Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Primo Cittadino di Pomezia che ci ringrazia per il lavoro che svolgiamo da 40 anni sul territorio
Tre anni di governo di Veronica Felici
Il sindaco Veronica Felici, in occasione del terzo anniversario del suo mandato ci ha inviato la lettera che di seguito pubblichiamo. Una lettera che esprime rispetto per il nostro giornale e per questo ringraziamo il primo cittadino. In 40 anni di vita del giornale abbiamo cercato di dare una informazione educativa e conoscitiva del territorio; fin dall’inizio abbiamo voluto una testata giornalistica libera, corretta, imparziale, dando spazio a tutte le forze politiche e soprattutto alle realtà associative. Continueremo a farlo avendo come unico obiettivo quello di informare nel migliore dei modi i cittadini.
“Caro Direttore, in questi tre anni del mio mandato da Sindaco di Pomezia, oltre alle comunicazioni istituzionali, sento il desiderio di dedicare qualche riga al suo giornale e a lei, per ringraziarvi del lavoro che svolgete. Sono cresciuta a Pomezia, e il Pontino ha sempre fatto parte della mia quotidianità: da bambina lo leggevo per capire cosa accadeva nella mia città, per orientarmi tra i fatti di cronaca e la vita del territorio. Ritrovarlo oggi, da Sindaco, è stato come riaprire un filo di memoria che unisce passato e presente. In questi anni ho potuto apprezzare il vostro modo di raccontare ciò che stiamo portando avanti come amministrazione: progetti, iniziative, visioni e criticità narrati con equilibrio, dando spazio alle diverse anime della nostra città. Perché Pomezia è davvero unica: ha l’anima del mare e delle bellezze naturali di Torvaianica, quella produttiva e innovativa della sua area industriale, e quella più intima fatta dalle persone, dalle loro storie, dalle loro battaglie. E ha anche un’anima storica e culturale profonda, che affonda le sue radici nella doppia fondazione: quella mitica di Enea, che lega il nostro territorio al racconto delle origini della civiltà latina, e quella moderna degli anni ’30, quando famiglie arrivate da tutta Italia hanno costruito una città nuova, gettando il seme della Pomezia di oggi. Il Pontino riesce a tenere insieme tutto questo: le radici antiche e quelle più recenti, le vocazioni diverse, le identità che convivono. È voce di una comunità complessa e viva, capace di restituire la profondità di una città che cambia ma non perde il senso della propria storia. Ed è proprio in una realtà così articolata che il ruolo che ricopro diventa ancora più impegnativo. Comunicare ciò che viene fatto, spiegare le scelte, far arrivare ai cittadini la visione e il lavoro quotidiano non è sempre semplice, soprattutto per una donna che ricopre per la prima volta questo incarico nella storia della città. In alcuni contesti pubblici il confronto può essere più esigente, e questo rende ancora più importante avere strumenti di informazione che scelgono la misura, la correttezza e il rispetto dei fatti. Fin dal primo giorno del mio mandato ho scelto una strada chiara: incontrare i cittadini, ascoltarli, accoglierli nel mio ufficio — nei limiti del possibile della mia agenda — o andare io stessa nei luoghi dove la città vive: associazioni, comitati di quartiere, realtà produttive, spazi sociali.
Era un impegno preso in campagna elettorale, ed è ciò che in questo anno sono riuscita a rendere concreto. Continuerò a farlo, perché credo che una comunità si costruisca solo attraverso relazioni vere, presenza e dialogo. In questo percorso, un ruolo fondamentale lo hanno avuto — e continuano ad averlo — le forze dell’ordine, le forze armate e tutte le istituzioni preposte alla sicurezza che sono uno dei pilastri del mio mandato. Perché una città che mette al centro i cittadini deve prima di tutto garantire loro un territorio sicuro, presidiato, capace di rispondere con tempestività ai bisogni e alle emergenze.
Le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano per la sicurezza di Pomezia rappresentano il primo punto di riferimento per la comunità: conoscono le strade, le fragilità, le criticità, e sono parte integrante del tessuto umano della città.È in questa visione che si inserisce il “Pacchetto Sicurezza”, un insieme di misure che la mia amministrazione ha rimesso al centro del lavoro quotidiano, rafforzando in modo concreto il rapporto con le forze dell’ordine e riportando la sicurezza urbana tra le priorità della città. Abbiamo avviato questo percorso con un primo atto fondamentale: la delibera che apre alla sottoscrizione del protocollo d’intesa con la Prefettura di Roma per la gestione integrata del sistema di videosorveglianza e della rilevazione targhe. Un passo che consolida la collaborazione tra Comune, Polizia Locale e Carabinieri, e che porterà alla piena operatività della nuova control room presso la Compagnia dei Carabinieri di Pomezia, collegata alla sala operativa della Polizia Locale, garantendo un presidio continuo e un intervento più rapido ed efficace. Oggi il sistema conta oltre 200 telecamere attive nei punti strategici della città, alcune predisposte per il rilevamento targhe: un investimento che colloca Pomezia tra i Comuni del Lazio con la dotazione più alta in rapporto agli abitanti e che rappresenta un impegno concreto verso legalità, prevenzione e tutela dei cittadini e delle attività del territorio. Pomezia sa eccellere in tanti settori, e questo percorso lo dimostra: una città che cresce quando valorizza le proprie risorse, a partire da chi ogni giorno la rende più sicura, più vivibile, più attenta ai bisogni reali delle persone.
Ed è proprio in questo lavoro quotidiano — fatto di ascolto, presenza e responsabilità — che riconosco il valore del Pontino: dare voce a quella stessa parte umana della città che io incontro ogni giorno. Le persone, le loro storie, le loro preoccupazioni, le loro speranze. In un tempo dominato dal digitale, dove tutto scorre veloce e spesso si perde il senso delle cose, il vostro giornale riesce a restituire profondità. Racconta le anime di Pomezia: quella del mare e delle bellezze naturali di Torvaianica, quella produttiva e innovativa, quella storica e culturale, e quella più intima fatta di relazioni, di vicinato, di comunità. E c’è qualcosa di prezioso nel vedere i cittadini che tornano ad aprire il giornale seduti ai tavolini di un bar, o sfogliarlo in un parco della città. È un gesto semplice, ma dice molto: significa fermarsi, prendersi il tempo di capire, di informarsi, di sentirsi parte di un territorio. Il Pontino accompagna questo gesto, lo rende possibile, e continua a essere un punto di riferimento per chi vuole leggere la città con uno sguardo attento e rispettoso. Una città aperta che sta riscoprendo il senso di comunità che da troppo tempo mancava: fatto di rispetto delle tradizioni, di valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti, e di una rinnovata attrattività di Pomezia e Torvaianica in ogni stagione dell’anno. Chiudo ringraziandovi per il lavoro che fate. Continuate a svolgerlo con la stessa attenzione e serietà che vi contraddistinguono: per Pomezia siete un punto di riferimento prezioso, capace di accompagnare la città nel suo percorso di crescita con uno sguardo lucido e rispettoso”.
A.S.