Occasione sfumata alla scuola primaria Benedetto Lanza
Il miraggio della palestra
Il comune di Aprilia perde un finanziamento da 50mila euro messo a disposizione dalla regione Lazio e dice addio alla palestra per la scuola primaria Benedetto Lanza di Campo di Carne.
Una vicenda assurda e che grida vendetta. L’importante stanziamento a beneficio dell’ente era stato predisposto dalla regione oltre tre anni fa e faceva parte del programma straordinaria per l’impiantistica sportiva a favore di enti pubblici ed associazioni sportive del territorio.
Il comune di Aprilia aveva preso parte all’avviso pubblico presentando il progetto per la realizzazione di una palestra scolastica a beneficio del plesso situato in via Genio Civile. Un piano che prevedeva una spesa da 50mila euro. Una volta ultimata lo spazio sarebbe stato utilizzato dai ragazzi della scuola primaria. Peccato che, subito dopo, però qualcosa si inceppa.
Il 12 settembre del 2023 la direzione affari della presidenza turismo, cinema, audiovisivo e sport, trasmise al comune di Aprilia l’atto di impegno da restituire sottoscritto nel termine di due settimane. In pratica la regione chiedeva una conferma definitiva, con tanto di firma, all’ente di piazza Roma in merito all’accettazione del finanziamento utile alla realizzazione della palestra.
Ma dal comune di Aprilia in quei quindici giorni nessuno si occupò della vicenda. Peggio.
Passarono altri sei mesi a vuoto. Tanto che la direzione regionale scrisse nuovamente agli uffici dell’ente per sollecitare l’invio dell’atto di impegno sottoscritto. Ma anche stavolta, era il 28 marzo 2024, nessuno del comune di Aprilia si fece vivo e tantomeno rispose nei mesi a seguire alla nota scritta della regione Lazio. Un atteggiamento incomprensibile visto che l’ente aveva presentato un importante progetto che poi era stato premiato con uno stanziamento da ben 50mila euro dalla regione Lazio.
Sono passati altri due anni, sono cambiate amministrazioni, il comune di Aprilia è stato sciolto per mafia e poi commissariato, ma è rimasto un silenzio assordante rispetto a questa vicenda. E l’esempio emblematico è che il 14 gennaio scorso la regione Lazio ha scritto nuovamente, è la terza volta, all’ente di piazza Roma comunicando l’avvio del procedimento di decadenza del contributo.
Nonostante l’estremo avvertimento da parte della regione, neanche in questo caso il comune di Aprilia ha dato qualche tipo di riscontro alla nota. In silenzio per la quarta e ultima volta. Si perché di fronte a questo atteggiamento inaccettabile, la regione Lazio ha provveduto alla fine a dichiarare decaduto il contributo e a revocare il finanziamento da 50mila euro che era stato concesso. E la scuola Lanza, i suoi studenti, dovranno dire addio alla nuova palestra.
Alessandro Piazzolla
Un progetto naufragato che potrebbe essere rivitalizzato
Dormitorio senzatetto
Doveva diventare un dormitorio per senzatetto. Una struttura dall’importante valore sociale che guardava ai più sfortunati, agli emarginati. Il progetto era stato presentato qualche anno fa dall’allora amministrazione Terra. Il piano prevedeva la demolizione del capannone, situato in una traversa di via dell’industria, nel cuore dell’area industriale di Aprilia, e la sua ricostruzione.
La struttura era stata precedentemente confiscata alla criminalità organizzata e poi acquisita nel patrimonio dell’ente. E vista la cronica mancanza di spazi da destinare ai senzatetto presenti sul territorio comunale, che fino a pochi anni fa venivano ospitati durante i freddi mesi invernali, all’interno dell’autoparco di viale Europa, si decise di provare a realizzare lì un centro dedicato a chi una casa non l’aveva. Per farlo però serviva un finanziamento.
L’amministrazione presentò quindi il progetto candidandosi ad un bando del ministero delle infrastrutture per il programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare, il cosiddetto Pinqua. Tuttavia la proposta, che prevedeva una spesa di quasi 4 milioni di euro, non venne finanziata e di conseguenza il progetto del dormitorio per i senzatetto rimase solo sulla carta.
In questi anni il capannone è rimasto completamente abbandonato a se stesso. Ancora oggi è in condizioni a dir poco pietose, come conferma l’erba altissima nel piazzale d’entrata. Pochi giorni fa, poi, l’amministrazione comunale guidata dalle commissarie straordinaria ha deciso di intervenire su questa vicenda cambiando strategia. In sostanza la commissione, attraverso una delibera di giunta, ha chiesto formalmente all’agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati l’autorizzazione per il cambio di destinazione d’uso del capannone: da scopo sociale a scopo di lucro. Una decisione che sicuramente farà discutere.
Per l’ente però si tratta di una strada fattibile verso la riqualificazione dello stabile di via delle Industrie che da anni è totalmente dismesso.
Anche perché “per l’amministrazione – si legge nell’atto firmato dalle commissarie – è risultato impossibile reperire nel proprio bilancio le somme da stanziare per consentire l’intervento di riqualificazione”.
Se la proposta venisse accettata dall’agenzia dei beni confiscati, il Comune di Aprilia predisporrebbe poi un bando di affidamento e gestione del capannone con una concessione onerosa ultradecennale, con il vincolo di reinvestimento degli utili per finalità sociali o istituzionali o, ancora, per la riqualificazione degli altri immobili già assegnati dalla medesima agenzia all’ente. Una proposta che strizza l’occhio ai privati che saranno poi chiamati, nel caso, a riqualificare lo stabile abbandonato.
Alessandro Piazzolla