Il 21 febbraio rappresenta la “Primavera a mare”. Il sole ed il calore ha inondato le due città del Mar Tirreno
Quattro passi per Anzio-Nettuno, tra l’antico e il moderno
Un cardellino con la maschera facciale di colore rosso, che beccava i fiori in un vaso del mio balcone ha annunciato l’arrivo della “Primavera a mare”. Per noi “gente di mare”, il 21 febbraio è festa ogni anno. Il mare ci attira, più di ogni altra cosa, perciò sono andato in spiaggia. Abito a due passi dalla discesa a mare di via della Resistenza Nettunese, già via dei Martiri dei nazi-fascisti, un luogo che fa riflettere sugli orrori della guerra. Da qui si arriva in spiaggia e alla Marina di Nettuno che però tiene il cancello chiuso per mancanza di sorveglianza. Sono salito quindi sul Cavone per fermarmi sotto la torre di ponente, quella che s’affaccia sulla spiaggia del “Vittoria” e da dove si può ammirare il castello Sangallo, nato come fortezza nel 1503 per volere del papa Alessandro VI (della famiglia Borgia). Non si può restare indifferenti a vedere la torretta del castello di colore bianco in contrasto con il resto, tutto in mattoncini rossastri. Da qui, fino a una decina di anni fa, si poteva vedere anche lo stemma di un altro papa, Alessandro VII (famiglia Chigi), staccatosi dalla parete e caduto in terra e ancora da rimettere al suo posto.
Da questo punto di osservazione la costa, che da Nettuno arriva ad Anzio, è impareggiabile. Senza soluzione di continuità non si capisce dove finisce Nettuno e dove inizia Anzio. Non sarebbe stata una cattiva idea se alle due cittadine – dopo il periodo in cui furono ribattezzate Nettunia (1940-1945) - fosse stato dato il nome Anzio-Nettuno, con il trattino. Ma agli anziati, anzi, ai portodanzesi, non sarebbe andato bene, in quanto per loro Anzio ha più anni di storia; dicono d’epoca romana e Nettuno invece, dicono del medioevo, come se i due centri fossero distanti chissà quanti chilometri.
Tornando indietro, in piazza Mazzini, lo sguardo si rivolge quasi sempre alla fontana del dio Nettuno. Di mattina la statua è sempre all’ombra. È il monumento più fotografato di Nettuno. L’amministrazione comunale ha risistemato il marciapiede che la circonda e ha fissato un nuovo totem turistico per le notizie storiche della fontana. Notizie prese da internet il cui blog è stato curato da un gruppo di ricercatori, che però non ne hanno azzeccata una, anzi sì, una l’hanno indovinata: il nome dell’artista Ottavio De Angelis, che ha realizzato il dio Nettuno. Io ho la scheda dei Beni Culturali grazie alla quale nel 2020, Anno XX, N° 7, 1/15 aprile, alle pagine 34 e 35 di questa rivista “Il Litorale”, abbiamo pubblicato un ampio resoconto della storia della fontana e della statua del dio Nettuno.
Da qui, proseguendo per via Gramsci, si raggiungono il Belvedere con la sua scalinata a mare, quindi la Casa degli Angeli Custodi e graziose ville e palazzi. Sempre sulla via Gramsci, che è il lungomare, un grande cancello con, ai lati, due palazzine-residenze, delimitano l’ingresso alla Villa Borghese. Per arrivare al centro di Anzio, si hanno due possibilità: la prima è percorrere la discesa della riviera Guido Egidi, che porta ai marinaretti, dove si ammira una scultura in ferro, il Monumento alla Pace Universale, realizzata da Amerigo Tot; oppure di può continuare sulla via Gramsci, dove spiccano due costruzioni del ‘900: Villa Colonna e Villa Masini-Menotti. Ancora pochi passi, ed eccoci davanti al Paradiso sul Mare, il Casinò di Anzio, mai aperto come casa da gioco. Siamo al centro della città, un centro animatissimo di persone e di traffico, con i più bei negozi, e la Chiesa dei Santi Pio e Antonio, nata per volontà di papa Pio IX, con la costruzione del nuovo paese di Anzio. L’edificio, in stile neo classico, venne portato a termine nel 1856. Qui troviamo lo storico Bar Graziosi e il Caffè Grand’Italia, ai due lati del Corso del Popolo che continua con la via del Porto Innocenziano punto di richiamo per i buongustai che qui trovano radunati, uno dopo l’altro, i ristoranti più rinomati per la loro cucina marinara. Ai numeri civici 15 e 19 di via del Porto Innocenziano, due targhe commemorative in marmo, ricordano Pio IX (Mastai Ferretti (1846-1878) e Giuseppe Garibaldi (al n° 19). Pio IX è ricordato anche a Nettuno con una targa affissa alle mura del borgo medievale, alla torre di levante, a riprova che anziati e nettunesi sono inquilini che abitano in due appartamenti reali dello stesso condominio.
Oltre alla riviera di levante, dedicata a Giuseppe Zanardelli, presidente Consiglio dei Ministri dal 1901 al 1903, Anzio vanta una seconda riviera, quella di ponente, dedicata a Vittorio Mallozzi (fucilato dai tedeschi al forte Bravetta il 31 gennaio 1944), che prende tutta la lunghezza dell’antico porto neroniano e arriva fino alle grotte di Nerone e alla villa Imperiale.
Silvano Casaldi