Lavinio con Anzio ha aderito insieme ad altri cento comitati nel Lazio
Progetto Civico Italia
Si è tenuto IL 12 maggio, presso l’Hotel Lido Garda, l’incontro u?ciale che segna l’adesione dell’Associazione “Lavinio con Anzio” a Progetto Civico Italia, con Alessandro Onorato, Coordinatore Nazionale di Progetto Civico Italia e Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, che ha chiuso i lavori della giornata.
Un appuntamento cruciale per il futuro amministrativo del territorio, incentrato sulla forza del civismo e sulla necessità di creare sinergie concrete tra i comuni e fare rete a livello nazionale.
“La presentazione del Comitato Civico di Anzio è stata una bellissima serata di partecipazione.
Insieme al vicesindaco Pietro Di Dionisio, ai consiglieri Jessica Polverini, Riccardo Rocchetti, Francesco Tontini e Oriana Ventura che hanno aderito a Progetto Civico Italia, e ad Antonio Taurelli, il nostro Coordinatore Regionale, stiamo costruendo una presenza sempre più solida su questo territorio. Solo nel Lazio, in pochi mesi abbiamo già aperto più di 100 comitati civici.
Vedere tanto entusiasmo e voglia di cambiare le cose ci dà la conferma che stiamo costruendo qualcosa di concreto e necessario. La nostra rete, fatta di amministratori, cittadine e cittadini, professionisti, studenti, imprenditori che hanno deciso di mettersi in gioco con impegno, passione e concretezza, cresce ogni giorno e ogni nuovo ingresso ci dà energia e responsabilità per continuare a costruire questa nuova forza politica civica, riformista e popolare”, dichiara Alessandro Onorato,
L’evento ha visto la partecipazione attiva dei vertici del sindaco di Anzio Aurelio Lo Fazio, dei consiglieri comunali di Roma Rocco Ferraro e Elisabetta Lancellotti, del coordinatore regionale di Progetto Civico Italia Antonio Taurelli, dei promotori dei comitati di Anzio e Nettuno, Gabriele Clavari e Gabriele Stirpe, e di tutto il gruppo al completo di Lavinio con Anzio, capitanato dal Vicesindaco di Anzio Pietro Di Dionisio e dai consiglieri comunali Francesco Tontini, Jessica Polverini, Riccardo Rocchetti e Oriana Ventura. L’incontro ha rappresentato un momento di profonda riflessione politica e sociale. Il tema portante è stato il civismo, inteso non come isolamento, ma come capacità di fare rete per rispondere in modo puntuale alle esigenze dei cittadini.
“L’adesione del nostro gruppo a Progetto Civico Italia rappresenta l’evoluzione naturale del nostro percorso - ha dichiarato il vice sindaco Pietro Di Dionisio - saliamo su questo treno in corsa per essere protagonisti del viaggio, nella consapevolezza che questo viaggio ci porterà verso un paese migliore”.
Il coordinatore regionale Antonio Taurelli ha ribadito: “Progetto Civico Italia cresce. Con l’adesione della Lista Civica «Lavinio con Anzio» entriamo nell’Amministrazione della città, rappresentati da quattro consiglieri comunali e dal vicesindaco Di Dionisio, una squadra coesa che ha già dimostrato sul campo di cosa è capace.
Anzio, insieme alla vicina Nettuno, è un altro tassello importante che si aggiunge nel Lazio per costruire qualcosa di nuovo: un polo progressista degli amministratori locali fondato su pragmatismo e visione concreta.
La presenza del coordinatore nazionale Alessandro Onorato ieri ad Anzio è la conferma di un’idea precisa di come intendiamo fare politica: partendo dai territori, ascoltando le comunità, costruendo dal basso”.
I punti chiave dell’incontro sono stati la Valorizzazione del civismo con Il ruolo fondamentale delle liste civiche nel governo delle città, la Cooperazione intercomunale, con le strategie comuni tra Anzio e Nettuno per servizi e infrastrutture, la Progettualità, con l’avvio di nuovi tavoli di lavoro per le sfide amministrative del prossimo futuro.
La protesta APA per difendere il diritto alla salute
Peggiorata la sanità
Alternativa per Anzio esprime forte preoccupazione per quanto emerso dall’incontro svoltosi il 19 maggio 2026 presso la Regione Lazio tra i Sindaci di Anzio e Nettuno, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, la presidente della commissione sanità Alessia Savo e il direttore generale della Asl Roma 6 Giovanni Profico.
Le parole dei Sindaci confermano ciò che cittadini, operatori sanitari e utenti denunciano da tempo: la situazione dell’Ospedale Riuniti di Anzio e Nettuno e dei servizi sanitari territoriali è oggi addirittura peggiorata rispetto a un anno fa.
A fronte di una crisi ormai strutturale, pesa in maniera significativa l’assenza all’incontro del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che detiene direttamente la delega alla sanità. Una mancanza che assume un valore politico preciso e che conferma la distanza della Regione rispetto alle difficoltà quotidiane vissute dai cittadini del litorale sud. Assente anche il direttore regionale alla salute Andrea Urbani, altro interlocutore atteso dai Sindaci e dal territorio.
Ancora una volta si registrano rassicurazioni generiche, scadenze incerte sui cantieri, carenza di personale e nessuna risposta definitiva sui nodi centrali della sanità del territorio.
Il nostro territorio continua a essere considerato marginale, nonostante il bacino di utenza dell’ospedale comprenda non solo Anzio e Nettuno, ma anche Ardea, Pomezia e, durante la stagione estiva, una popolazione che arriva a triplicarsi per la presenza turistica. Una pressione enorme che rende ancora più incomprensibile l’assenza di un piano straordinario per il potenziamento del pronto soccorso, dei reparti e dei servizi territoriali.
Particolarmente grave è la conferma della definitiva chiusura del punto nascita, certificata dalla programmazione della rete ospedaliera 2026-2028. Una scelta sbagliata e penalizzante per migliaia di famiglie del territorio, rispetto alla quale non bastano annunci o promesse future. Occorre garantire immediatamente servizi adeguati per il percorso nascita, rafforzando consultori, ambulatori e il reparto di ginecologia.
Preoccupano inoltre le condizioni del Centro di Salute Mentale, ridotto a operare con appena due medici, senza che dal 2025 siano stati adottati interventi concreti. Un dato allarmante, soprattutto in una fase storica in cui il disagio psicologico e psichiatrico richiede invece investimenti e attenzione.
Inaccettabile resta anche la situazione delle liste d’attesa: prestazioni fondamentali come colonscopie, ecografie mammarie ed elettrocardiogrammi da sforzo continuano a non essere prenotabili tra Anzio e Nettuno, costringendo i cittadini a spostarsi in altre province o addirittura a rinunciare alle cure.
Alternativa per Anzio ritiene che la Regione Lazio debba assumersi fino in fondo la responsabilità politica e amministrativa di questa situazione. Servono atti concreti e immediati: incremento del personale sanitario, rafforzamento del pronto soccorso in vista dell’estate, certezza sui lavori in corso, potenziamento dei servizi territoriali e un piano sanitario specifico per il litorale sud della provincia di Roma.
Associazione Alternativa per Anzio
In assenza di risposte concrete e immediate, e alla luce dell’esito fortemente negativo dell’incontro del 19 maggio, riteniamo inevitabile aprire una nuova fase di mobilitazione e iniziative forti sul territorio, coinvolgendo cittadini, associazioni e realtà sociali affinché il diritto alla salute non continui a essere ignorato.
Alternativa per Anzio è pronta e fortemente motivata a sostenere ogni iniziativa democratica, civile e determinata necessaria a difendere il diritto alla salute della nostra comunità. Il territorio di Anzio e Nettuno merita rispetto, investimenti e servizi sanitari all’altezza dei bisogni reali dei cittadini e non può più accettare rinvii, silenzi e promesse disattese.
Alternativa per Anzio
Anzio: sforzi e criticità
Claudio Di Giovanni, cittadino di Anzio, riconosce gli sforzi dell’amministrazione per attrarre turismo, ma la criticità della situazione resta palpabile. L’affidamento a LUISS, pari a circa 40.000 euro, è presentato come un passo verso l’obiettivo di candidarsi come Città della Cultura Europea nel 2034. Tuttavia, dove è la sostanza dietro la pubblicità?
La realtà sul territorio racconta altro: spazi verdi trascurati, immondizia nei giardini, strutture di emergenza provvisorie e una gestione delle emergenze che sembra operare più in chiave di marketing che di effettiva efficacia. Le cronache locali sollevano domande serie sull’adeguatezza di investimenti mirati al solo rilancio dell’immagine se non accompagnati da interventi concreti e tempestivi sui servizi pubblici.
Una questione particolarmente delicata riguarda la percezione dei residenti sul mare: si sentono davvero ascoltati? Le foto scattate il 19 maggio paiono parlare da sole, evidenziando segnali di emergenza e di trascuratezza che richiedono risposte chiare e tempestive.
La trasparenza resta il nodo cruciale: quali misure sono effettivamente previste, quali scadenze, come verrà monitorata la manutenzione e in che modo i cittadini potranno partecipare a tavoli o consultazioni pubbliche? Senza dati concreti, responsabilità definite e piani temporali verificabili, l’impegno culturale rischia di restare una proclamazione di marketing.
Proposte per una svolta credibile: pubblicare un catalogo di interventi dettagliato con scadenze, fornire aggiornamenti regolari su manutenzione ed esiti, coinvolgere la cittadinanza in gruppi consultivi e promuovere una verifica indipendente degli effetti della partnership con LUISS. Solo con trasparenza e azioni misurabili l’obiettivo di una cultura sostenibile potrà guadagnare fiducia e sostanza.