troviamo le seguenti criticità - continua la relazione - cemento ammalorato e distaccato, soprattutto sul parapetto e sugli intradossi di entrambi i solai e sull’intradosso del vano scala; ferri di armatura a vista, non trattati ed in parte con presenza di ruggine”.
Ancora peggio le cose vanno nel secondo settore dove i tecnici dell’ente hanno evidenziato del cemento ammalorato e distaccato, ferri di armatura a vista, guaina assente, copertina in lamiera del parapetto ammalorata. Nel terzo blocco preoccupano invece le pesanti infiltrazioni d’acqua che hanno portato ad un evidente distaccamento del cemento dell’intradosso nei solai, stesso problema riscontrato nel quarto settore. Quello messo peggio è però la zona 6, situata ad ovest del cimitero, dove oltre al cemento ammalorato e distaccato dai solai, è stato notato un mal funzionamento del sistema di deflusso delle acque piovane del primo piano dove, tra l’altro, la pavimentazione appare danneggiata.
“Le criticità sopra descritte rappresentano un elemento di ostacolo alla piena fruibilità da parte dei visitatori - concludono i tecnici - esponendoli a potenziali rischi per la sicurezza. Pertanto, si rende necessario un intervento di manutenzione straordinaria delle aree definite, attraverso lavorazioni indispensabili ed efficaci alla risoluzione del problema”.
I lavori di messa in sicurezza e riqualificazione prevedono quindi la rimozione del cemento ammalorato, il trattamento dei ferri in armatura, la demolizione ed il rifacimento della pavimentazione, il rifacimento dell’impermeabilizzazione della copertura, una nuova ringhiera e nuovi bocchettoni per il deflusso delle acque piovane.
Alessandro Piazzolla