L’analisi impietosa del biologo Giovanni Mattias
SOS erosione
In questi giorni si è discusso molto sull’ erosione della spiaggia a Torvaianica a causa delle continue mareggiate. Ne abbiamo parlato con il dott. Giovanni Mattias, già assessore all’ambiente del comune di Pomezia e sicuramente un esperto. Infatti il dott. Giovanni Mattias è un biologo e laureato in gestione dell’ambiente naturale e delle aree protette presso l’università di Camerino; è stato tra i promotori della carta dei comuni custodi delle dune costiere mediterranee, ha tra i suoi interessi principali la tutela degli ecosistemi naturali e la pianificazione territoriale con particolare attenzione verso la conservazione della natura, anche in ambito urbano.
“Ha creato un notevole dibattito – mi dice Mattias - la situazione che si è verificata nella parte settentrionale del litorale di Torvaianica, dove le recenti mareggiate hanno scalzato notevoli porzioni di dune consolidate, arrivando a pochi metri dal confine della linea demaniale, fin sotto le case edificate”.
Cosa sta succedendo? È possibile fermare questo processo?
“Per analizzare le modifiche della linea di costa, da una parte bisogna fare un excursus temporale di qualche anno, partendo da metà anni 50, ovvero quando il Comune di Pomezia decise di approvare lelottizzazioni delle tenute di Campo Ascolano e Campo Selva, permettendo ai proprietari dei terreni confinanti con il demanio di Statol’edificazione di chilometri di costa di Torvaianica ed Ardea; si avalla la costruzione una barriera fissa e rigida -l’edificato continuo, per l’appunto- sopra ad un sistema (quello dunale e costiero) che è caratterizzato da un dinamismo molto veloce, a causa della variabilità tra continuo apporto di sedimenti e normale tasso di erosione costiera.
Sempre di più, ogni inverno, stiamo assistendo -inermi- ad uno dei tanti effetti dei cambiamenti climatici e degli impatti che l’uomo sta provocando con le sue attività industriali, estrattive e commerciali: lo scioglimento dei ghiacciai polari, in atto da alcuni decenni, sta provocando un innalzamento globale dei mari: L’INGV stima in circa 3 mm/anno questa variazione che, in combinazione con il minor apporto di sedimenti che provengono dai fiumi (a causa di dighe, estrazioni in alveo, ecc), risulta così una minaccia sempre più pressante e di scala sempre maggiore nei confronti delle coste sabbiose, soprattutto se urbanizzate, come quella di Torvaianica.
Per comprendere quanto sia drammatica e grave la situazione in tutte le coste nazionali, da qualche anno è disponibile online, sul sito di ISPRAun aggiornamento del portale delle coste (il link è: https://sinacloud.isprambiente.it/portal/apps/sites/#/coste) in cui si possono confrontare facilmente le linee della costa degli anni 1950, 2000, 2006, 2020 e la foto satellitare dello scorso anno come base cartografica. A livello italiano, circa l’otto per cento dei comuni costieri italiani (54 su 644) presentano alti tassi di erosione e hanno visto arretrare il loro tratto di costa di più del 50% dell’intero tratto di competenza; sono 22 i comuni che presentano un superamento compreso tra il 50% e il 60% della costa, mentre sono 16 quelli tra 60% e 70%, 8 tra 70% e 80% e 7 tra 80% e 90%”.
Come è la situazione a Torvaianica?
“Effettuando un rapido confronto delle linee di costa dell’area a nord e nel centro di Torvaianicasi nota come non esista praticamente differenza tra il 2000 e il 1950 (circa 70/80 metri di profondità dell’arenile, a partire dal confine dell’edificato), mentre a partire dai primi anni 2000 la linea di costa è in evidente regressione. La spiaggia demaniale di Torvaianica, quindi ha sempre avuto un’ampiezza di circa 80/100 metri, non di più; questo fino ai primi anni 2000: la regressione dovuta all’innalzamento del livello del mediterraneo causato dallo scioglimento dei ghiacciai polari, unita alla sempre maggiore forza delle tempeste marine (alcune delle denominate “uragani mediterranei” o Medicane, con terminologia inglese), stanno comportando la perdita di enormi volumi di sabbia, che spesso non erano bloccati delle radici della vegetazione dunale”.
Cosa poter fare per rallentare questa dinamica in atto?
“Importante e fondamentale sarà la cura e tutela del cordone dunale esistente e futuro: in tal senso, l’azione di ripristino della vegetazione dunale effettuata negli ultimi anni può aiutare a consolidare e accumulare dei volumi di sabbia, che altrimenti andrebbero perduti su strada a causa del vento: conservare un cordone dunale in salute ecologica, con una ricca varietà di specie vegetali che bloccano la sabbia e i sedimenti e che sia capace di reagire come difesa morbida contro le mareggiate meno violente sarà di aiuto, almeno per limitare i danni: per mareggiate con una scala di impatto maggiore, invece, (simili a quelle accadute in Sicilia e Calabria a fine gennaio 2026), sarà davvero difficile capire come intervenire: le cosiddette soluzioni rigide (barriere soffolte, pennelli e scogliere di massi di lava/basalto) possono rallentare localmente l’erosione ma è noto che la accelerino immediatamente nelle aree adiacenti, dove non c’è questa “protezione”.
Il rischio -molto elevato- è di modificare totalmente l’ecosistema marino e gran parte della vita bentonica che vive nei fondali davanti alla spiaggia di Torvaianica, perdendo così anche uno dei tesori che il mare offre, le telline, e la pesca legata a questo mollusco.In alcuni paesi europei, si è anche deciso di delocalizzare intere aree urbane, alla luce degli enormi costi di gestione delle emergenze ambientali e nel contrasto all’erosione: solo una politica accorta e previdente potrà, ascoltando la voce degli enti scientifici, programmare e pianificare gli interventi utili a mitigare il problema, progettando opere da con una varia scala temporale e prevedendo soluzioni, anche impopolari”.
A.S.
La denuncia di Luigi Celori in merito alla chiusura per il rifacimento del ponte
Lavori fermi sulla Litoranea
Luigi Celori ci ha segnalato un cantiere fermo da mesi sulla strada litoranea:
“E’ una autentica vergogna! – ci sottolinea Celori -. Il 18 dicembre 2025 hanno completamente chiuso nei due sensi la litoranea, dal villaggio Tognazzi a Campo Ascolano, perché devono cambiare il ponte sul fosso di Campo Ascolano. Sono venuti solo a fare una superficiale grattata all’asfalto e sono spariti.
Ormai da più di due mesi è un cantiere abbandonato, eppure si tratta di una strada di vitale importanza che collega Ostia con Torvaianica e parte del litorale a sud di Roma. Nel frattempo i cittadini di Campo Ascolano devono sopportare tutto il traffico che, a causa della chiusura, si riversa su via Po senza considerare l’inquinamento ambientale prodotto dalle auto in coda e la distruzione del manto stradale che deve essere completamente ripristinato.
E’ impensabile affrontare l’estate in queste condizioni. L’amministrazione comunale di Pomezia deve alzare la voce nei confronti della Città Metropolitana che ha competenza sulla strada litoranea chiedendo di completare i lavori e il ripristino della vecchia viabilità. Si parla tanto di turismo a Torvaianica ma senza viabilità e parcheggi sarà sempre più difficile per i romani venire da noi al mare”.
A.S.
Via degli Scordati
Inviata alla redazione del Pontino, una lettera giunta da un cittadino di Torvaianica mette al centro una situazione di disagio che perdura nell’ultimo tratto di via Pola compreso tra il civico 273 e il 197. L’autore descrive la porzione di strada come una parte della “via degli scordati”: mentre le strade limitrofe sono state recentemente asfaltate, la via Pola, che prosegue dai grattacieli in poi, sembra rimanere ai margini dell’attenzione delle istituzioni locali. Secondo quanto riportato, il senso di abbandono è palpabile non solo dal punto di vista estetico, ma anche per la sicurezza e la fruibilità quotidiana della zona.
Il messaggio riporta un profondo disagio condiviso da chi abita o frequenta quell’asse stradale: le condizioni non ottimali della carreggiata, la presenza di buche e un manto che non rispecchia lo stato di altre arterie asfaltate nelle vicinanze. Inoltre, l’autore richiama un tema ricorrente nel quartiere: la necessità di potature degli alberi presenti lungo la via. Un episodio recente: un albero è caduto da qualche giorno, provocando l’intervento delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. Fortunatamente non ci sono stati feriti né danni significativi, ma l’episodio alimenta l’impressione di vulnerabilità legata alla gestione della vegetazione. L’esponente della segnalazione sottolinea che, da anni, vari amministratori comunali avrebbero sollevato la questione della potatura e della manutenzione, ma non sarebbe ancora giunto alcun intervento concreto. La richiesta è semplice ma forte: un’attenzione immediata da parte dell’amministrazione, al fine di garantire decoro, sicurezza e piena fruibilità della via Pola. Con questo articolo la redazione intende amplificare la voce del residente e dare visibilità ad una problematica che, se non affrontata, rischia di aggravarsi nel tempo. Si auspica una risposta tempestiva da parte dell’amministrazione comunale che chiedono una manutenzione della strada e della vegetazione.
P.V.
Fuori dalla Mya vita, Gioia
Dopo il grande riscontro di pubblico e critica ottenuto in occasione del debutto lo scorso 20 dicembre a Roma al Teatro Porta Portese, lo spettacolo “Fuori dalla Mya vita, Gioia” torna in scena domenica 8 marzo alle ore 17:00 presso il Teatro Parrocchia Beata Vergine Immacolata” in Piazza Ungheria n.1 a Torvajanica.
Questa commedia rock di Ilaria Sequino, con la sapiente regia di Marta Lombardi Simoni, è uno spettacolo di prosa brillante con inserti musicali cantati da vivo dagli attori. Il ritmo alterna dialoghi serrati a momenti musicali che ampliano la dimensione emotiva e comica della narrazione. L’impianto registico è dinamico, con un uso espressivo delle luci per differenziare scene recitate e numeri musicali.
La storia è quella di tre amiche d’infanzia che si incontrano per coronare il loro sogno di gioventù, incidere un disco insieme. Tra un bicchiere e l’altro si aprono confessando le debolezze e le criticità della loro vita intima. Una commedia che affronta con delicatezza la dipendenza affettiva, la bassa autostima della donna e la sudditanza sentimentale di alcuni rapporti di coppia, ma soprattutto è un gioioso inno alla complicità tra donne, alla sorellanza, al valore dell’amicizia.
Se avete un’amica disposta a rischiare la galera per voi…. tenetevela stretta! Le protagoniste del palcoscenico sono: Ilaria Sequino, Simona Mancini, Martina Ferrazzano e Giusy Sequino.
Il costo del biglietto è di 13E.
Per info e prenotazioni inviare un messaggio WhatsApp al numero 347/4871596.