territorio & tradizione
Il Torvicello tra i banchi di scuola:
la tradizione pometina incontra i futuri chef
Il progetto “A scuola di Torvicello”, promosso dal Comune di Pomezia in collaborazione con ARSIAL,
ha coinvolto gli istituti alberghieri di Marino, Ostia e Maratea in un percorso teorico-pratico
dedicato alla pasta simbolo del territorio pometino.
Ci sono tradizioni che restano vive finché qualcuno sceglie di insegnarle. Non basta conservarle in un racconto, nominarle ogni tanto, ricordarle come qualcosa che appartiene al passato. Alcune tradizioni hanno bisogno di tornare tra le mani, di essere impastate, osservate, capite. Hanno bisogno di entrare nei luoghi dove si formano i ragazzi che, domani, potranno continuare a raccontarle attraverso il proprio mestiere.
È da questa consapevolezza che nasce “A scuola di Torvicello”, il progetto promosso dal Comune di Pomezia in collaborazione con Regione Lazio e ARSIAL, pensato per portare negli istituti alberghieri la storia e la tecnica di una pasta profondamente legata al territorio di Pomezia e Torvaianica.
Il progetto prende forma sulla scia della prima Masterclass “Il Torvicello”, realizzata lo scorso Dicembre, sempre con il contributo della Regione Lazio ed Arsial. In quell’occasione, il confronto con studenti, chef, giornalisti e operatori del settore aveva mostrato con chiarezza l’interesse e l’importanza di tramandare questa tradizione alle nuove generazioni. Da qui la scelta di proseguire il percorso, trasformando l’esperienza iniziale in un format didattico pensato per le scuole alberghiere.
La Masterclass “A scuola di Torvicello” si è sviluppata in tre giornate formative, ospitate dagli istituti alberghieri di Marino (Rm), Ostia (Rm) e Maratea (Pz). Tre scuole diverse, tre gruppi di studenti, tre territori differenti uniti dallo stesso obiettivo: far conoscere il Torvicello non solo come ricetta, ma come memoria, tecnica e identità.
Nelle due tappe romane, a Ostia e Marino, la lezione è stata condotta dallo chef Davide Sagliocco, chef e docente di tecnica di cucina professionale, ambasciatore della cucina italiana e professionista da anni impegnato nella formazione delle nuove leve della ristorazione. Proprio durante la prima Masterclass dedicata al Torvicello, Sagliocco ha conosciuto questa pasta tradizionale e ne ha appreso la tecnica secondo il metodo tramandato da Marco Giuliani, mastro pastaio di Pomezia e custode della tradizione. Da quell’esperienza è nato un passaggio ulteriore: trasformare quanto appreso in un percorso formativo rivolto agli studenti, portando il Torvicello dentro le scuole alberghiere attraverso una didattica fatta di racconto, tecnica e pratica diretta. La tappa di Maratea è stata invece affidata allo chef Pasquale Carluccio, chef e maestro pizzaiolo lucano che ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale. Tra questi, il suo ingresso nel prestigioso Collegium Cocorum della Federazione Italiana Cuochi, una delle più alte onorificenze dedicate ai professionisti della cucina italiana. Dopo aver appreso le tecniche dal mastro pastaio Marco Giuliani, Carluccio ha guidato gli studenti nella realizzazione della pasta, portando il Torvicello fuori dal suo territorio di origine e trasformandolo in occasione di confronto con un’altra realtà formativa italiana. Il percorso è stato teorico e pratico insieme.
Gli studenti hanno conosciuto la storia del Torvicello, il suo rapporto con il territorio pometino e le tecniche necessarie alla sua realizzazione; poi hanno lavorato direttamente sull’impasto, sperimentando la manualità necessaria per dare forma a una pasta che non cerca la perfezione industriale, ma conserva il valore dell’irregolarità, del tempo e del gesto umano. La Masterclass è stata accolta con particolare interesse dall’istituto lucano, dai docenti e dagli stessi studenti, che hanno riconosciuto nel progetto un’occasione di arricchimento culturale e di confronto con una tradizione gastronomica nata in un altro territorio italiano. Da parte della dirigenza è emerso anche il desiderio di dare continuità a questo incontro, aprendo alla possibilità di un futuro scambio tra prodotti identitari e tradizioni gastronomiche dei rispettivi territori. Perché quando una ricetta riesce a uscire dal proprio luogo d’origine e a parlare ad altri studenti, ad altre mani e ad altre storie, smette di essere soltanto patrimonio locale e diventa cultura condivisa. La scelta di coinvolgere queste tre realtà scolastiche ha dato infatti al progetto un respiro più ampio. Il Torvicello è partito da Pomezia, ma ha incontrato territori diversi, ognuno con la propria cultura gastronomica, il proprio modo di vivere il cibo, la propria relazione con la formazione e l’accoglienza. In questo passaggio, la pasta pometina è diventata uno strumento di dialogo tra scuole, luoghi e giovani futuri professionisti della ristorazione. «Il Torvicello è una parte della nostra identità e raccontarlo ai ragazzi significa consegnare loro un pezzo della storia di Pomezia», dichiara il Sindaco Veronica Felici, che commenta: «Dopo la prima Masterclass abbiamo compreso quanto fosse importante continuare questo percorso, portando la tradizione dentro le scuole e affidandola alle nuove generazioni.»
Per Cristiano Davoli, Assessore ai Servizi Sociali, Sport, Istruzione, Promozione del Territorio e Comunicazione, il valore del progetto sta proprio nella sua capacità di unire scuola e territorio: «A scuola di Torvicello è un progetto concreto, perché trasforma una tradizione locale in esperienza formativa.
Parlare ai giovani significa costruire continuità: non solo raccontare una storia, ma renderla competenza, partecipazione e occasione di crescita.» A sottolineare il legame con le produzioni locali è Irene Mura, Assessore alle Attività Produttive e Internazionalizzazione, Politiche Agricole, Caccia, Pesca, Politiche Forestali e Valorizzazione dei Prodotti Tipici Locali: «Il Torvicello rappresenta un prodotto identitario, capace di tenere insieme cultura agricola, saper fare artigianale e valorizzazione delle eccellenze del territorio. Portarlo nelle scuole significa rafforzare il rapporto tra formazione professionale, prodotti tipici e comunità.» Ed è proprio questo il valore più forte del progetto: non limitarsi a celebrare una tradizione, ma rimetterla in circolo. Farla uscire dalla memoria locale per trasformarla in competenza, esperienza e racconto condiviso.
In un tempo in cui si parla spesso di patrimonio gastronomico italiano, “A scuola di Torvicello” sceglie una strada semplice e concreta: partire dai ragazzi. Perché sono loro, con le mani ancora in formazione e lo sguardo aperto, a poter dare futuro a ciò che rischierebbe di restare soltanto ricordo. Alla fine delle tre giornate resta l’immagine di una tradizione locale che attraversa le scuole, incontra nuovi territori e torna a vivere dentro un percorso di formazione reale.