Interpellanza parlamentare del gruppo M5S e prima firmataria la deputata Ilaria Fontana
Mancata bonifica di S. Apollonia
Il caso della mancata bonifica della discarica di Sant’Apollonia, per l’ennesima volta torna all’attenzione del Parlamento, questa volta attraverso un’interpellanza a risposta immediata presentata dal Gruppo del M5S, prima firmataria Ilaria Fontana, per chiedere conto delle opere stracciate dal Pnrr e in particolare del sito orfano di Sant’Apollonia. Un atto che, a quanto pare, si concentra solo sul finanziamento statale andato perduto, anche se nel frattempo la Regione Lazio ha stanziato dal proprio bilancio 7 milioni di euro.
“Grazie all’allora Ministro Costa - ha spiegato la deputata del M5S - oggi Vicepresidente della Camera, abbiamo dato una definizione ai siti orfani e li abbiamo definiti come dei siti potenzialmente contaminati in cui non è stato avviato o si è concluso il procedimento per il quale il responsabile della contaminazione non è individuabile, oppure non provvede agli adempimenti. E questo è stato importantissimo, però abbiamo anche costruito una narrazione prima di arrivare al finanziamento dei siti orfani e alla loro definizione. Era con la prima legge di bilancio -il 30 dicembre, infatti, del 2018 - che abbiamo costruito delle risorse destinate al finanziamento del Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale, così come nel 2020 è stato adottato il Programma nazionale di finanziamento degli interventi di bonifica e abbiamo trovato un fondo di 105 milioni di euro.
Dopodiché, grazie al PNRR, quindi al Piano nazionale di ripresa e resilienza, abbiamo deciso di destinare 500 milioni delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza ai siti orfani, ed entro il 31 marzo 2026 - ed è per questo che oggi è importante discutere qui, in quest’Aula, ed avere, tramite il Sottosegretario, una risposta - deve avere l’obiettivo di prevedere la riqualificazione di almeno il 70 per cento della superficie del suolo dei siti orfani, nel rispetto, ovviamente, del principio del do no significant harm, quindi di non arrecare danno all’ambiente.
Dopodiché, sempre per continuare la narrazione intorno a quella che non è solo, tra virgolette, una bonifica - nessuna bonifica, tra l’altro, è marginale -, per questo abbiamo proprio costruito una serie anche di norme che poi potessero portare al finanziamento di 500 milioni di euro del PNRR. Il Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani è stato previsto con il decreto PNRR nel 2021, ero Sottosegretaria con la delega alle bonifiche, ed abbiamo individuato 152 siti orfani all’epoca. Dopodiché, ad oggi, nel 2024, c’è stato un aggiornamento del Piano, rimodulando l’elenco: ci sono circa 484 siti censiti e 225 siti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Proprio il Sottosegretario, penso a fine febbraio, mi ha risposto a un’interrogazione in cui ponevo l’attenzione sulla perdita del finanziamento del PNRR del sito di Sant’Apollonia, stiamo parlando di Aprilia.
Però poi anche altre segnalazioni ci sono arrivate di siti che probabilmente - e spero di no adesso, ascoltando la risposta - potrebbero perdere il finanziamento. Io penso a Graffignano, a Viterbo, ad Arpino, Ventotene. Vado a memoria per ricordarne alcuni del Lazio, ma veramente l’intera Italia ne è piena purtroppo, circa 225, quindi immaginate anche la distribuzione geografica. E quindi da lì, vista l’urgenza della data 31 marzo 2026 - ed è una data del Piano nazionale di ripresa e resilienza che sappiamo essere molto fiscale -, allora porto oggi questa interpellanza, queste domande al Ministero dell’Ambiente, attraverso, ovviamente, il Sottosegretario.
Quindi, le mie domande, le mie richieste sono: in primo luogo, in che modo e tramite quali fonti di finanziamento alternative il Governo intenda garantire la continuità e la conclusione degli interventi di bonifica per i progetti inizialmente inseriti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e che adesso vengono non più finanziati, come ad esempio il sito di Sant’Apollonia, e mi auguro - tra virgolette - che sia l’unico, proprio per assicurare che non si verifichi alcuna interruzione delle attività di risanamento avviate. Dopodiché, chiedo se il Ministero intenda trasmettere a noi, come Commissioni competenti, quindi al Parlamento, una relazione dettagliata che elenchi in maniera analitica tutti i siti, specificando per ognuno - per tutti i siti di cui avevamo discusso prima -, lo stato procedurale, l’avanzamento della bonifica, il quadro economico aggiornato e i motivi tecnici ed amministrativi che hanno portato ad eventuali stralci o rimodulazioni. Da ultimo, non ovviamente per importanza, chiedo quali iniziative e quali strumenti di supporto il Ministero intenda attivare per affiancare gli enti territoriali in difficoltà, proprio nell’attuazione degli interventi, promuovendo così un adeguato coordinamento con le regioni, che sappiamo essere il soggetto attuatore, e i comuni. Anche qui, di nuovo, per continuare nella narrativa che abbiamo portato - quindi, attraverso quei siti orfani, al finanziamento del PNRR -, sempre in quel decreto PNRR 2021, noi avevamo dato anche uno strumento al Ministero, cioè i poteri sostitutivi. In caso di inerzia dei soggetti attuatori, il Ministro, il Ministero in questo caso, grazie all’articolo 12 del decreto PNRR, può attuare i poteri sostitutivi”.
La risposta del sottosegretario Claudio Barbaro, non ha fatto altro che chiarire una situazione già nota, dove Aprilia ha finito per rinunciare al finanziamento, vista l’impossibilità di portare a termine l’intervento nei tempi stabiliti dalla cronoprogramma del PNRR.
“Successivamente all’emanazione del Piano d’azione recante l’elenco degli interventi specifici finanziati con il PNRR - ha spiegato il sottosegretario - il Ministero ha avviato le attività di sottoscrizione degli accordi in essi previsti. In essi si disciplinano le modalità di attuazione degli interventi e degli specifici compiti in capo ai sottoscrittori. Con l’aggiornamento al Piano d’azione pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2024, sono stati individuati 126 siti orfani.
Al fine di garantire la supervisione complessiva dell’Investimento PNRR, a partire dal mese di novembre 2024, le competenti strutture del MASE hanno avviato un’attività di monitoraggio rafforzato, attraverso la periodica sottoscrizione di un apposito format relativo allo stato di avanzamento degli interventi. In questo ambito, sono emerse alcune criticità tecnico-amministrative che non avrebbero consentito il completamento degli interventi entro i termini stringenti del PNRR. Pertanto, al fine di garantire il buon esito, il Ministero ha avviato una nuova modifica del Piano d’azione, recante un ulteriore aggiornamento dell’elenco dei siti orfani. A tal riguardo, si rappresenta che il decreto del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica del 9 marzo 2026 è stato trasmesso agli organi di controllo ai fini delle valutazioni di competenza. Il Ministero è tuttora in costante contatto con le regioni e le province autonome, al fine di acquisire prontamente informazioni di dettaglio sullo stato di avanzamento, con l’obiettivo di individuare i correttivi più opportuni, in modo da garantire il finanziamento complessivo ed evitare gli ingenti costi che deriverebbero da un cattivo esito.
Alla luce di quanto sopra esposto e con specifico riferimento ai quesiti posti dall’interpellante, si rappresenta che il decreto del Ministro dell’Ambiente del 29 dicembre 2020, adottato in attuazione alla legge di bilancio 2019, insieme al Piano nazionale di ripresa e resilienza (misura M2C4, Investimento 3.4), hanno destinato risorse complessivamente pari a circa 606 milioni. L’ampiezza delle risorse messe a disposizione consentirà di giungere alla bonifica di almeno il 70 per cento del territorio di 113 siti orfani. Si tratta di strumenti di finanziamento di natura straordinaria ed eccezionale, finalizzati a supportare le regioni e le province autonome nell’attività di riqualificazione dei siti contaminati. Allo stato attuale - e a legislazione vigente -, il MASE non dispone di ulteriori strumenti finanziari utili al finanziamento della riqualificazione degli ultimi siti orfani rimanenti. L’elenco completo dei siti orfani finanziati con risorse del PNRR, comprensivo dell’importo destinato dall’investimento, della tipologia d’intervento e della relativa superficie, nonché i successivi aggiornamenti, sono riportati nei vari atti già citati e pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Come accennato, è in corso un ulteriore aggiornamento, adottato con DM n. 71 del 9 marzo 2026, che sarà pubblicato una volta registrato dai competenti organi di controllo. I principali motivi che hanno generato la necessità di aggiornare l’elenco dei siti oggetto di intervento sono stati molteplici: l’intervento, ai sensi dell’articolo 245 del testo unico ambientale, ad opera dei soggetti interessati, che sono subentrati alla pubblica amministrazione nella bonifica dell’area; la correzione di errori materiali; l’insorgere, nel corso dell’attività, di criticità tecnicoamministrative ostative al raggiungimento del target, con conseguente rischio di revoca del finanziamento complessivo.
L’attività di monitoraggio e di affiancamento a regioni e province autonome da parte del MASE è già stata avviata ed è tuttora attiva e sistematica. Una dimostrazione si può rinvenire proprio nello stralcio di alcuni siti orfani dal Piano d’azione originario, che ha consentito di tutelare l’investimento PNRR, senza incorrere nella revoca del finanziamento e, conseguentemente, nell’impossibilità di pervenire alla conclusione del procedimento per le bonifiche svoltesi in condizioni tali da consentire un regolare prosieguo. Inoltre, si ritiene che le tempistiche correlate a un eventuale commissariamento, necessario all’esercizio dei poteri sostitutivi, non possano considerarsi compatibili con le scadenze del Piano, oltre che dello specifico investimento in parola, ormai imminente”.
Francesca Cavallin