A stabilirlo la pronuncia del Tribunale Civile di Latina, mentre l’ex amministratrice Luana Caporaso si può candidare
Gli ex sindaci Terra e Principi sono incandidabili
Gli ex sindaci Antonio Terra e Lanfranco Principi incandidabili alle prossime elezioni amministrative, mentre Luana Caporaso, altra amministratrice coinvolta nell’inchiesta Assedio potrà candidarsi alla prossima tornata. A stabilirlo la pronuncia del Tribunale Civile di Latina, in particolare la sezione specializzata in materia elettorale, che nei giorni scorsi ha reso pubblico il provvedimento che conferma l’incandidabilità per i due ex sindaci, “riabilitando” invece l’ex assessore ai lavori pubblici Luana Caporaso.
Dopo lo scioglimento del Comune di Aprilia per infiltrazione mafiosa, a seguito dell’inchiesta Assedio, il Ministro dell’interno aveva emesso i provvedimenti di incandidabilità per gli amministratori pubblici coinvolti.
Antonio Terra aveva impugnato la decisione tramite un ricorso al Tribunale Civile di Latina (sezione specializzata in materie elettorali), che a fine ottobre dello scorso anno ha confermato l’incandidabilità per due turni elettorali di Antonio Terra, che ha già presentato un reclamo alla Corte d’Appello, anche in ragione del giudizio espresso dal Tribunale di Latina nei confronti dall’altra ex amministratrice coinvolta nell’inchiesta Assedio, l’ex assessore ai lavori pubblici Luana Caporaso.
Nei suoi confronti il collegio ha dichiarato la candidabilità alle prossime elezioni amministrative, anche se l’ultima parola spetterà al Ministro.
Le posizioni dei tre ex amministratori comunali nell’inchiesta Assedio sono diverse: le accuse più gravi sono quelle di cui dovrà rispondere Lanfranco Principi, a processo per concorso esterno in associazione mafiosa e scambio politico elettorale, mentre Antonio Terra e Luana Caporaso sono indagati in concorso per turbativa d’asta in merito alla gara d’appalto del trasporto pubblico vinta dalla Nuova Tesei Bus.
Secondo gli inquirenti avrebbero “pilotato” la gara per favorire la vittoria della ditta. La fase delle indagini si è conclusa con la comunicazione della chiusa inchiesta e l’organo inquirente dovrà decidere se procedere o meno. Le motivazioni della scelta rispetto alla candidabilità o meno degli amministratori emerge dal testo del provvedimento.
“Il Tribunale - si legge - è chiamato ad accertare se gli amministratori suindicati possono reputarsi responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento tenuto conto, come detto, che ai fini della pronuncia di incandidabilità non si richiede necessariamente la prova di comportamenti idonei a determinare la responsabilità personale, anche penale, degli amministratori o ad evidenziare il loro specifico intento di assecondare gli interessi della criminalità organizzata, risultando, invece, sufficiente l’acquisizione di elementi idonei a far presumere l’esistenza di collegamenti con quest’ultima o di forme di condizionamento tali da alterare il procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi o amministrativi del Comune, da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione o il regolare funzionamento dei servizi pubblici o da arrecare pregiudizio alla sicurezza pubblica”.
Il collegio in merito alla posizione di Principi, ha evidenziato elementi idonei a far presumere l’esistenza di collegamenti con la criminalità organizzata e di forme di condizionamento tali da alterare il procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi o amministrativi del comune o della provincia tali da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione o il regolare funzionamento dei servizi pubblici.
Quanto all’ex sindaco Antonio Terra, uno degli elementi evidenziati per motivare l’incandidabilità sarebbe proprio la mancata costituzione di parte civile del Comune di Aprilia nel processo per estorsione contro Forniti e Gangemi, una costituzione che seppur tardiva, invece c’è stata proprio sotto la giunta Terra.
Stando alla sentenza infatti la costituzione di parte civile dell’ente di piazza Roma non sarebbe stata effettuata, mentre in realtà, pur con forti resistenze anche in consiglio comunale da parte di quasi tutti i componenti- esclusi pochi amministratori che allora sedevano nella massima assise cittadina, alla fine la Giunta Terra approvò l’atto di costituzione.
Il giudice poi ricorda le presunte pressioni fatte dall’ex sindaco Terra sul responsabile del procedimento per l’affidamento del servizio trasporto pubblico locale, atteggiamento volto ad avvantaggiare la Nuova Tesei Bus, che poi vinse quella gara.
Diversa sarebbe invece la posizione della Caporaso, per la quale secondo il giudice “non risultano ulteriori circostanze specifiche sufficienti a ritenere l’esistenza di una vicinanza della resistente con la criminalità organizzata e l’asservimento dell’interesse pubblicistico nell’ambito delle funzioni svolte a interessi della criminalità stessa”.
L’ex sindaco, come anticipato, ha già presentato ricorso. Per quanto riguarda il procedimento penale invece, a indagini concluse da mesi, Terra e Caporaso non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione e non sanno se verranno o meno rinviati a giudizio.
Francesca Cavallin