Condizioni pessime a pochi mesi dalla riapertura
Il ponte perde pezzi
Il ponte di via Isole perde pezzi. Incredibile ma vero il “nuovo” ponte di via Isole è già al centro di aspre polemiche a causa di buche e cedimenti.
A pochi mesi dall’apertura le sue condizioni sono già alquanto pessime.
“A febbraio di quest’anno - attacca Andrea Ragusa del movimento cinque stelle - avevo sollevato una questione rimasta, purtroppo, inascoltata: il ponte di via Isole ad Aprilia, a soli quattro mesi dalla riapertura del 30 settembre 2025, era già ammalorato e presentava buche e cedimenti tali che il cantiere non sembrava davvero chiuso.
Quell’opera strategica per la riduzione del rischio idraulico del fosso Spaccasassi, costata quasi un milione di euro, e finanziata con fondi europei PNRR (Next Generation EU), mostrava già critiche inaccettabili.
Avevo documentato la segnaletica obsoleta, con il cartello di divieto “eccetto mezzi autorizzati” che era ancora incredibilmente presente, massi utilizzati per la base del nuovo ponte e new jersey sull’argine tra le erbacce, le tubazioni esposte, i pozzetti aperti, una buca già aperta sul nuovo manto stradale e un asfalto nuovo che cominciava a cedere in corrispondenza dei giunti di dilatazione.
Oggi, a quattro mesi da quella denuncia, la situazione non è semplicemente ferma; è precipitata, trasformandosi in una vera e propria trappola mortale.
Le rassicurazioni di allora sulla “fine dei disagi” sono state spazzate via da una realtà sconcertante. Il ponte è congelato in quello che sembra uno stato di perenne incompiutezza dei lavori: i massi e i new jersey sono ancora ammassati lì, mentre l’asfalto, non riparato a suo tempo, ha ceduto del tutto provocando il distacco di uno dei supporti in gomma che ricoprono i giunti e lasciando al centro della strada una voragine larga un metro e profonda ben venti centimetri”.
Alessandro Piazzolla
Aprilia piange la scomparsa di Liliana Maria Garsia, una figura storica della città
Addio vedova Tofani
Aprilia piange per la scomparsa di Liliana Maria Garsia, vedova Tofani. Pochi giorni fa presso la clinica Villa Silvana di Aprilia, è venuta a mancare Liliana Maria Garsia, vedova Tofani, una figura storica e profondamente amata dalla comunità apriliana.
Per tutti era semplicemente “Zia Lilli”, una donna che ha dedicato la propria vita all’educazione, alla fede e al servizio del prossimo. È stata tra le prime maestre della Scuola Marconi, contribuendo alla formazione e alla crescita di intere generazioni di bambini che ancora oggi la ricordano con affetto e riconoscenza. La sua casa è sempre stata un luogo di accoglienza, aperto ai bambini ea chiunque avesse bisogno di aiuto, ascolto o sostegno.
Ha diretto e gestito per molti anni il noto Asilo Santa Rita, che insieme all’asilo delle Suore di piazza Marconi rappresentava un importante punto di riferimento educativo per la città. Nel corso della sua vita ha ricoperto il ruolo di Presidente del Centro Italiano Femminile (CIF) ed è stata tra le fondatrici dell’Azione Cattolica di Aprilia, impegnandosi con passione nella crescita sociale e spirituale della comunità.
Instancabile catechista della Parrocchia di San Michele Arcangelo, ha accompagnato generazioni di bambini nel cammino verso i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima, lasciando un segno indelebile nella vita di molte famiglie.
Era la moglie di Bernardino Tofani, memoria storica della città di Aprilia e fondatrice dell’Associazione Pionieri, con la quale ha condiviso una vita di impegno e amore per il territorio. Lilli e Dino sono stati una coppia che ha segnato intere generazioni.
Donna dalla mente brillante e geniale, era dotata di una straordinaria sensibilità culturale e artistica. Grande amante dell’arte in tutte le sue forme, nutriva una profonda passione per la pittura, attraverso la quale esprimeva emozioni, ricordi e riflessioni. Nei suoi quadri riuscimmo a cogliere la bellezza delle persone, della natura e della vita quotidiana, trasformandola in opere delicate e ricche di significato.
La sua curiosità intellettuale, la sua creatività e la sua capacità di guardare oltre le apparenze hanno rappresentato un dono prezioso per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerla.
La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per tutta la comunità apriliana.
Con lei se ne va una donna che ha saputo educare, accogliere, servire ed amare, lasciando un’eredità umana e spirituale che continuerà a vivere nel ricordo di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla.