L’associazione che si interessa di arte a 360 gradi
Tema Hesperia
Da decenni, oramai, Pomezia è un vivace polo di arte e creatività. Contrariamente alle aspettative, per le quali si potrebbe pensare che le dimensioni ridotte e la tranquillità di un centro minore possano limitare le opportunità artistiche, la cittadina ha dimostrato il contrario, diventando un esempio di come l’arte possa prosperare ovunque.
La chiave di questa frenesia artistica risiede nella presenza di numerosi artisti emergenti, laboratori condivisi ed eventi culturali che si susseguono senza sosta durante tutto l’anno; mostre, laboratori e performance che attirano visitatori anche dai paesi limitrofi.
Un elemento distintivo di questa vivacità è la forte partecipazione della comunità locale. Associazioni culturali, scuole e cittadini collaborano attivamente per promuovere l’arte come strumento di coesione sociale, rappresentando occasioni di incontro e di confronto tra artisti e pubblico, creando un’atmosfera di entusiasmo e condivisione.
Una di queste associazioni culturali, che lavora in tal senso, è Tema Hesperia con sede a Pomezia in Via Silvio Spaventa 24/b. Il presidente è Roberto Pulcinella, la vice-presidente Giovanna Alfeo, le consigliere Martina Dell’Unto, Enrica Vitarelli, Pamela Marsili, Maurizia Danza e la tesoriera Anna Giordano.
L’associazione si interessa di teatro, di pittura e di libri, dunque, di arte a 360 gradi.
Per quanto riguarda la divulgazione letteraria, Grazia Giacoia intervista gli autori e modera le presentazioni dei libri.
L’ultimo incontro c’è stato sabato 7 febbraio, presso la loro sede, con la presentazione della silloge “Rime decadenti”, casa editrice Bookabook, di Guido Della Gatta, giovane poeta di Roma. L’evento ha raccolto un notevole successo e la sala era piena di uditori.
L’attività artistica di questa piccola cittadina dimostra come la passione, la creatività e la collaborazione possano generare un vero e proprio movimento culturale, che nasce dall’impegno e dai piccoli e grandi sacrifici del singolo individuo. Un esempio virtuoso di come l’arte possa essere motore di rinascita e identità, portando nuova linfa vitale a comunità di ogni dimensione. E Pomezia oggi rappresenta un ecosistema culturale in crescita.
Manuela Mazzola
Non è stata rinnovata la convenzione tra la Soprintendenza e la famiglia Borghese
Stop visite alle XIII Are
Il mondo dello sport e della cultura, soprattutto per le piccole associazioni che vivono grazie alla passione di chi vi si dedica, è sempre difficile; ma a volte diventa addirittura impossibile a causa di eventi e persone che non comprendono il valore del fare e dell’impegnarsi per diffondere benessere e cultura. Questa breve e triste storia è l’esempio classico di chi ha voglia di fare per questa città e si trova davanti a chi, con arroganza, decide di opporsi al di là di ogni minimo buon senso.
L’accaduto che vi racconto di seguito è, a mio avviso, uno schiaffo a tutti i cittadini di Pomezia, ai quali viene negata la possibilità di accedere al sito archeologico più importante della città. E non solo a loro, ma anche a tutti coloro che desiderano visitare un luogo storico unico in Italia. Con la mia associazione, ASD I-Walks di Nordic Walking, stavo organizzando per il mese di maggio una camminata dal titolo “Tra Natura e Storia”, che avrebbe dovuto rappresentare anche il percorso che nel 2027 vorremmo proporre nell’evento nazionale della Scuola Italiana Nordic Walking, durante il quale Pomezia ospiterà camminatori provenienti da tutta Italia.Il percorso prevedeva la partenza dal Selva dei Pini, l’attraversamento del bosco della Sughereta e l’arrivo all’area archeologica dei XIII Altari, con visita finale e successivo rientro. Dopo aver comunicato la nostra disponibilità a collaborare con l’Assessore allo Sport, siamo rimasti in attesa di un incontro. Ed ecco la sorpresa: vengo contattato telefonicamente dagli uffici comunali per ricevere una notizia sconcertante. Il sito archeologico non è più accessibile. La convenzione tra la Soprintendenza e la famiglia Borghese, scaduta a fine 2025, non è stata rinnovata. Un danno incalcolabile per il nostro turismo e per la visibilità del territorio a livello nazionale. Il tutto nel silenzio assordante dei nostri amministratori e con una mancanza di comunicazione a dir poco vergognosa. Non entro nel merito delle ragioni per cui la nuova convenzione non sia stata firmata, perché è necessario conoscerne le motivazioni e, al momento, io le ignoro. Ma da cittadino posso affermare che vogliamo essere informati sui fatti e avere la certezza che si stia facendo il massimo per riaprire in tempi rapidi la nostra zona archeologica. Nel frattempo mi impegnerò a capire le ragioni dell’accaduto e se è necessario portare avanti una battaglia, anche legale per risolvere questa incresciosa e dannosa situazione.
Francesco Santoli
Pagamento Tari
A febbraio sono arrivate le bollette della Tari del 2026 che riguardano due acconti con le seguenti scadenze: la prima il 28 febbraio e la seconda il 31 maggio. Inoltre vi era la possibilità di pagare anche queste due rate in una unica soluzione che scadeva il 28 febbraio. La terza rata che poi sarebbe il saldo arriverà nei mesi a seguire con pagamento entro il 31 ottobre 2026. Quindi in totale pagheremo tre rate.
Con l’arrivo di queste primi due acconti si è creata qualche confusione perché sulla possibilità di pagare le due prime rate in un’unica soluzione vi era scritta “rata unica entro il 28 febbraio” ed in molti hanno pensato che fosse il saldo totale e niente era più dovuto. Invece, ripeto, sono arrivate solo due rate di acconto e il loro relativo saldo!
Mi è stato riferito che le prime due rate coprono l’80% del costo di ogni singola Tari, mentre la terza coprirà all’incirca il 20%.
Mi è stato anche sottolineato che non si è potuto subito quantificare il costo totale perché non è stato ancora esecutivo il PEF (piano economico finanziario) 2026 – 2028 che andrà in consiglio comunale per l’approvazione entro il 30 aprile del 2026. Solo dopo tale approvazione arriverà agli utenti la terza rata a saldo della Tari 2026, da pagare appunto entro il 31 ottobre del 2026. In merito, l’assessore alle finanze Massimo Abbondanza mi ha detto che non si prevede nessun apprezzabile aumento rispetto alla Tari del 2025. Ci è stato anche riferito che comunque la nostra Tari è sicuramente tra le più basse del Lazio.
A.S.