Intervista a Fucci che nel 2013 diventò sindaco di Pomezia con il M5S
Fabio Fucci contro tutti
Tredici anni fa, alle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013, Fabio Fucci diventò Sindaco di Pomezia sostenuto dalla lista del M5S. Per la prima volta a Pomezia alla guida dell’amministrazione vi fu un autentico cambio generazionale con tutti volti nuovi e con un sindaco poco più che trentenne. Incontro dopo molto tempo Fabio Fucci e gli chiedo subito cosa gli è rimasto di quella data.
“Indubbiamente l’esperienza fatta da sindaco della mia città è stata una delle più significative della mia vita. E’ stato un periodo molto impegnativo a cui mi sono dedicato con grande intensità e dedizione. L’eredità ricevuta era decisamente pesante: Pomezia era ad un passo dal fallimento finanziario, era una città sporca e allo sbando con servizi inefficienti e macchiata da vicende giudiziarie che avevano colpito molti esponenti politici locali. I primi due anni sono stati i più complicati: le risorse erano veramente limitate ma ciò nonostante la priorità era invertire la rotta e iniziare a programmare e pianificare tutti gli interventi che sono arrivati negli anni successivi. Se guardo ai risultati ottenuti in quel periodo non posso che constatare che negli anni in cui ho avuto l’onore di essere sindaco di Pomezia, la città stava rifiorendo. Opere pubbliche, nuovi servizi, l’attenzione per le scuole e per i più deboli, una città decorosa e soldi dei cittadini spesi bene. Tutto aveva preso una direzione chiara e positiva”.
- Prima delle ultime amministrative locali lei Fucci si era impegnato con altri per creare un polo di centro destra nuovo, progetto poi fallito con la candidatura dell’attuale sindaco Veronica Felici e la vostra uscita di scena. Mi spiega come è andata? Quali errori avete commesso?
“Io mi sono impegnato in quegli anni per spingere i partiti del centrodestra a costruire un progetto di Città che avesse come priorità lo sviluppo economico e sociale della nostra comunità, avendo come guida l’esperienza fatta negli anni da sindaco e consigliere comunale. Decoro, pulizia, sicurezza, investimenti per l’area industriale e potenziamento delle attività economiche erano temi su cui stavamo lavorando. Avevo deciso di dedicarmi a quel progetto senza avere ambizioni di candidatura, dal momento che io avevo deciso di dare il mio supporto dall’esterno. Tutto aveva funzionato correttamente fino a pochi giorni dalla presentazione delle liste. Il candidato sindaco che avevamo scelto non era certamente Veronica Felici ma nonostante questo i partiti (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia) decisero dalle sedi centrali di forzare la candidatura di Felici contrastando le nostre indicazioni. Ma c’è di più: ho iniziato a vedere nelle “bozze” di candidature delle liste i nomi dei soliti impresentabili e persone che nella loro vita a tutto avevano pensato tranne che al bene di Pomezia. Tutto ciò per me era inaccettabile e a quel punto ho deciso di abbandonare il progetto lasciando anche ogni ruolo che avevo all’interno della Lega abbandonando ogni attività legata ai partiti. Il mio più grande errore è stato dare fiducia alle segreterie di partiti che certamente non hanno a cuore le sorti della nostra città. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno imposto un sindaco, Felici, che a Pomezia nemmeno ci dorme e che ha portato in Giunta ed in Consiglio Comunale personaggi che con Pomezia non hanno nulla a che fare. A volte sembra di assistere al consiglio comunale di Ardea piuttosto che a quello di Pomezia”.
- Come giudica l’attuale amministrazione ed il sindaco Felici?
“Il mio giudizio è fortemente negativo. Felici non sarà ricordata per nulla più che per le sagre a cui ha partecipato con tanto di foto a tema panini e pastasciutta. Un sindaco che in questi anni ha cambiato più assessori che calzini è il simbolo di un’incapacità che era nota ben prima della sua candidatura. Questa instabilità ovviamente ha avuto ed ha un impatto negativo verso l’azione amministrativa. Non è un caso che la città sia più sporca che mai con servizi inefficienti nonostante questi pesino molto sulle tasche dei cittadini. Sulla nettezza urbana Felici è riuscita a peggiorare quanto di male era stato fatto dall’amministrazione 5 Stelle di Zuccalà: sono stati buttati al vento centinaia di migliaia di euro in cause e affidamenti per avere sporcizia in ogni angolo della città e la differenziata che sta tornando indietro. Che dire della mensa scolastica, poi: cibi freddi, di pessima qualità, stoviglie sporche e famiglie esasperate. Anche sulla scuola Felici sta peggiorando quanto di male aveva già fatto l’amministrazione pentastellata. Sulla sicurezza tanto cara al centrodestra non ha mosso una foglia e continua a buttare milioni di euro in opere che rimarranno incompiute ancora una volta: vedi il teatro comunale. Felici si è dimostrata inconcludente quanto chi l’ha preceduta nonostante abbia beneficiato di ingenti fondi messi a disposizione dal governo centrale e regionale”.
- Condivide l’operato dei partiti di opposizione?
“Se Atene piange, Sparta non ride”, mi viene da dire. Ormai i 5 Stelle sono diventati, purtroppo, la succursale estremista del Partito Democratico: una specie di nuova “Rifondazione Comunista” di Bertinottiana memoria. Lo dico con un velo di dispiacere e tristezza: ho investito tanto tempo ed energie per la crescita di “quel” Movimento che era nato per essere “né di destra, né di sinistra” e che ora invece è diventato proprio come chi diceva di combattere, se non peggio. In Consiglio Comunale sono inesistenti, in città non sono più da traino per nessuno. E pensare che un tempo erano i 5 Stelle ad influenzare (e a rivoluzionare) la politica mentre ora si fanno portare a spasso dal PD e compagni. Dispersi! Il Partito Democratico è sempre molto impegnato a definire le sue correnti interne, fazioni, baroni e baronetti per dedicarsi veramente al bene comune. Come al solito mancano di concretezza, perennemente persi nelle loro battaglie idealiste su temi che distano anni luce da Pomezia. Pur avendo materiale quotidiano per denunciare i disastri di chi governa, non riescono nemmeno a far lavorare la commissione trasparenza per incalzare la maggioranza. Evanescenti!”
- Il suo excollega del Movimento Adriano Zuccalà è consigliere regionale del M5S; è stato più bravo di lei o semplicemente solo più fortunato?
“Sul fatto che sia stato fortunato parlano i dati: inizialmente non era rientrato tra gli eletti nel Consiglio Regionale. Per fare un paragone numerico: Zuccalà nel 2023 prese molte meno preferenze di Valentina Corrado che fu anch’essa eletta nel 2018. Solo le dimissioni del candidato presidente dei 5 Stelle Donatella Bianchi hanno fatto sì che lui venisse ripescato tra i non eletti in Regione. Ad ogni modo complimenti a lui per esserci riuscito: è stato bravo ad essere fortunato”.
- Cosa ne pensa di Valentina Corrado ritornata sulla scena come assessore ad Anzio?
“A lei voglio fare i migliori auguri per la sua carriera nel Partito Democratico e conferirle la medaglia al valore per la sua faccia di bronzo. Quando decisi di candidarmi di nuovo a sindaco di Pomezia con le liste civiche lei mi scrisse: “Sofocle disse: Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede gestire il potere. Per la mia esperienza posso dire che non si conosce la natura di un uomo fino a quando non è tenuto a lasciare un posto di potere. E’ singolare quello che si è ritrovata a fare lei pur di guadagnare “posti di potere”. E’ passata dall’essere la “paladina” anti Zingaretti in Regione ad essere nominata assessore regionale proprio da Zingaretti e ora di nuovo come assessore comunale ad Anzio in quota PD. Credo che dovrebbe scusarsi ma sono altrettanto convinto che non lo farà”.
- Spesso su facebook trovo commenti positivi sul suo periodo da Sindaco. Ne è consapevole.
“La mia frequentazione social è sicuramente meno assidua di un tempo ma anche io ritrovo con piacere testimonianze di quanto il mio lavoro da sindaco sia ancora oggi apprezzato. Mi capita frequentemente che i cittadini che mi incontrano di persona manifestino il loro apprezzamento per come fosse ben gestita la città in quegli anni. E sono veramente tanti quelli che mi chiedono: “quando tornerai a fare il sindaco?”. A distanza di quasi dieci anni è veramente gratificante ricevere ancora tanto affetto ed il riconoscimento del lavoro svolto. Avrei voluto fare tanto altro e purtroppo aver mancato di un soffio il mio secondo mandato da sindaco aumenta il rammarico per la decadenza a cui abbiamo assistito negli anni a venire. Prima i 5 Stelle con Zuccalà e ora il centrodestra con Felici non sono stati minimamente in grado di avvicinare i risultati raggiunti negli anni del mio incarico e tutto questo è stato causato dalla ottusità del M5S che piuttosto che puntare sulla meritocrazia decise di affidarsi all’improvvisazione”.
- Dal 2023 lei si è allontanato dalla politica attiva, sente la tentazione di ridiscendere in campo?
“Ci penso spesso, ogni volta che vedo che qualcosa che funziona male in città e ricordo il duro lavoro fatto per farla funzionare. A chi me lo chiede ogni volta fornisco la stessa risposta: sarei pronto ad un nuovo impegno politico a patto che ci siano le condizioni per lavorare su un progetto basato su idee concrete e realizzabili, con persone affidabili ed oneste e senza alcun condizionamento di quei partiti che, con la loro intromissione, hanno condannato Pomezia al degrado a cui stiamo assistendo”.
A.S.