Il Sindaco di Roma, nonchè Commissario straordianario per il passato Giubileo 2025, ha dato il via dei lavori per l’inceneritore di Santa Palomba
Gualtieri apre il cantiere del termovalorizzatore
Lo scorso 14 maggio 2026 si è tenuto a Santa Palomba lo scandaloso coup de théâtre del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri — nel doppio ruolo di primo cittadino della Capitale e Commissario straordinario per il passato Giubileo 2025 — che inforcando la pala, ha dato il via ai lavori di realizzazione dell’inceneritore, ribattezzato con l’eufemismo istituzionale “termovalorizzatore”, come se il cambio di nome potesse cancellare la realtà di 600.000 tonnellate di rifiuti all’anno da bruciare nei pressi di un ambito agricolo a pochi chilometri da Ardea e Pomezia e dai centri abitati dei Castelli Romani come Albano, Ariccia, Genzano e Lanuvio. Non un atto istituzionale ma un gesto autocratico, di chi dispone di poteri commissariali che esautorano di fatto qualsiasi voce contraria. Il Consigliere Giacomo Castro in quota Valore Civico non ci sta: “Quello che abbiamo visto è un atto di prepotenza istituzionale. Gualtieri con quella pala ha vestito panni di passata memoria, non del sindaco di una città europea del XXI secolo. La pala è il simbolo di una volontà calata dall’alto su un territorio che non ha scelto questo fardello e che lo rifiuta con ogni mezzo democratico a disposizione.”
Inaugurazione in piena campagna elettorale: una coincidenza inquietante. Non può sfuggire che la cerimonia sia avvenuta in piena campagna elettorale nei Comuni di Albano, Ariccia e Genzano di Roma.
“Viene quanto meno il sospetto - dichiara Castro - che esista un accordo trasversale non dichiarato tra chi nel centrosinistra romano difende l’inceneritore a ogni costo e chi si oppone a parole ma non nei fatti. Il risultato è che Gualtieri è arrivato a danneggiare, con il suo esibizionismo da cantiere, le coalizioni nei Castelli Romani che comprendono il suo stesso partito. Coalizioni che, nemmeno a dirlo, sono uscite in difficoltà in tutti e tre i comuni al voto”.
La volontà inceneritrice infatti è trasversale e annovera interessi stranieri. Non va dimenticato che dietro al progetto e al cartello societario che dovrà realizzare e gestire l’impianto per 33 anni non ci sono solo logiche politiche interne ma anche grandi società straniere, come il colosso francese Suez.
“Quando parliamo di inceneritore di Roma - sottolinea Castro, - parliamo di un affare miliardario che coinvolge capitali e interessi. Le forze che spingono per la sua realizzazione sono enormemente potenti e attrezzate. Ma questo non significa che la battaglia sia persa: significa che dobbiamo continuare a combattere, cittadini, rappresentanti politici, associazioni locali con ancora più determinazione, nelle aule dei tribunali come nelle piazze”.
La battaglia non è conclusa: i ricorsi sono ancora in piedi. Vedere il Sindaco di Roma che dà l’avvio ai lavori di realizzazione del mostro brucia-rifiuti può essere demoralizzante per i cittadini. In questo contesto la tentazione di mollare la battaglia è comprensibile, ma lasciare il campo agli autocrati romani sarebbe un grave errore (e quello che loro sperano!). In realtà vanno fatte alcune considerazioni. Prima fra tutte, Gualtieri con questa mossa lega interamente la propria figura politica alle sorti dell’inceneritore. E’ una prova di forza oppure di debolezza? Altra considerazione, il cantiere può partire, ma la partita legale è tutt’altro che chiusa. Infatti sono tuttora pendenti numerosi ricorsi delle associazioni ambientaliste e dei Comuni davanti al TAR del Lazio, alla giustizia amministrativa e al Tribunale delle acque pubbliche. Inoltre, a quanto è dato di sapere continuano le indagini penali ad opera delle Procure. In breve, questo è il momento nel quale la guardia non va abbassata.
“Gualtieri può inforcare quante pale vuole - conclude il Consigliere Castro - ma finché i giudici non si pronunciano definitivamente, l’inceneritore di Santa Palomba non è un fatto compiuto. Le istituzioni coinvolte sono infatti numerose e non sono granitiche.
I cittadini non devono arrendersi! Non devono mollare! Le associazioni dei Castelli Romani, di Pomezia e di Ardea, unitamente a rappresentanti istituzionali come il sottoscritto, porteranno avanti ogni azione legale e ogni forma di mobilitazione civile: i cittadini sostengano la loro e nostra azione! Chi può partecipi anche con una piccola cifra le spese legali delle associazioni. La tutela della salute pubblica e di un territorio agricolo di straordinario valore non si negozia”.
Non vi è dubbio che la salute dei cittadini, la qualità dell’aria, la tutela delle falde acquifere e del paesaggio agricolo dei Castelli Romani, di Ardea e di Pomezia non possano essere sacrificati sull’altare di una gestione dei rifiuti romani che scarica i propri problemi sui Comuni limitrofi. Il territorio merita rispetto, non pale piantate a terra da chi esercita poteri straordinari senza alcuna legittimazione locale. Quanto auspicato è che i cittadini mantengano sangue freddo e continuino a sostenere la protesta. La partita infatti è ancora aperta.
Il Team di Valore Civico