Il Comune vuole assegnare per 30 anni i capannoni sequestrati alla Banda della Magliana e vendere parte dell’Autoparco, Capanna Murata ed altri immobili
Come rimpinguare le casse comunali
I capannoni di via dell’Industria, appartenuti al tesoriere della Banda della Magliana Enrico Nicoletti, sequestrati a febbraio 2001 e tornati nelle disponibilità dell’ente di piazza Roma, ora verranno affidati a enti o persone che vogliano predisporre a proprie spese un progetto volto a restituire quegli immobili alla collettività. Con la determinazione numero 147 del 15 Giugno scorso, il dirigente del settore Lavori Pubblici, su esplicita indicazione delle commissarie che amministrano l’ente di piazza Roma, ha indetto un bando per la concessione d’uso a titolo oneroso dell’immobile restituito al Comune di Aprilia dall’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati solo a novembre 2019, insieme alla villa di via dei Ciliegi. In passato l’amministrazione Terra aveva predisposto due diversi progetti, entrambi pensati per rendere quel capannone patrimonio collettivo: si era pensato di realizzare all’interno un dormitorio per i senzatetto, poi valutando anche la distanza dal centro e le difficoltà di collegamento, il progetto era stato abortito e l’amministrazione aveva valutato di trasferire all’interno dei locali gli artigiani che animano il carnevale con i loro carri allegorici. Un progetto che ora l’amministrazione guidata dalla commissione straordinaria sembra aver messo da parte. A marzo, la Commissione Straordinaria aveva votato una delibera di consiglio per la variazione delle finalità di utilizzo del bene da scopo sociale a scopo di lucro sulla scorta di ciò, l’ufficio patrimonio ha determinato un canone a base d’asta di 4 mila 435 euro al mese: tanto dovrà versare il privato al Comune di Aprilia, per avere la possibilità di accaparrarsi il capannone per 30 anni e poter agire con un intervento di demolizione e ricostruzione.
“L’Ufficio Patrimonio del Comune di Aprilia - si legge nel documento - ha determinato il canone a base d’asta in € 53.222,40 (canone mensile a base d’asta € 4.435,20), per una durata della concessione di anni 30 (trenta) ed in virtù degli oneri posti a carico del concessionario per l’effettuazione degli interventi relativi alla demolizione e ricostruzione dell’immobile, stimati dall’Amministrazione in complessivi € 1.500.000. Per determinare il canone della concessione a titolo oneroso verrà indetta un’asta pubblica ai sensi dell’art. 73 del R.D. n. 827/1924, utilizzando il metodo delle offerte segrete di importo pari o superiore al prezzo posto a base d’asta, provvedendo all’aggiudicazione in favore del soggetto che abbia presentato la valida offerta segreta di importo più alto, non eguagliata da altra valida offerta, rispetto a quello posto a base d’asta”.
La concessione d’uso a titolo oneroso avrà durata pari a 30 anni, con decorrenza dalla sottoscrizione del contratto, con esclusione del tacito rinnovo. Il cespite immobiliare sarà concesso nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, stato che i partecipanti dichiarano di conoscere ed accettare con la sottoscrizione della domanda di partecipazione.
L’immobile dovrà essere destinato a finalità compatibili con la destinazione urbanistica del medesimo. Non è ammesso lo svolgimento di attività valutate dall’Amministrazione incompatibili con la natura dei beni confiscati o tali da arrecare pregiudizio all’immagine dell’Ente. L’individuazione del concessionario avverrà mediante asta pubblica, ai sensi dell’art. 73 del R.D. n. 827/1924, con il metodo delle offerte segrete al rialzo rispetto al canone posto a base d’asta. Non possono partecipare alla procedura i soggetti che si trovino nelle condizioni ostative previste dalla normativa vigente, con particolare riferimento al D.lgs. n. 159/2011, nonché coloro che non abbiano la capacità di contrarre con la Pubblica Amministrazione. Il concessionario sarà tenuto a: o provvedere all’adeguamento degli immobili alla normativa vigente, acquisendo tutte le autorizzazioni necessarie ed esonerando il Comune da qualsivoglia responsabilità in ordine al mancato rilascio e/o costo od onere e sostenere integralmente gli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria. L’Amministrazione si riserva la facoltà di revocare la concessione per sopravvenuti motivi di interesse pubblico.
Il Comune di Aprilia prova a mettere in vendita una porzione dell’autoparco di viale Europa, il rudere ONC di Casalazzara e Capanna Murata, la struttura realizzata a Campoverde, il famoso Ostello della Gioventù realizzato per il Giubileo del 2000 e mai entrato in funzione, né come ricovero per i pellegrini diretti verso la Capitale, né per altre funzioni. L’obiettivo della Commissione straordinaria è quello di monetizzare attraverso la vendita di quegli immobili che fanno parte del patrimonio dell’ente, ma dai quali è risultato impossibile trarre profitto in modo diverso.
Emblematico in questo senso il caso di Capanna Murata: per anni le amministrazioni che si sono succedute alla guida della città di Aprilia hanno tentato di metterlo in funzione, sia conservando l’originaria destinazione d’uso sia modificandola per adeguarla a nuove progettualità. I bandi sistematicamente deserti però, hanno dimostrato concretamente la distanza tra l’idea e la sua concretizzazione: tra i punti a sfavore l’ubicazione infelice e gli effetti deleteri del tempo su una struttura mai entrata in funzione, fatta eccezione del periodo in cui era stata occupata abusivamente.
Attraverso l’alienazione dei tre immobili, il Comune confida oggi di ricavare 1 milione 783 mila 543 euro, nello specifico 19 mila 663 euro dalla vendita del rudere ex ONC di Casalazzara, un immobile residenziale posto su una superficie di 850 metri quadrati; 790 mila 800 euro dalla vendita di una parte del capannone di viale Europa, destinata alle attività produttive; 973 mila 080 euro per Capanna Murata, destinata alle attività ricettive.
La vendita verrà effettuata per singoli lotti, senza ammissione di offerte a ribasso. Le società regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e interessate all’acquisto di una delle tre unità, avranno tempo fino al 9 Luglio per presentare la propria offerta. Solo dopo quella data sarà possibile valutare il successo dell’iniziativa. Francesca Cavallin