Il finanziamento di 14 milioni di euro con i fondi del PNRR potrebbe saltare per i ritardi che si sono accumulati nel corso degli anni
I ritardi della bonifica di S. Apollonia
I ritardi nella predisposizione della bonifica del sito inquinato di Sant’Apollonia mette a rischio il finanziamento di 14 milioni di euro con i fondi del PNRR. Perché la bonifica dovrà terminare a marzo 2026 per poter attingere alle risorse, ma l’intervento ad oggi, anche a causa dei dissapori con la proprietà del terreno, non è nemmeno iniziato. E mentre il commissario straordinario Paolo D’Attilio ha paventato il rischio di dissesto finanziario per l’ente nel caso in cui si dovesse iniziare e non portare a termine la bonifica nei tempi previsti, l’assessore regionale Fabrizio Ghera ha scaricato ogni responsabilità sul Comune di Aprilia, rispondendo all’interrogazione regionale proposta dalla consigliera di Sinistra Ecologista Alessandra Zeppieri.
“Ringrazio la collega - sottolinea l’assessore Fabrizio Ghera - che mi dà l’occasione di chiarire alcune imprecisioni. Il comune di Aprilia ha deciso due anni fa di fare l’intervento direttamente, quindi la decisione è del Comune, come ha fatto anche lo stesso Comune di Graffignano, mentre il Comune di Ventotene ha preferito che lo facesse la Regione. Se l’intervento non si fa e perché il Comune di Aprilia non è riuscito a portarlo avanti, ahinoi. Abbiamo fatto diversi incontri, sollecitati da me, sia col commissario sia con la Sogesid sia con anche la proprietà, in quanto la stessa dirigente regionale più volte ha rassicurato che si potessero fare occupazioni forzose per potere entrare nell’area e fare tutte le attività che vanno fatte. Purtroppo, per problemi forse tecnici o di altro genere che non abbiamo ben capito, siamo arrivati al momento in cui il Comune di Aprilia ad oggi non ha attivato nessun tipo di lavoro e abbiamo più volte sollecitato per fare questo. Quindi non è un problema di bilancio, perché ad oggi, comunque, l’intervento non è più realizzabile. Quindi abbiamo detto più di una volta che, se il Comune non fosse stato in grado, avrebbe provveduto l’ufficio regionale. Dopodiché ci continuano ad arrivare, ovviamente, delle interlocuzioni non chiare e abbiamo chiesto al Ministero se la Regione può riprendere l’intervento e continuarlo, ovviamente sapendo bene che sarà impossibile per i due anni di attesa e inazione da parte del Comune, va detto, dovuti anche al commissariamento”.
Ritardi che, secondo quanto riferito da Ghera, proseguono da almeno 2 anni, tanto da rendere impossibile il completamento dell’intervento.
“Ovviamente - ha chiarito - non sto dando responsabilità. Il commissario si è adoperato, ha fatto il possibile, però ad oggi noi vogliamo fare l’intervento. Ho chiamato personalmente il Viceministro deputato per chiedere lumi. C’è una nota in cui aspettiamo risposte per capire come procedere. Tra l’altro, il commissario stesso dice nella nota che ha mandato se ci sono altre strad, perché già noi in una precedente nota abbiamo scritto che la strada migliore ormai sarebbe che l’Ufficio regionale riprenda l’attività e possa portarla avanti, anche se ormai non possiamo garantire l’erogazione di intervento futuro. La Regione ha dei bilanci, quindi andrebbe stanziata dal Consiglio regionale una somma tale da poter fare quell’intervento, cosa che è possibile, ma oggi non sappiamo quando. Non avendo fatto il Comune nessun tipo di attività né di verifica né di individuazione dell’area per vedere quale tipo di inquinamento, qual è il tipo di intervento che va fatto, è chiaro che oggi non possiamo sapere quello che bisogna fare. Purtroppo, questi due anni sono passati e noi in realtà, a quasi un anno dall’insediamento del commissario, abbiamo subito chiesto di attenzionare la cosa. Ad oggi non ci sono stati interventi e credo non ci sia notizia di intervento ad horas. Quindi, ripeto, l’Ufficio regionale ha scritto al Ministero chiedendo di poterlo portare avanti”.
Secondo Ghera, ad oggi, l’unica strada percorribile sarebbe quella di iniziare l’intervento, anche se difficilmente potrà essere completato. Ciò comunque non comporterebbe il dissesto finanziario per il Comune di Aprilia.
“Non è che i lavori iniziano e si spendono tutti i 14 milioni di euro contemporaneamente. Si inizia un processo, si fanno tutte le attività propedeutiche, si affidano gli incarichi. Comunque, la Sogesid chiaramente si servirà di professionisti per dare un certo tipo di incarichi, quindi ci sono costi da sostenere. O li sostiene la Regione, o li sostiene il Comune, o la Sogesid, ma ci sono tutte le attività di verifica, campionamento, progettazione che hanno comunque un onere chiunque le faccia. Da questo punto di vista la Sogesid ha fatto una sua parcella. Chiaramente, anche per chiarirci le preoccupazioni espresse nella nota di cui parlava la Consigliera, sono da spiegare. È ovvio che non è che uno immediatamente spenda tutti i 14 milioni: prima vanno fatte delle attività, va fatta una gara per individuare l’operatore. Allora noi abbiamo detto: intanto facciamo tutte le attività prodromiche che fanno arrivare alla gara, poi in quel momento andremo al Ministero per verificare la possibilità di avere i fondi, o doverli erogare a livello regionale. Noi quindi in primis abbiamo messo l’attività di bonifica come prioritaria per la Regione Lazio. È chiaro che non dobbiamo e non vogliamo trovare ostacoli da parte di nessuno, e per nessuno intendo a 360 gradi, dobbiamo attivare quella procedura. Forse anche capendo male, o non avendo la possibilità di avere informazioni dirette, c’è stata molta confusione. Come vi ho detto, infatti, non è che la Regione ha chiesto al Comune di fare un intervento. È stata una scelta a livello locale che ad oggi non è stata ancora revocata, nonostante la nostra per due volte lo abbiamo richiesto per iscritto. Secondo noi, ormai sarebbe la scelta più giusta per far sì che sia la Regione, insieme al Ministero possano portare avanti la procedura. Probabilmente questa è una difficoltà anche dei Comuni, come quello di Aprilia, che avendo un numero di tecnici non adeguato, probabilmente ha difficoltà a fare tutti gli interventi previsti”.
Le responsabilità del Comune di Aprilia. Ogni responsabilità quindi, secondo Fabrizio Ghera, sarebbe da attribuire alle amministrazioni susseguitesi al governo della città di Aprilia, prima per aver scelto di chiedere il finanziamento con i fondi Pnrr per eseguire l’intervento ad livello locale, poi per gli enormi ritardi cumulati nell’avvio dell’opera e i rapporti tesi con la proprietà, che non ha consentito l’accesso all’area, hanno finito per completare il quadro. Una storia che rischia di ripetersi, visto che già nel 2009 il Comune di Aprilia perse un finanziamento regionale utile alla caratterizzazione dei quattro siti inquinati di Sant’Apollonia, Sassi Rossi, via Savuto e Prati del Sole.
“Sicuramente - ha aggiunto la consigliera Zeppieri - il Comune di Aprilia si è trovato a prendersi un impegno che poi, per i motivi che anche lei diceva, perché c’è stato un commissariamento che non ha permesso di portare avanti le cose come magari si era pensato, e in più anche questa difficoltà della mancata collaborazione da parte delle società proprietarie delle aree ha inciso profondamente. Io spero come prima cosa che si pensi anche a delle misure, so che è difficile, so che i tempi non ci sono, però, pensando anche ad un commissariamento, se si possono velocizzare i tempi e non perdere quei 14 milioni di euro, perché significherebbe anche un risparmio per le casse regionali. Questa via che lei propone di una competenza diretta da parte della Regione per affrontare e risolvere questo problema mi sembra una soluzione importante, anche perché la Regione è competente per quanto riguarda non solo tutto il tema dei rifiuti, ma anche la salute delle persone e, chiaramente, la bonifica di un’area inquinata deve essere prioritaria all’interno della nostra agenda politica. Io continuerò a seguire la situazione e gli eventuali sviluppi, augurandomi che presto si trovi una soluzione e che il territorio di Aprilia possa essere tutelato il più possibile”.
Francesca Cavallin