Yoseikan Budo - Medaglia d’oro in Francia
Eleonora campionessa
Veronica Felici, sindaco di Pomezia, celebra una giovane atleta nata e cresciuta nella città: Eleonora Busacca, 18 anni, atleta del team The Heroes.
L’incontro in Comune ha messo in luce i trionfi della giovane, protagonista al Gran Prix International di Yoseikan Budo in Francia, dove ha conquistato la medaglia d’oro nel Sud e il bronzo nell’Emono.
Eleonora pratica Yoseikan Budo e Kick Boxing ed è al vertice del ranking regionale di Kick Boxing. Non si ferma qui: continua il suo percorso anche nelle MMA, dimostrando determinazione e talento.
La sindaca Felici ha espresso grande soddisfazione nel vedere una giovane atleta, cresciuta a Pomezia, raggiungere traguardi così importanti. “Complimenti Eleonora, orgoglio della nostra città!”, conclude.
V.P.
Torvicello in trasferta
Veronica Felici, sindaco di Pomezia, ha accompagnato il Torvicello nella sua prima trasferta ufficiale, aprendo un capitolo di valorizzazione tra territorio e ristorazione.
Il piatto tipico, nato tra Pomezia e Torvajanica, è stato ospite speciale del Ristorante Flint di Albano, dove la chef ha preparato la ricetta dopo aver appreso la tecnica durante la prima masterclass organizzata dal Comune di Pomezia in collaborazione con Arsial lo scorso dicembre.
Due varianti hanno arricchito la degustazione: una di mare, con pachino, cozze e pecorino di terra, completata da un ragù in bianco che ne ha esaltato la delicatezza.
Il plauso va alla cucina e allo staff per la cura, la precisione e l’entusiasmo dimostrati, con l’auspicio che sia solo il primo di una serie di ristoranti a far conoscere il Torvicello fuori dal territorio comunale.
Marco Giuliani dell’attività ‘Pasta all’Uovo Giuliani’ ha aggiunto: “Custodire e amare il proprio territorio è l’atto d’amore più alto verso chi ci ha preceduto e chi verrà dopo”.
P.V.
Vogliamo ricordare quando nel 1955 Pomezia entrò nella Cassa per il Mezzogiorno
La seconda fondazione
Vogliamo ricordare un 19 marzo molto importante per Pomezia quello del 1955, quando con la legge 105, detta di Cervone-Villa, Pomezia entrò a fare parte della zona di intervento della Cassa per il Mezzogiorno e vi rimase fino al 6 agosto del 1984, quando, con decreto presidenziale, viene soppressa e messa in liquidazione. Anche se solo il 31 dicembre 1990 finirono definitivamente i suoi interventi nel Lazio.Il 19 marzo 1955 si può considerare come la data della seconda fondazione della città. Infatti è da quella data che iniziò lo spartiacque. Il piccolo borgo rurale diventò polo industriale ed ebbe inizio una crescita produttiva e demografica incredibile.
Al censimento del 1951 il comune di Pomezia contava solo 6.065 abitanti e si caratterizzava come centro rurale, infatti il 75% della popolazione attiva era occupata nell’agricoltura. Le attività produttive locali erano 47, con 104 addetti. Appena il comune di Pomezia fu inserito nell’area di intervento della Cassa per il Mezzogiorno lo sviluppo industriale fu subito rapido.
Già al censimento del 1961 le attività locali passano a 124, con 1.459 addetti e di residenti diventano 10.587, quasi il doppio del 1951. Gli anni ’60 sono da considerarsi come il decennio di maggiore sviluppo industriale e demografico del comune di Pomezia, una autentica età dell’oro. Al censimento del 1971, il comune di Pomezia si raddoppia ed ha ben 19.400 residenti, e questo malgrado la scissione dei 5.736 abitanti del territorio di Ardea, che si staccherà da Pomezia con la legge n. 242 del 6 maggio 1970. Enorme è lo sviluppo nel settore industriale che conta 301 aziende con ben 12.676 addetti. Nel 1975 con 1.200.000 lire pro capite, Pomezia ha il reddito più elevato del Lazio.
Nella prima fase gli insediamenti industriali si sviluppano lungo via del Mare, via dei Castelli Romani e la Pontina. In una seconda fase su via Campobello, via Naro e lungo le due provinciali: Ardeatina e Laurentina. Infine vi è la realizzazione di un grande polo di aziende a Santa Palomba. Nel 1955 si insediò la prima fabbrica su via dei Castelli Romani, era la “Societè Des Grandes Marques”, che produceva il “Tarr”, una lozione dopobarba e il detergente “Lara”. Gli abitanti del posto la chiamarono “la profumeria”. Il proprietario era il prof. Leonardo Siliato, un personaggio importante, infatti era stato prefetto di Genova e poi presidente della società Terni, inoltre in quel periodo, dal 1956 al 1960, sarà presidente della società di calcio S.S. Lazio. Uno sviluppo industriale realizzato anche da coraggiosi capitani di industria come Alberto Barbieri proprietario dell’Arca che realizzò il primo camper; Emilio Cavazza e il figlio Claudio della Sigma Tau che crearono dal nulla la più grande azienda farmaceutica italiana; dirigenti d’azienda quali Antonio Olivieri della Litton, Lucia Angarano della Ricam, Achille Macchi della Covalca, Paolo Becattini della Sigma Schede che si integrarono nella realtà locale dando il loro contributo; Enrico Santoni che costruì il Selene, la prima grande struttura alberghiera; un giovanissimo Giuseppe Bursese, arrivato dalla Lombardia, che fonda la Laziale Distribuzione, apripista di quel grande polo logistico che è ormai una realtà in continua crescita. Senza dimenticare anche altre aziende leader nei loro settori: Procter & Gamble, Jonson&Jonson, Feal Sud, Fiorucci, IDI Farmaceutica, Mac Queen, Elmer, Viberti, Vegua Stampa, Gimac, Stifer, Ethicon, Moca, O.R.A. Acciaio, Cereria di Giorgio, Blasetti, Stifer, Viberti, Welcome. L’insediamento delle fabbriche va di pari passo con la nascita di nuovi quartieri, con una presenza importante di appartamenti costruiti dall’Istituto Autonomo Case Popolari, da enti pubblici e con quelli realizzati con la legge 167. Migliorano anche i servizi sanitari con l’apertura nel 1971 della Clinica privata Sant’Anna; quelli commerciali con l’inaugurazione nel 1973 del supermercato Standa; i collegamenti, con il completamento del raddoppio, a metà degli anni ’70, della strada Pontina. Vi è poi la sorpresa di incontrare una progettazione nel 1966 di una struttura mobile per la realizzazione dello zolfo del grande architetto Renzo Piano, in località solforata. Come non sottolineare che durante la crescita tumultuosa degli anni ’60 del polo industriale, dove nelle fabbriche si producevano manufatti di ogni tipo, in un laboratorio nei pressi di Ardea, allora comune di Pomezia, uno dei più grandi scultori del novecento, Giacomo Manzù realizzava opere mirabili, patrimonio dell’umanità.
Successivamente negli anni ’80 si consolida il polo farmaceutico e quello elettronico con l’insediamento di nuove importanti aziende: Menarini, Radim, Avangarde, Serono, Angelini, IBM, Sarin, Sweda, Selenia; quello editoriale con la Mondadori. Continua la crescita e al censimento del 1981 Pomezia conta 29.925 abitanti, con 420 aziende e con 19.166 addetti. Mentre al censimento del 1991, quando ormai sono finiti gli aiuti della Cassa per il Mezzogiorno, i residenti sono 37.512, quindi la popolazione è ancora in aumento, mentre acquisisce ulteriore prestigio il polo farmaceutico, con l’inaugurazione nel 1990 del Centro Ricerche IRBM. La straordinaria storia del polo industriale di Pomezia è una storia anche di lotte sindacali per la difesa dei posti di lavoro, nel chiedere un giusto salario. Le più combattive nelle rivendicazioni erano le donne; allora le ragazze a quindici anni già entravano nel mondo del lavoro e per loro la fabbrica non era solo una occupazione, era soprattutto una grande occasione di emancipazione e quindi era un posto di lavoro da difendere senza paura, per non tornare indietro. E’ anche una storia di accoglienza, realizzata da persone provenienti da varie regioni d’Italia e con diverse estrazioni sociali, che seppero integrarsi nella nuova realtà che li ospitava. Una intera generazione che venne a Pomezia per costruirsi un futuro. Donne e uomini, che con il loro lavoro realizzarono in pochi anni uno dei poli industriali più importanti della nazione.
Antonio Sessa