Il Pontino Aprilia • 17/2020
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FEDE
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RAGIONE
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La fede
come
esercizio
della
mente
Questa pagina,
interamente curata
ed autofinanziata dalla
comunità di cristiani
che si incontra in
APRILIA,
VIA G. CARDUCCI, 9,
ha il solo fine di
promuovere il
ragionamento sui temi
importanti della vita e
della fede in Cristo.
www.chiesadicristoaprilia.it Il prossimo numero uscirà il 10.11.2020 Tel. 328.12 99 756
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domenica ore 10.00 Conversazione biblica - culto a Dio
mercoledì ore 19.00 Studio degli Atti degli Apostoli
IL VANGELO PER I BAMBINI: SCUOLA PER I GIOVANISSIMI
PAURA O FIDUCIA?
GRAZIA O INGRATITUDINE?
«Accordi di Abramo»
Il 15 settembre alla Casa Bianca il presidente USA,
il Primo Ministro israeliano e i Ministri degli Esteri
degli Emirati Arabi Uniti hanno siglato gli «Accordi
di Abramo». Intesa storica per le parti in causa, ma
accolta coi in Palestina. La leadership palestinese
definisce l’accordo una «. Da diciotto anni infatti la
Lega Araba aveva proposto un piano di pace
israeliano-palestinese che prevedeva buoni rapporti
a condizione che Israele si ritirasse dai territori
occupati nella Guerra dei sei giorni (1967), si
creasse uno Stato palestinese, si risolvesse il
problema dei rifugiati. Oggi questo progetto di pace
è saltato. Nonostante gli accordi, c’è chi sta cercando
di vendere agli Emirati Arabi
un certo numero di aerei da
caccia, e la cosa non piace a
Israele. Tale, purtroppo, è la
pace dei potenti.
Ma che cosa ha a che fare
Abramo con tutto ciò? Forse
il suo nome è entrato
nell’accordo perché lo si
ritiene il capostipite sia degli
ebrei sia degli arabi. Abramo
è persona fondamentale
perché sta all’origine della
rivelazione del Signore di cui
si legge nelle Scritture. È lui
una delle due parti di un
accordo di pace, con la P maiuscola, ben più alto,
nobile e generoso. Per aver dimostrato in pratica la
sua fiducia nel Signore Abramo ricevette infatti un
«lieto annuncio: ‘In te saranno benedette tutte le
genti’. Di conseguenza, quelli che hanno la fede
fiduciosa come Abramo vengono benedetti insieme
ad Abramo che credette. […] ‘Il giusto vivrà in virtù
della fede’. Mediante Cristo Gesù la benedizione di
Abramo passa a tutti». Gesù infatti ha dimostrato
una fede fiduciosa ben maggiore della fede
dimostrata da Abramo. Si diventa infatti «figli di
Dio per la fede in Cristo Gesù». Ma qualcuno dirà
di non averla questa fede fiduciosa. Eppure è
possibile impararla. La fiducia, infatti, si ottiene per
mezzo dell’ottima parola di Cristo. In un mondo
atterrito dalla paura, c’è davvero un bisogno
disperato di fede fiduciosa. Chi desidera discutere
su questa fede o verificare la propria fede, basta un
po’ di umiltà e si può fare.
La parola inesistente
Anticamente la parola “benedizione” aveva un senso
bellissimo, poi purtroppo travisato o perduto o poco
ricordato. Benedizione significava ringraziamento.
Si diceva infatti EUKARISTO per ringraziare e
EUKARISTIA per ringraziamento. Non
spaventiamoci, le parole non hanno colpa di come
gli uomini, nel corso dei secoli, ne hanno alterato il
significato. Eu/karis/to ha tre parti: la parte centrale
è KARIS che significa GRAZIA. Questa è anzitutto
una delle parole della nostra prima fanciullezza:
quando mamma e papà ci portavano a trovare
un’altra famiglia e ricevevamo una fetta di dolce,
subito: “Come si dice?”. E noi rispondevamo:
grazie! Che è abbreviazione
per un’espressione un poco
più articolata che era in
origine “rendere grazie”.
Oggi questa espressione
“rendere grazie” e quindi la
parola “grazie”, (la parola di
“bene-dizione” associata), è
quasi del tutto sconosciuta.
Quasi nessuno sente più nel
profondo la necessità di
rendere GRAZIE di
alcunché. Come mai?
Perché tutto è dovuto. Ma
tiriamo innanzi... la parola
buona GRAZIE conserva
egualmente tutto il suo valore. Sapete perché?
Perché è legata direttamente e inscindibilmente alla
parola buona GRAZIA-KARIS contenuta proprio in
“bene/dizione”, “bene/dire”, eukaristo. Abbiamo
imparato a dire “grazie” perché all’origine
profonda della nostra cultura c’era la parola
grazia/karis, che significa fascino e splendore. Era il
saluto greco. Richiama l’idea della luce, un fragore
di luce. Karis indica il donarsi, il dono gratuito, il
fascino del dono, lo splendore del dono ricevuto o
dato gratis. La parola Karis-Grazia è uno dei nomi
di Gesù. Chiamato appunto la “grazia della Vita che
è apparsa”. E questa grazia-apparsa è definita
“salutare”, cioè è un dono che regala salute. E come
tale meriterebbe davvero la nostra considerazione, e
forse anche un sentito “grazie”. Ma nessuno oggi
dice più “grazie”, nemmeno quando riceve un
servizio gratuitamente. Stiamo male perché
abbiamo cacciato la Grazia.
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Via Giosuè Carducci, 9
Aprilia
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