La Cisl contro il progetto che esonera l’azienda speciale dalle pulizie e parcheggi
Esternalizzazioni Asam
In attesa di capire quali saranno le sorti dell’azienda speciale Aprilia Multiservizi, la Cisl si scaglia contro il progetto di esternalizzazione, che riguarderà il settore che si occupa delle pulizie, la gestione dei parcheggi e altri servizi storicamente svolti da Asam. Per questo la Fp Cisl ha scritto al Prefetto di Latina nel tentativo di convincere l’ente a tornare sui suoi passi.
Il 2 Febbraio scorso infatti il sindacato di categoria ha organizzato un’assemblea con i lavoratori, durante la quale sono state espresse le perplessità e i timori rispetto alla decisione dell’ente, che da metà gennaio sembra aver fatto ripartire il progetto che prevede l’affidamento dell’attività di sanificazione degli edifici comunali (storicamente svolta dalla municipalizzata) alla Cns società cooperativa e nel prossimo futuro la cessione ai privati anche di altri servizi, come la gestione dei parcheggi a pagamento.
Un piano inaccettabile secondo l’organizzazione sindacale,come ribadito dalla segreteria generale della Cisl Fp di Latina Enza Del Gaudio, dal segretario provinciale agli Enti Locali Raffaele Paciocca, dal coordinatore territoriale Terzo Settore Leopoldo Gagliardi e dal segretario generale Felsa Cisl Marco Luppi, che hanno annunciato lo stato di agitazione e la volontà di interessare il prefetto.
“Crediamo sia necessario richiedere un incontro - ha dichiarato Enza Del Gaudio - portando questa vicenda all’attenzione del Prefetto di Latina, che poi chiamerà in causa la Commissione Straordinaria e il Collegio dei liquidatori. Parliamo di un’azienda importante con 180 lavoratori. In questo Paese i sindacati hanno un ruolo, dunque non è pensabile lasciarci senza notizie, senza contezza di quello che sta succedendo nella Multiservizi, di quello che ha deciso il Comune e dei motivi per i quali ha operato tali scelti che gravano sulla testa di tante famiglie. Perciò il Prefetto deve essere informato, così potrà darci indicazioni su come affrontare e risolvere la situazione”.
Inoltre il sindacalista critica il Comune per non aver impostato un percorso condiviso.
“Quando si devono prendere decisioni così importanti - afferma - vanno sentiti i sindacati, perché noi possiamo portare la voce dei lavoratori mentre invece in questo caso il personale non è stato coinvolto”.
Nel frattempo è stato deciso di posticipare il subentro del nuovo gestore del servizio pulizie, che sarebbe dovuto partire il 1 febbraio.
Per garantire senza ulteriori traumi questa fase di transizione è stata concordata una proroga all’Asam, che dovrebbe continuare con l’attività di sanificazione fino al 31 marzo.
Francesca Cavallin
Negli ultimi giorni si susseguono atti amministrativi e notizie di stampa che stanno alimentando una forte preoccupazione sul futuro dell’Azienda Speciale Aprilia Multiservizi e, soprattutto, sul destino dei suoi lavoratori.
Tale preoccupazione non nasce improvvisamente. Già nel Documento Unico di Programmazione (DUP) dell’Ente era stata infatti esplicitata l’ipotesi di una possibile dismissione dell’azienda speciale, delineando un indirizzo politico-amministrativo che oggi sembra trovare concreta attuazione attraverso una serie di atti conseguenti e tra loro coerenti.
Dal Piano Esecutivo di Gestione (PEG) recentemente pubblicato emerge una previsione di stanziamento economico parziale per Aprilia Multiservizi, in particolare per il settore tecnologico e manutentivo, che non risulta sufficiente a garantire la copertura dell’intero anno di attività a parità di servizi affidati.
I dati di bilancio evidenziano inoltre una significativa riduzione delle risorse destinate all’azienda nel triennio, accompagnata da un progressivo spostamento di alcune funzioni verso capitoli di spesa esterni alla Multiservizi.
La questione non riguarda un singolo servizio, ma investe l’intero comparto tecnologico affidato all’azienda, comprendente attività essenziali per il funzionamento della città quali il portierato, la gestione dei parcheggi e le manutenzioni ordinarie. Servizi che negli anni hanno garantito continuità operativa, economicità per l’Ente e stabilità occupazionale.
In questo quadro si inserisce la recente determina di affidamento esternalizzato del servizio di pulizie, storicamente svolto da Aprilia Multiservizi. Una scelta che, in assenza di clausole sociali, espone concretamente i lavoratori al rischio di perdita del posto di lavoro e rafforza il timore di un progressivo smantellamento delle attività aziendali.
Alla luce di questa sequenza di atti, appare legittimo interrogarsi se non si stia delineando un percorso di progressivo disimpegno del Comune rispetto alla propria azienda speciale, senza un confronto pubblico e trasparente sulle alternative possibili e senza una chiara assunzione di responsabilità politica.
Proprio per questo, da una gestione commissariale – con la politica formalmente distante – ci si sarebbe aspettati uno sforzo massimo per salvaguardare l’azienda pubblica, difendere l’occupazione e garantire continuità ai servizi, anziché procedere verso esternalizzazioni generalizzate che rischiano di produrre effetti sociali pesantissimi.
Nessuno nega gli errori del passato. Ma negli ultimi anni l’Aprilia Multiservizi e i suoi lavoratori hanno pagato un prezzo altissimo: sacrifici, riduzioni e impegni concreti, anche grazie al collegio dei liquidatori, finalizzati al risanamento dei conti e al miglioramento dell’efficienza dei servizi. A fronte di questo percorso, oggi si risponde con tagli e frammentazione dei servizi.
Salvare Aprilia Multiservizi significa difendere il lavoro, i servizi pubblici e la dignità di chi ogni giorno contribuisce al funzionamento della città.
La città di Aprilia merita verità.
I lavoratori meritano rispetto.
Su questi temi non possono esserci silenzi né ambiguità.
Davide Tiligna
Interrogazione parlamentare di Federica Onori
Disagi alla Sacida
Una nuova interrogazione parlamentare sui disagi vissuti dai residenti del quartiere Sacida di Aprilia, per sapere quanto la presenza del Tmb presente in zona incida sulla qualità della vita degli abitanti. A presentarla, interrogando il Ministro all’ambiente, la parlamentare di Azione Federica Onori, durante la seduta del 26 Gennaio scorso.
“Da tempo - si legge nel testo - i residenti di Aprilia esprimono forte preoccupazione per gravi problematiche igienico-sanitarie e ambientali. Nel quartiere residenziale di Sacida-Campoverde è presente un impianto di trattamento biologico di rifiuti indifferenziati con una capacità di circa 1.320 tonnellate giornaliere e 410.000 tonnellate annue, che produce per il 50 per cento combustibile solido secondario (CSS) e per il restante 50 per cento residui di lavorazione (sovvalli), destinati a stoccaggio indefinito. Tale impianto è stato autorizzato in via sperimentale nel 1999 con obbligo di ripristino dello stato originario a fine sperimentazione, termine mai definito, divenendo di fatto permanente. I residenti riferiscono di notevoli disagi a causa di inquinamento acustico ed emissioni maleodoranti, che compromettono la qualità della vita e della salute, costringendoli a rimanere in casa anche nei mesi estivi. L’ampliamento progressivo dell’impianto si inserisce in un contesto di emergenza rifiuti regionale, aggravando una situazione già critica in un territorio che ospita cinque discariche, tre siti di bonifica ad alta pericolosità (SIR), sei siti ad alta pericolosità, otto siti da bonificare di priorità inferiore e cinque industrie a rischio incidente rilevante (RIR – SEVESo)”.
“Il verbale Arpa Lazio del 29 maggio 2020 - prosegue la deputata - ha evidenziato la presenza massiccia di rifiuto codice CER 190501 nell’area di stoccaggio dell’azienda Rida Ambiente. Secondo un’analisi epidemiologica riferita al periodo 2001-2011, Aprilia presenta tassi di mortalità oncologica superiori alla media regionale. I residenti della zona di Sacida sono ancora privi di rete fognaria e acqua potabile, con i pozzi contaminati. Con grande sconcerto della popolazione locale, il 27 novembre 2024, con nota dell’Area Rifiuti regionale, è stata confermata l’intenzione di realizzare una discarica ad Aprilia, in località Sant’Apollonia, dando parere favorevole a un progetto del 2022 della società Frales. Ulteriore sconcerto ha suscitato la determina regionale del 30 dicembre 2024, che ha autorizzato la realizzazione di un impianto di produzione di CSS da rifiuti speciali con una capacità di 495.000 tonnellate annue di rifiuti in ingresso, producendo tra 297.000 e 420.750 tonnellate annue di CSS e inviando in discarica tra 74.250 e 198.000 tonnellate annue di residui, proprio nell’area destinata mitigazione ambientale a verde prevista dall’ampliamento del 2020”.
Alla luce di quanto esposto, la parlamentare ha chiesto al Ministro quali azioni intendano intraprendere, nell’ambito delle rispettive competenze, per verificare i fatti esposti, mettere in sicurezza le aree interessate di Aprilia e adottare soluzioni strutturali a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini nel lungo termine.
Francesca Cavallin