Dibattito a voce alta tra Reti di Giustuzia, Salvatore Lax ed Edoardo Baldo
In attesa del Governo
Il clima teso dopo gli spari e la bomba in centro, nell’attesa delle scelte del governo sull’ipotesi di sciogliere per infiltrazioni mafiose il Comune di Aprilia, ha alimentato la polemica sulle dichiarazioni rese ad analizzare una situazione confusa e al limite. Dopo le parole di Salvatore Lax e la presa di posizione dell’associazione Reti di Giustizia, arriva la replica di Fratelli d’Italia.
“Le associazioni culturali - ha dichiarato il coordinatore di Fratelli D’Italia Edoardo Baldo - rappresentano un patrimonio prezioso nella difficile congiuntura che la città di Aprilia si trova ad attraversare. Quando però l’analisi risulta priva di onestà intellettuale e minata dall’istinto di manipolare le informazioni per gettare selettivamente discredito su una precisa parte politica perché lontana dai propri riferimenti politici, si rischia di generare confusione e diffamare chi ama Aprilia, la città dove è nato, dove vive, lavora e dove cresce i propri figli, dove spera di proseguire con un’azione politica sana e orientata solo al bene della comunità. Questa premessa è d’obbligo, dopo aver letto la nota diramata nelle scorse ore dall’Associazione Reti di Giustizia, dove si ravvisa il chiaro intento di manipolare le parole pronunciate dall’ex presidente del consiglio Salvatore Lax, per condizionare l’opinione pubblica e gettare discredito su un intero partito. Solo filtrato con una buona dose di cattiva fede, il messaggio di Salvatore Lax può risultare non condivisibile, dal momento che lo stesso ha affermato che gli episodi violenti che si sono susseguiti nelle scorse settimane potrebbero nascondere la volontà dei gruppi criminali di minare ancora di più le istituzioni locali, al fine di ristabilire un controllo diretto sulla città tramite la strategia della paura e della confusione. Non è la prima volta che questa associazione prova a distorcere le parole di chi appartiene al nostro partito e a cercare di imporre il proprio pensiero quasi fosse la verità assoluta. Per questo, ci teniamo in questa sede a ribadire un concetto: chi di dovere è già al lavoro e leggendo gli atti stabilirà se sarà necessario procedere con lo scioglimento per mafia. Confidando che venga presto meno questa tendenza a conservare una memoria selettiva dei fatti, vorremmo approfittare di questo spazio per chiedere a questa associazione un chiarimento, ricordando alla stessa che non sarà né Reti di Giustizia né Fratelli D’Italia a stabilire la verità e chiarire le responsabilità delle persone coinvolte nell’inchiesta Assedio, ma la magistratura in fase processuale.
Pur avendo più volte ribadito di aver letto con cura gli atti contenuti nell’ordinanza dell’inchiesta Assedio, Reti di Giustizia pare dimenticare che i fatti oggetto di indagine risalgono al periodo 2018-2021, quando l’amministrazione era affidata al sindaco Antonio Terra, con Lanfranco Principi vicesindaco e Luana Caporaso assessore ai lavori pubblici”.
Tutti e tre sono stati indagati per capi d’imputazione diversi, solo Lanfranco Principi, vista la gravità delle accuse mosse e oggi ai domiciliari, ad oggi risulta rinviato a giudizio per un processo che inizierà a giugno prossimo.
“Fermo restando che restiamo garantisti - rimarca Edoardo Baldo - viene spontaneo domandarsi perché Reti di Giustizia non avverte l’esigenza di porre interrogativi a chi di quella giunta faceva parte, ma non manca mai di cercare risposte da Fratelli d’Italia, che all’epoca dei fatti sedeva tra i banchi dell’opposizione. Perché cade nella tentazione di mettere alla gogna un esponente del nostro partito travisando volontariamente il pensiero, ma dimentica di ricordare che durante la commissione volta a decidere sulla costituzione di parte civile del Comune di Aprilia nell’ambito del processo, fu proprio un esponente di Fratelli d’Italia a dirsi a favore di quell’atto? E di fatto, la costituzione di parte civile, al termine di un dibattito c’è stata. Siamo convinti che l’analisi di quanto accaduto rappresenti il primo passo per superare un momento difficile come quello che sta attraversando la nostra amata città. Strumentalizzare e distorcere la storia, gettare discredito per ragioni politiche su chi è completamente estraneo ai fatti rischia solo di generare confusione ed a trarne beneficio, non sarà certo una città che ha bisogno di tornare a credere nelle istituzioni”.
L’intervento di Salvatore Lax.
Anche Salvatore Lax si è difeso dalle accuse, chiarendo la sua posizione.
“Nelle scorse ore - ha detto - ho assistito con sconcerto al modo strumentale con cui l’Associazione Reti di Giustizia e in seguito anche alcuni partiti politici, hanno utilizzato le mie parole, pronunciate durante un’intervista nell’ambito di un evento organizzato dal mio partito per sostenere l’operato delle forze dell’ordine. Analizzando quanto accaduto ad Aprilia nelle ultime settimane, ho avanzato l’ipotesi che alcuni episodi violenti possano essere frutto della volontà da parte dei gruppi criminali di creare instabilità e minare ancora di più il ruolo importante svolto dalle istituzioni. A seguito di questa affermazione, qualcuno evidentemente mosso da cattiva fede, ha cercato di veicolare un messaggio ben diverso, tale da gettare discredito sul mio impegno politico, sulla mia persona e sul partito di cui faccio parte. Lungi dal rappresentare l’analisi propria di una associazione impegnata sulla diffusione della cultura della legalità, l’intervento di Reti di giustizia pare rispondere ad un chiaro disegno politico di parte, per affossare una precisa parte politica a vantaggio di quelli che sono riconosciuti come i propri referenti. Un atteggiamento inqualificabile e sono sinceramente dispiaciuto, come politico, come persona nata e cresciuta ad Aprilia e come padre. Vivo e lavoro nella città che amo, che voglio veder rinascere dopo la difficile situazione che stiamo vivendo. Sono convinto che la politica, quella buona fatta per le persone e tra le persone, sia una cosa seria. Ogni strumentalizzazione, ogni ricostruzione inesatta di fatti, date e circostanze, non colpisce solo la mia persona e il mio gruppo, ma non aiuta a raggiungere quella chiarezza di cui la nostra città ha bisogno.
Condanno fermamente qualsiasi azione illegale e contraria al mio concetto di buona amministrazione, come ho ribadito in tutte le sedi. Confido che chi di dovere farà chiarezza e prenderà le decisioni opportune sulla base delle evidenze che emergeranno dagli atti, ma non permetto a nessuno di strumentalizzare le mie parole, zittire o gettare fango su chi, all’epoca dei fatti non sedeva neanche in consiglio, né tra i banchi della maggioranza né tra quelli dell’opposizione. Chi si presta a strumentalizzazioni politiche, la smetta di nascondersi dietro simboli apartitici e valuti di misurarsi con la volontà dei cittadini quando ci sarà l’opportunità di tornare al voto”.
Francesca Cavallin