L’immigrazione selvaggia alimenta una deriva autoritaria
Reazione al caos
Le elezioni tedesche costituiscono un altro plastico esempio di una tendenza ormai consolidata nel mondo occidentale e cioè del deciso spostamento della politica sulle posizioni della destra storica e reazionaria. Sul piano dei costumi e della vita sociale il graduale scadimento dell’ideologia woke e della sua grammatica di atteggiamenti posticci ed un ritorno alla semplicità delle cose come la natura comanda.
Le grida allo scandalo per le piu piccole scorrettezze politiche cozzano con la realtà cruda di un mondo che si deve confrontare con guerre in casa e crisi alla porta. La difesa delle tesi di un populismo becero tengono partiti politici delle sinistre occidentali ancorati a forme di socialismo universale e del diritto di ogni essere umano di circolare liberamente alla ricerca del benessere. Atteggiamento che se si addice al Pastore di San Pietro provoca situazioni catastrofiche se perorato da chi ha il difficile compito di governare e di difendere i confini e sicurezza della propria nazione.
Ho recentemente assistito ad un comizio del Segretario Generale della CGIL, Landini, il quale ha dato certezza ad un’ipotesi, quando ha invitato i cittadini a votare il referendum che liberalizza l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte degli immigrati. Una volta i sindacati facevano barricate per difendere la classe operaia, quella delle fabbriche e delle periferie, ma oggi che il proletariato ha voltato le spalle ad un sindacato ed ad una parte politica che hanno scelto chi abita le ZTL, c’è la corsa all’immigrato, al nuovo reietto, così prima diventa cittadino italiano e prima potrà rimpolpare la carenza di tessere sindacali e votare per i partiti a cui i sindacati tirano sempre la volata; se serve anche “una rivolta sociale” ben venga. Se la destra Francese si limita al sogno di “Grandeur” e quella italiana cerca di italianizzare l’Italia, quella Ungherese e Polacca assumono atteggiamenti significativamente reazionari.
La vittoria elettorale della’AFD tedesca non lascia adito a dubbi: è la vittoria di un partito nazional-fascista, una realtà politica che, se a livello nazionale ha più che raddoppiato i propri consensi, diventando il secondo partito, nei 5 lander della vecchia DDR è il primo partito assoluto.
Che cosa accomuna tutti questi partiti? La sempre crescente opposizione a quel fenomeno su cui alcune sinistre europee ripongono la loro ambizione di futuri successi: le ondate migratorie. Tutti, proprio tutti i partiti della destra europea senza contare, per facilità di sintesi, la vittoria di Trump negli USA, hanno al primo punto del loro programma la lotta all’immigrazione incontrollata. Una lotta che, pur se con modalità attenuate, viene ormai caldeggiata anche da leader illuminati della sinistra come il primo Ministro Inglese Starmer o quello Spagnolo Sanchez.
La politica delle frontiere libere sta creando problemi ogni giorno alle società del vecchio continente: assalti predatori, violenze private, attacchi alle forze dell’ordine, stupri e molestie e furti ad ogni angolo delle grandi città riportano sempre a persone che sono arrivate in modo illegale e che, spesso, erano state inutilmente espulse. Affermare che non esiste correlazione fra immigrazione clandestina e delinquenza quando i titoli della cronaca parlano ormai solo violenze ed attentati perpetrati da persone illegalmente presenti sul territorio, quando esistono centinaia di fabbricati occupati con violenza da persone clandestine, quando la vendita della droga è ormai appannaggio escluso della mafia Nigeriana e bande di ragazzini magrebini sputano sulla nostra bandiera, non è solo idiozia ma, quando riguarda la politica, allora questa affermazione è gravissima ed è quella che induce i cittadini italiani o italiani acquisiti, a votare per partiti xenofobi. Negli Stati Uniti la vittoria di Trump è stata decretata dai cittadini ispanici in regola con il diritto di cittadinanza.
Una premessa che porta ad una conclusione obbligata: se governi ed opposizioni non fanno fronte comune verso un fenomeno che deve essere controllato e non più essere subito, perché causa di violenze ed insicurezza sociale, il consenso dei cittadini sarà sempre più “reazionario” e sempre meno controllabile fino a portare gradualmente alcune nazioni europee su derive autoritarie: su soluzioni drastiche che mettono da parte anche le esigenze legalitarie e le velleità di revanscismo politico.
L’Europa ha bisogno di stabilità, l’Europa deve ritrovare le ragioni della sua stessa identità e quella dei suoi popoli; se sarà divisa su un problema cosi sensibile come quello del controllo dei flussi migratori e quindi della solidarietà fra gli stati dell’Unione, non potrà mai trovare le ragioni di coerenza necessarie per affrontare un futuro internazionale cosi incerto.
Sergio Franchi
Notevole successo per la presentazione dell’ultimo libro della Tab ad Anzio
Il Mondo in Guerra
Notevole partecipazione sia in presenza, che da “remoto” per la “prima” del libro di Geopolitica edito dalla Tab Edizioni, “Il Mondo in Guerra”, uscito nello scorso autunno 2024. La presentazione ha avuto luogo presso la Sala Consiliare del Consiglio Comunale di Anzio, “Villa Corsini-Sarsina” venerdì 7 febbraio 2025.
A fare gli “onori di casa” è stata per l’amministrazione comunale di Anzio, l’assessora al turismo Valentina Corrado che ha introdotto i tre degli otto autori presenti in sala: Gabriele Federici (40 anni, attualmente Presidente del Consiglio Comunale di Anzio), Valerio Di Pietrantonio, (37 anni) e Angelo Pugliese (50 anni, giornalista e esperto di comunicazione).
Il testo (che è disponibile per la vendita on line nel sito della casa editrice Tab) è il frutto di un lavoro di collettanea di 8 tesi di un Master di Secondo Livello in Geopolitica e Sicurezza Globale organizzato dalla Università degli studi di Roma, “La Sapienza” nell’anno accademico 2023-2024.
Gli autori per la esattezza sono otto: 1) Filippo Angelucci; 2) Valerio Di Pietrantonio; 3) Gabriele Federici; 4) Stefano Martino; 5) Ludovico Mocci Guicciardi; 6) Mario Paumgardhen; 7) Lorenzo Proietti e 8) Angelo Pugliese.
Gli argomenti trattati spaziano dalla correlazione tra risorse idriche e geopolitica nei Paesi in via di Sviluppo, per passare al ruolo della Cina sia nel continente africano che nel suo rapporto con Taiwan, la crescente egemonia della Turchia nel quadrante euroasiatico per arrivare alle dinamiche legate al dominio dello Spazio e vantano una prefazione di rilievo scritta dalla docente della Università di Napoli “Federico II”, Daniela La Foresta.
I tre autori nei loro interventi hanno cercato di evidenziare le profonde correlazioni tra i loro lavori e la situazione geopolitica mondiale attuale.
A concludere la presentazione, un saluto finale rivolto agli autori e ai partecipanti, dal sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio. Il primo cittadino della città neroniana ha sottolineato la qualità dei lavori e la provenienza di due degli otto autori, Federici e Pugliese, ovvero Anzio.
Bonificato il porto
Eseguita una nuova bonifica di rifiuti abbandonati al porto di Anzio.
L’intervento dell’Aet ha consentito di ripulire l’area nella quale era stato scaricato di tutto.
“Sono atteggiamenti di inciviltà che non siamo più disposti a tollerare – ha detto il sindaco, Aurelio Lo Fazio – grazie all’entrata in funzione delle nuove telecamere sarà possibile sanzionare chi getta i rifiuti e nei casi più gravi anche procedere con le denunce”.
“Ogni bonifica ha dei costi che sono a carico dei cittadini – ha detto l’assessore all’ambiente, Luca Brignone – chi abbandona i rifiuti crea un danno alle casse comunali e quindi alla collettività, oltre a creare potenziale inquinamento”.
Comune di Anzio