Le sei acqueforti di Francesco Guadagnuolo
Il volto di Humanitas
Le sei acqueforti riunite in una Cartella dal titolo “Humanitas” di Francesco Guadagnuolo, presentate nel maggio 1981 da Mons. Ennio Francia alla Libreria Remo Croce di Roma, costituiscono un nucleo visivo che interroga l’uomo nella sua fragilità e nella sua vocazione. Non c’è predizione in queste immagini, ma una capacità rara: cogliere le linee profonde dell’esperienza umana e tradurle in forme che resistono al tempo. Volti che si sfaldano, corpi in transito, città che inghiottono e memorie che riaffiorano: tutto concorre ad un’unica domanda, urgente allora come oggi. Che cosa resta dell’uomo quando il mondo accelera più di lui?
La tecnica dell’acquaforte, con la sua stratificazione di segni, diventa metafora della memoria ferita e della responsabilità condivisa. Le figure emergono da un passato inciso e si protendono verso un futuro incerto, come se la lastra stessa custodisse un allarme: non dare per scontata la centralità della persona. In queste immagini si riconoscono tre assi tematici: la dignità minacciata, la fragilità che chiede cura, la speranza come soglia luminosa che non consola ma chiama all’azione.
Quando, nel maggio 2026, Papa Leone XIV pubblica l’Enciclica “Magnifica Humanitas”, ciò che l’artista aveva intuito quarantacinque anni prima trova una sorprendente risonanza etica. Le incisioni diventano allora non solo opere d’arte ma argomenti visivi: mostrano i rischi della disumanizzazione, l’urgenza di custodire il volto, la necessità di un’etica capace di orientare la tecnica e il potere. La profezia di Guadagnuolo non è contemplativa: è una chiamata alla responsabilità culturale, politica e comunitaria.
Così “Humanitas” continua a parlare. Le sue immagini, sospese tra rovina e redenzione, ricordano che difendere l’umano significa prima di tutto riconoscere il volto dell’altro e rispondere con cura. In un tempo in cui l’identità rischia di dissolversi in dati e algoritmi, la Cartella del 1981 resta un monito ed una promessa: l’arte può ancora indicare la via del futuro.
Al via per AbbVie Italia otto giornate di supporto alle comunità locali
Week of Possibilities
Al via per AbbVie Italia, azienda biofarmaceutica globale, la Week of Possibilities: otto giornate di appuntamenti dedicate al supporto delle comunità locali attraverso attività di volontariato svolte dai dipendenti in modalità fisica e virtuale. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con RomAltruista, organizzazione non-profit nata nel 2011 a Roma per promuovere il volontariato flessibile, ha l’obiettivo di contribuire concretamente alle comunità in cui AbbVie Italia opera attraverso lo stabilimento produttivo di Campoverde di Aprilia e la sede commerciale di Roma.
Quest’anno saranno oltre 240 i partecipanti coinvolti, con l’obiettivo di affiancare sei diverse realtà e associazioni del territorio attraverso interventi di miglioramento degli spazi, supporto operativo e momenti di relazione nelle seguenti strutture.
P.N.