CITTA’ INSIEME
Lo "squalo" perde i denti
Un aggiornamento sul caso Villa Marcella
2022 - "Ci son voluti anni, c’è voluta la continua (anche nostra) mobilitazione civica, c’è voluto il PNRR e c’è voluta soprattutto la lungimiranza di Anna Marracino che nel 2018 dal suo banco di consigliere comunale fece inserire nell’ordine del giorno dell’assemblea consiliare: “facciamo di quell’edificio dal trascorso burrascoso un luogo di ottimismo e di speranza, facciamoci un ASILO NIDO COMUNALE”.
Ed oggi, ottobre 2022, sono arrivati i fondi dal ministero dell’Istruzione che incanala su quest’opera un milione e centomila euro provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, il PNRR appunto, alimentato dalla grossa fetta di denaro assegnata all’Italia dal mega progetto di rilancio europeo chiamato Next Generation EU. E sempre oggi parte la progettazione della struttura capace di ospitare, entro la fine del 2025, fino a 32 bambini.
La mancanza di adeguate risorse aveva impedito fino ad ora al comune di Anzio di intervenire se non con sporadiche azioni di bonifica della vegetazione e l’apposizione di un approssimativo cancello di chiusura, come più volte anche Cittainsieme ha segnalato. L’attuale risoluzione giunge quindi a sbloccare una situazione ferma da decenni e di ciò non si può che essere contenti".
Questo scrivevamo nel 2022, poi…
2024 - "Ci avevamo davvero sperato. Quando, a ottobre 2022, uscì l'annuncio di un progetto operativo per il recupero di Villa Marcella abbiamo gioito insieme alle migliaia di cittadini di Lavinio che stavano finalmente per vedere la fine di un tira e molla durato decenni. Nel progetto al posto della villa si vedeva un edificio basso e squadrato da adibire ad asilo nido. Esteticamente il progetto non è un granché, funzionalmente non si sa. Ma adesso, nel 2024, nulla più si sa del progetto stesso. Svanito! Ma quanto senso dell'humor ci vuole a far sparire un progetto "antimafia" proprio quando alla guida del comune subentra (dal novembre 2022) una COMMISSIONE chiamata a dirigerlo per contrastare PROPRIO le infiltrazioni mafiose? Ci siamo permessi di chiedere lumi all'ing.Dell'Accio responsabile del patrimonio comunale: silenzio".
E oggi…
2026 - Cambiata la testa del comune di Anzio dopo la partenza della Commissione straordinaria, a guidare l’istituzione son tornate persone scelte dagli elettori. Anche noi siamo tornati alla carica chiedendo a Pietro Di Dionisio, nuovo responsabile dei lavori pubblici nonché vicesindaco, cosa ne è stato del progetto per Villa Marcella. E finalmente abbiamo avuto una risposta. Non piacevole ma perlomeno chiara:
“Per la ristrutturazione dell’immobile era stato fatto un progetto finanziato dal PNRR che durante il commissariamento non ha avuto seguito, di fatto la Commissione ha rinunciato a quel finanziamento. Per il momento quindi non ci sono risorse da poter utilizzare. È comunque volontà dell’Amministrazione recuperare questa e le altre unità della medesima specie non appena ci sarà la possibilità di farlo. Sostanzialmente il problema è di natura economica, gli investimenti necessari sono rilevanti e si deve trovare la fonte.”
LA STRUTTURA DI CUI STIAMO PARLANDO
Villa Marcella è un imponente edificio del 1965 progettato dall'architetto Alberto Carpiceci (1916-2007) per un costruttore edile romano. Fu anche soprannominato "la casa dello squalo" per il tetto a forma di pinna.
La villa è situata nella zona “mare” del quartiere anziate di Lavinio, in viale del Tridente, una piccola strada vicinissima alla riserva naturalistica di Tor Caldara. Il nome le deriva da quello della figlia disabile del primo proprietario che nei primi anni ’70 la fece costruire con tutti gli accorgimenti che tenevano conto delle difficoltà di movimento della ragazza, adottando soluzioni architettoniche anche molto sofisticate e d’avanguardia. L’edificio era concepito come residenza estiva di lusso ed era dotato di piscina (ora interrata) e di ascensore.
Dopo il fallimento del proprietario passò alla malavita romana, in particolare alla Banda della Magliana.
Secondo storie e leggende locali fu, in quel periodo, sede di festini sfarzosi finché, pare per un omicidio avvenuto al suo interno, venne posto sotto sequestro e poi confiscato e affidato al comune con la clausola che ne prevede il riutilizzo esclusivamente a fini sociali.
La struttura è rimasta però ormai da decenni inutilizzata e oggi versa in uno stato di pessima conservazione; è un rudere pericolante spesso oggetto di occupazioni abusive e di degrado igienico-sanitario, che le continue segnalazioni dei residenti e i ripetuti interventi del Comune di Anzio non riescono a risolvere.
Gli ultimi aggiornamenti confermano l’impegno municipale in un recupero per il quale vanno però reperiti i fondi necessari.
[C.Tondi – Febbraio 2026]
Cabina ENEL di viale Silvana Ci siamo?
C'è una cabina elettrica situata fra due villette ma molto arretrata rispetto alla strada, di modo che i muri delle due proprietà formano un corridoio in fondo al quale c'è appunto la struttura Enel. Il problema nasce dal fatto che quel corridoio è spesso ricettacolo di rifiuti. Certo, la colpa è delle inqualificabili persone che ce li lasciano ma nell'attesa di rieducare i maleducati qualcosa per arginare il fenomeno andava fatto. Nasce da lì la prima richiesta che Cittainsieme fece a Enel: un cancelletto o qualcosa che chiudesse l'accesso al corridoio di servizio alla cabina. Richiesta che fu subito accolta da Enel. Il problema è diventata però la lungaggine per tradurla in pratica: dal 2023, di rinvio in rinvio, di cancelletti ancora non c'è traccia. Ma eccoci arrivati al 2026 e all'ennesimo nostro sollecito arriva l'ennesimo impegno di inizio lavori: FINE MARZO ! Chiudiamo gli occhi, incrociamo le dita e tendiamo le orecchie: ci siamo?
La fortuna con la F maiuscola
Si regge su un... uovo la fortuna della famiglia Ruoppolo. E se cade a terra la frittata è fatta, addio cena!
Tragedia e farsa si intrecciano nella commedia brillante "LA FORTUNA CON L'EFFE MAIUSCOLA" di Armando Curcio e Eduardo De Filippo, adattamento e regia di Giampiero Bonomo, andata in scena sabato 21 febbraio al Teatro Studio8.
Protagonisti I LIBERI TEATRANTI E TEATRANTI APS -LAZIO- che hanno avuto l'onore e l'onere di chiudere il concorso teatrale interregionale "Premio Città di Nettuno" giunto con grande successo alla seconda edizione: 15 compagnie appartenenti alla UILT provenienti da cinque regioni del Centro Italia selezionate tra oltre cinquanta domande e millecinquecento spettatori in quattro mesi di spettacoli sono cifre che parlano da sole.
Un evento importante per Nettuno, come hanno voluto sottolineare con la loro presenza gli Assessori Carla Giardiello e Roberto Imperato insieme al Presidente del Consiglio Comunale Roberto Alicandri.
"Miseria e nobiltà" viene in mente assistendo alle tragicomiche vicende della famiglia Ruoppolo: povertà che rasenta la miseria nel tipico "basso" napoletano con il suo altarino votivo, la branda in un angolo, lo scarno mobilio, l'unico fornello igentilito da una piantina di basilico, la finestra sul cortile, mezzo di comunicazione per eccellenza.
Nobiltà, ma di animo e non di rango, caratterizza i personaggi che in esso si muovono: il capofamiglia Memmo che lungi dall'abbattersi rivela tutto il suo talento nell'arte della sopravvivenza con grinta, astuzia e scaltrezza rese molto bene nella brillante e "sanguigna" interpretazione di Domenico Giardino supportato dalla moglie, la sora Anna (Anna Gaudino) resiliente e tenace.
Il burrascoso rapporto tra Memmo e il figlio adottivo Michelino è l'asse portante della commedia: quest'ultimo, giovanotto bambinesco e "malatiello" come tiene a sottolineare per giustificare i tanti guai che combina, ne prende un bel po' di scoppole dal padre esasperato, ma possiede tuttavia, pur con i suoi limiti, una visione acuta della vita con le sue lusinghe e i suoi tranelli.
Questo personaggio così complesso è stato interpretato con formidabile presenza scenica verve e pathos dal giovane Diego Tramontano, suscitando tanta ilarità e partecipazione da parte del pubblico.
Intorno a loro ruota tutto il mondo tipico della commedia napoletana: le allegre comari Marietta (Antonietta Lomasto) e Concetta (Carmela Testini), impiccione ma solidali al bisogno, il Sor Edoardo (Francesco Ramogida), l'amante (Marco Ruggeri).
Dall'altra parte gli "istruiti": il carabiniere e il barone interpretati da Stefano Guerra, gli avvocati Manzillo (Annaclara Martorelli) e Saratiello (Maurizio Jiritano), la dottoressa (Giusy Tringale), il Notaro (Chiara Simone).
Un mondo variegato reso molto bene dal dinamismo delle scene e la grande varietà delle singole interpretazioni.
Davanti a questi rappresentanti delle classi abbienti che manifestano un malcelato disprezzo per il popolino Memmo Ruoppolo non si piega, anzi, con ironia e sarcasmo ne svela tutti i trucchi.
Alla fine arriverà la "Fortuna", quella con la effe maiuscola, ma una fortuna da conquistare a caro prezzo, che farà riscoprire a Memmo i veri valori che sono gli affetti famigliari e lo porteranno infine ad esclamare "ti voglio bene Michelino!"
Un bellissimo lavoro di squadra unito a una grande professionalità questo spettacolo che si avvale anche dell'aiuto regia di Silvia Serangeli, costumi e trucco di Francesco Ruggirello, scenografia di Fabiana Fattore e Giampiero Bonomo, luci e audio a cura di Fabiana Fattore e Luca Belmonte.
Nella sala piena come un... uovo l'entusiasmo era palpabile, con tanti applausi e apprezzamenti a scena aperta e una vera e propria ovazione finale.
Nel salutare con un filo di malinconia questa bella rassegna che ci ha tenuto compagnia per tante settimane, grazie anche ad una fattiva collaborazione con l'associazione Cittainsieme, non ci resta che aspettare la premiazione dei vincitori nelle varie categorie: DOMENICA 1 MARZO alle ore 18, con una grande festa aperta a tutti al Teatro Studio8 !
Claudia Sebastiani