I cittadini vogliono sapere di chi sono le strade di Lavinio
E’ tempo di trasparenza
E’ diventato un fatto esasperante quello di non poter conoscere un aspetto di legalità che riguarda la situazione catastale delle strade di Lavinio, che ricadono nell’ambito del Consorzio. Già il Commissario Prefettizio, di fronte alle sollecitazioni dei cittadini e ad una situazione divenuta insostenibile, aveva decretato di dare una risposta prioritaria al quesito che, ricordiamolo, è di legalità. Con l’arrivo della nuova giunta i benpensanti ma ottimisti hanno subito affermato che il nuovo governo di Anzio era portatore di novità e di legalità e che non avrebbe tollerato inadempienze che si protraevano da decenni. Invece, lentezze, mancanza di trasparenza e giustificazioni inaccettabili non mancano. Riportiamo di seguito la lettera firmata da un cittadino e diretta al Segretario generale e che riguarda l’argomento.
Gentile Segretario Generale, la presente dopo aver finalmente ricevuto in data 20 c.m. una Sua risposta, sollecitata e attesa per mesi, relativa alle varie istanze di Accesso agli Atti in relazione alla mancata attuazione da parte del Comune di Anzio del Piano Catastale Stradale Comunale, in osservanza delle Delibera n 57 del 15/05/24 della Commissione Prefettizia Straordinaria e e della Delibera 227 del 18/12/25 della G.C. di Anzio ed in applicazione del D lgs 285/92 e della Reg. Lazio n 72/80. Per brevità tralascio di commentare le opinabili e discutibilissime osservazioni addotte nel tentativo di giustificare l’assordante silenzio opposto alle varie istanze di Accesso agli Atti regolarmente presentate a vari Uffici di Codesto Comune riguardanti il succitato tema, scientemente e colpevolmente disatteso dalle Amministrazioni comunali locali per ben 43 anni, e mi limito soltanto a richiamare la Sua attenzione, e quella dei vari destinatari sulle seguenti frasi a Sua firma: “Uno solo è il presupposto imprescindibile di ammissibilità dell’istanza di accesso civico generalizzato, ossia la strumentalità alla tutela di un interesse generale. La relativa istanza, dunque, deve in ogni caso essere disattesa ove tale interesse generale della collettività non emerge in modo evidente, oltre che, a maggior ragione, nel caso in cui la stessa è stata proposta per finalità di carattere privato ed individuale”. Egregio Segretario Generale, in merito a queste Sue frasi invito Lei e gli altri destinatari della presente a considerare con serietà ed obiettività che “il problema “Piano Catastale Stradale Comunale, sottolineo “annuale e obbligatorio”, non è un problema di pertinenza esclusiva del sottoscritto, bensì di tutti i contribuenti ed abitanti del territorio comunale ed in particolare di circa 8.000 cittadini proprietari di immobili nel penalizzato quartiere urbano di Lavinio, illecitamente ed incostituzionalmente vessati e costretti da decenni a pagare a Codesto Comune ed a un suo ente strumentale “intimamente” collegato un ingiustificato ed ingiustificabile tributo duplicato per la manutenzione della strade locali di pubblico transito. Ovviamente mi lascia notevolmente perplesso il fatto che Lei valuti di fatto prive di interesse generale per la collettività sia la Delibera n 57 del 15/05/24 della Commissione Prefettizia Straordinaria, (Le ricordo per scrupolo, insediatasi per accertate omissioni, approssimazioni, irregolarità amministrative di varia natura e forma, infiltrazioni di carattere mafioso, ecc....), sia la Delibera n 227 della G.C. del 18/12/25. Stupisce teoricamente e preoccupa concretamente il fatto che Codesta Amministrazione, che si dichiara “democratica e trasparente”, nella fattispecie non rispetti e non dia seguito dopo ben due anni a quanto stabilito dalla Commissione Prefettizia, limitandosi ad un successivo pleonastico “proclama di intenti” utile solo a tacitare momentaneamente le giuste osservazioni e le reiterate proteste presentate in forme e modi diversi da molti cittadini per le negative e dannose conseguenze tributarie e sociali derivanti da tale non corretto comportamento tendente a favorire anacronistiche, feudali ed inaccettabili prebende e disparità fra i cittadini. Invito pertanto Lei e gli altri destinatari della presente a riesaminare con obiettiva attenzione la ammissibilità delle istanze proposte dal sottoscritto da cittadino non per interesse privato, bensì nell’interesse generale della collettività anziate, ma soprattutto a procedere con sollecitudine e trasparente ufficialità alla corretta definizione e classificazione delle strade del territorio comunale e segnatamente del quartiere di Lavinio. Resto quindi in attesa entro i termini di legge delle dovute pertinenti e circostanziate risposte alle istanze più volte regolarmente presentate e sollecitate.
Mi permetto di aggiungere per il Segretario Generale, che certamente non ha avuto il tempo per sapere, che si tratta di un argomento divisivo e che ha visto decine di azioni legali e manifestazioni di dissenso per decenni da parte dei cittadini di Lavinio. Ora è tempo di fare chiarezza e legalità e …di informare secondo le norme che impongono la trasparenza, perché l’interesse della comunità non solo emerge in modo lampante ma esso è gridato dopo anni di opacità e di colpevole inadempienza. Ma poi: come fa non essere un interesse generalizzato se riguarda la condizione di migliaia di persone e che causa oneri a migliaia di persone?
Sergio Franchi
Definizione agevolata tributi
Il prossimo consiglio comunale avrà all’ordine del giorno la discussione sulla definizione agevolata per i tributi locali.
“Dal mese di dicembre del 2025 – spiega il sindaco, Aurelio Lo Fazio – insieme all’assessore Antonino Buscemi e agli uffici competenti, è stato svolto un meticoloso lavoro al fine di recepire correttamente la norma e arrivare a un percorso amministrativo in grado di risolvere il tema della riscossione per i cittadini che si trovano in difficoltà”.
“Abbiamo valutato la norma e i correttivi intervenuti nel frattempo – aggiunge l’assessore alle finanze, Antonino Buscemi – e sottoporremo al Consiglio comunale l’agevolazione per i tributi locali che consentirà ai contribuenti di regolarizzare le posizioni debitorie pagando il solo importo dovuto e riducendo sanzioni e interessi”.
Sui tempi e le modalità di adesione da parte dei cittadini e delle imprese, ulteriori approfondimenti saranno forniti in seguito.
Giovanni Del Giaccio
Staff Sindaco di Anzio
La missione della flottiglia non porta aiuti umanitari ma solo odio contro Israele
Fateli sbarcare
Un’altra missione della flottiglia è stata completata con grande successo. Sulla stampa e nelle tv si rincorrono come al solito due storie diverse e diversificate: quella della narrazione e quella dei fatti. Che cosa è successo? Alcune decine di imbarcazioni destinate a portare aiuti al popolo di Gaza navigavano pacificamente in direzione della striscia quando in prossimità di Cipro, ampliamente in acque internazionali, sono state attaccate a colpi di arma con proiettili di gomma da navi da guerra israeliane e successivamente abbordate da soldati israeliani che hanno arrestato gli equipaggi delle barche, cittadini di molti differenti paesi eli hanno costretti a saliresulle navi militari. Successivamente li hanno condotti al porto di Ashold a sud di Israele ed una parte di loro trasportati al carcere di Ketziot, situato nel deserto del Negev, per essere identificati, processati ed espulsiimmediatamente.
La gran parte di essi, che sono rimasti nel porto di Ashold, sono stati ammassati in un hangar, tenuti legati in posizione carponi ed umiliati dalla presenza di un ministro del Governo israeliano che li ha fatti oggetto di frasi arroganti. Dopo alcuni giorni tutti sono stati rilasciati e sono rientrati su voli di linea nei propri paesi d’origine. I filmati dei flottiglieri distesi a terra ha fatto il giro del mondo; poco risalto è stato dato invece al fatto che la delegazione spagnola, rientrata nella spagna socialista, non è stata oggetto di offese ed umiliazioni ma i suoi componenti sono stati pestati e bastonati dalla polizia aeroportuale. I fatti avvenuti in Israelesono gravi e colpiscono la sensibilità di chi è abituato alla democrazia ed alla libertà.
Essi, però, sono eventi preziosi ed auspicati da chi non cercava altro che qualche spintone e qualche graffio per dare un senso ad una missione che di per senon ha ragione di essere. Come le catene che la Salis ostentava mentre veniva condotta in tribunale, comportamento regolare previsto dal protocollo di polizia ungherese, anche le piccole violenze che vengono necessariamente praticate in ogni caso in cui un prigioniero si rifiuta di eseguire gli ordini, sono state immortalate per creare il martirio.
La Salis ci ha realizzato uno stipendio di 19.000 Euro al mese, i componenti della flottiglia otterranno quello che si erano prefissi: un’altra ondata di odio contro Israele e gli ebrei. In questo ha fatto da cassa di risonanza un imbecille che risponde al nome Itamar Ben-Gvir, che guida un partitino estremista di dimensione renziana, ma che di mestiere fa il Ministro del Governo in carica. Non solo si è messo a fare il gradasso umiliando i prigionieri ma ha anche pubblicato il video che documenta le sue smargiassate, restituendo a tutti i prigionieri i loro cellulari in modo che le immagini potessero raggiungere ogni angolo del mondo libero. Ha fatto più danni il ministro estremista che cento razzi iraniani a lunga gittata. Come al solito i fatti sono diventati la narrazione e la narrazione lo scandalo e l’indignazione. I Fatti bruti e crudi ci dicono che un gruppo ben organizzato e fortemente finanziato di attivisti internazionali, con documentati legami con elementi di Hamas, senza nemmeno una scatoletta di tonno ed un kilo di spaghetti da consegnare al disgraziatissimo popolo della striscia di Gaza, ha intrapreso un viaggio verso una zona di guerra in cui è precluso l’accesso; senza nessuna motivazione umanitaria, con l’unico scopo di provocare la reazione delle forze armate israeliane. Quindi,se si sceglie di entrare nella gabbia dei leoni, ci si deve aspettare che i felini facciano danni. Un gruppo eroico che si getta nella pericolosissima mischia di una tensione militare, che ha provocato decine di migliaia di morti, sapendo che se si fanno un graffio i ministri degli esteri correranno a proteggerli. Un gruppo che va alla guerra con l’avvocato e le telecamere esclude qualsiasi intento umanitario che, ricordiamolo, con i limiti vincolanti della situazione contingente potrebbe tentare di dare una giustificazione ad una missione che altrimenti è solo provocazione, non porta nessunissimo aiuto al popolo di Gaza e serve solo per alimentare l’odio verso il popolo ebraico. Quello che sfugge aiflottiglieri da salotto è che l’esercito israeliano ha fatto loro un grande favore. Vorrei vedere se invece di intercettarli,di spintonarli e di dir loro parole offensive li avesse lasciati arrivare sulle spiagge della striscia, dove si spara e dove le bombe continuano a fare morti. Dove la missione si sarebbe trasformata in penetrazione in zona coperta da attività bellica. Questo non avrebbe scandalizzato l’opinione pubblica ma avrebbe reso difficile anche ai ministeri degli esteri di riportare i propri figli a casa e, certamente, qualche danno serio avrebbe causato a chi pretende di giocare col fuoco e pretende di non farsi nemmeno una piccola scottatura. Eroi di cartone e provocatori di professione. Non posso non citare un elemento che da la cifra e lo spessore di chi componeva la flottiglia ed è quanto un certo Dario Carotenuto rappresentante del parlamento italiano nelle file del Movimento 5 Stelle ha dichiarato paragonando la passeggiata dei flottiglieri e gli sberleffi di un ministro cretino all’atroce massacro di adulti e bambini del 7 ottobre. No comment.
Sergio Franchi