Da Marilab è possibile con la colonscopia virtuale studiare il colon senza invasività
Prevenzione del colon-retto
Colonscopia Virtuale: l’innovazione che rende la prevenzione della salute del colon-retto più accessibile. La prevenzione per la salute del colon-retto rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’incidenza e la mortalità di una delle neoplasie più diffuse nei Paesi occidentali. In Italia si registrano ogni anno circa 50.000 nuovi casi, ma la diagnosi precoce consente oggi di intervenire tempestivamente e con maggiori possibilità di cura.
All’interno della Campagna di Prevenzione del Colon Retto promossa da Marilab Future Labs nei mesi di marzo e aprile, un ruolo centrale è svolto dalla colonscopia virtuale, un esame diagnostico avanzato che consente di studiare il colon in modo accurato e meno invasivo rispetto alla colonscopia tradizionale.
Presso la sede Marilab Future Labs di Pomezia, punto di riferimento per l’innovazione diagnostica, la colonscopia virtuale viene eseguita con apparecchiature TC di ultima generazione e da professionisti altamente qualificati. L’esame utilizza la tomografia computerizzata per ricostruire immagini tridimensionali dettagliate dell’intestino, permettendo una vera e propria “navigazione virtuale” del colon.
Uno dei principali vantaggi di questa metodica è la minore invasività. A differenza della colonscopia tradizionale, non prevede l’introduzione di un endoscopio lungo tutto il colon e non richiede sedazione. L’esame dura generalmente pochi minuti e il paziente può riprendere immediatamente le proprie attività quotidiane.
Per questo motivo la colonscopia virtuale rappresenta una soluzione particolarmente indicata per eseguire attività di prevenzione a chi è riluttante ad affrontare esami più invasivi o per pazienti con specifiche condizioni anatomiche che rendono più complessa la colonscopia tradizionale.
“La colonscopia virtuale rappresenta oggi uno strumento molto importante nella prevenzione del tumore del colon-retto”, spiega il Prof. Marco Guazzaroni, Direttore Sanitario di Marilab Future Labs.
“Grazie alle tecnologie TC di ultima generazione possiamo ottenere immagini estremamente dettagliate dell’intestino in tempi rapidi e con un livello di tollerabilità molto elevato per il paziente. L’obiettivo è rendere lo screening sempre più accessibile, superando le resistenze che spesso portano a rimandare controlli fondamentali”.
Come per altri esami diagnostici del colon, è necessaria una preparazione intestinale nei giorni precedenti, che consente di ottenere immagini precise e affidabili. Nel caso in cui vengano individuate eventuali lesioni sospette o polipi, il medico potrà indicare ulteriori approfondimenti con colonscopia tradizionale per eventuale rimozione o biopsia.
Investire nella prevenzione significa intercettare la malattia nelle fasi iniziali, quando le possibilità di trattamento sono maggiori. Proprio per questo Marilab Future Labs continua a promuovere iniziative dedicate alla sensibilizzazione e allo screening, mettendo a disposizione tecnologie diagnostiche avanzate e percorsi di cura integrati. Per informazioni e prenotazioni è possibile visitare il sito www.marilab.it o contattare il numero 06 561951. La colonscopia virtuale è disponibile a tariffa agevolata per i mesi di marzo e aprile presso Marilab Future Labs, in Via dei Castelli Romani 2, Pomezia.
Marilab Future Labs
Cerimonia ufficiale con il Vescovo il 12 aprile
Riapre S. Benedetto
Sabato 7 marzo è stata riaperta la chiesa di San Benedetto chiusa dal 1 marzo del 2025 per lavori. Il 12 aprile alle ore 11.00 ci sarà la cerimonia ufficiale di riapertura con la presenza del vescovo di Albano Monsignore Vincenzo Viva.
“Si è resa necessaria la chiusura – mi ha sottolineato il parroco di San Benedetto, don Francesco Quintavalle – perché, con un primo lotto dei lavori, si è dovuto mettere a norma l’impianto elettrico e eseguita la tinteggiatura interna. Un secondo lotto dei lavori, che è in fase di espletamento, prevede interventi esterni sul tetto per eliminare le infiltrazioni d’acqua piovana. I lavori sono stati richiesti alcuni anni fa da chi mi ha preceduto e lo scorso anno sono stati approvati e finanziati dai Fec (fondi edifici di culto), essendo la chiesa di proprietà del Ministero dell’Interno.
Ho già richiesto un ulteriore finanziamento per sistemare anche la parte esterna della chiesa e i locali annessi cosi da ridare decoro a tutta la struttura, riqualificando lo stesso centro storico di Pomezia. Come parrocchia stiamo intervenendo con nostri fondi per sistemare l’excinema dei preti che durante il periodo di chiusura della chiesa di San Benedetto, è stato provvisoriamente adibito a luogo di culto. Abbiamo già fatto l’impermeabilizzazione e stiamo sistemando i bagni. E’ nostra intenzione utilizzare poi lo spazio come sala polifunzionale sia per l’oratorio e sia per chi lo chiede per fini sociali”.
La chiesa di San Benedetto
La chiesa di San Benedetto di Pomezia, realizzata tra il 25 aprile del 1938 (fondazione della città) e il 29 ottobre del 1939 (inaugurazione della città) è stata progettata come il resto della città dagli arch. Petrucci e Tufaroli e dagli ing. Paolini e Silenzi. Fu intitolata a San Benedetto che fu proclamato anche santo patrono di Pomezia.
La chiesa ha interessanti opere di artisti del novecento: sul frontale della chiesa vi è una lastra in pietra su cui lo scultore Venanzio Crocetti ha scolpito scene della vita di San Benedetto.
Nell’abside vi è un grande affresco raffigurante San Benedetto opera del pittore Efisio Oppo.
Gli arredi sacri e il fonte battesimale sono dello scultore Corrado Corelli.
Le 14 tavole della via Crucis sono opere dell’artista Federico Papi.
A.S.