La lettera di un cittadino in merito alla cartellonistica
Basta allo scempio
Egr. Direttore,
mi permetta cortesemente di essere ospitato nel suo giornale per denunciare una moderna forma di degrado architettonico di cui la ns. città, nell’indifferenza generale, sta ultimamente pagandone le conseguenze. Alludo al tristemente invasivo e sistematico proliferare di strutture metalliche simili a imponenti calibri, destinate a ricevere una nuova alluvione di cartelloni pubblicitari. Pensavamo che la tendenza si fosse esaurita con l’installazione sui marciapiedi, agli incroci e nelle rotatorie di molte strade, di transenne che noi poveri ignari avevamo inteso essere di protezione al passaggio dei pedoni in quei punti pericolosi. La loro leggerezza però ci ha fatto sorgere da subito qualche sospetto. E quando si è materializzato su di essi un profluvio di nuovi cartelli pubblicitari ne abbiamo realizzato la loro vera funzione: moderni cavalli di Troia funzionali per mettere a frutto nuovi spazi pubblicitari. Ma evidentemente questi nuovi spazi non sono stati ritenuti ancora sufficienti se ora dobbiamo subire sgomenti una nuova gragnuola di pugni negli occhi di questi nuovi telai in apparenza di alluminio o similare posti in un’oscena ripetuta sequenza, allocati sia lungo strade centrali che periferiche, sia sui marciapiedi che nel verde dei campi. Una vera e propria infestazione pubblicitaria.
Si obietterà che sinora non è che il paesaggio di Pomezia brillasse come fosse quello patinato da “Mulino bianco”, ma proprio per questa ragione sarebbe occorsa una diversa sensibilità tale da suggerire di astenersi dall’aggiungere ulteriore degrado a quello già esistente. Perché di degrado si tratta. Qui, cari signori, compresi nel ruolo di eterni spettatori che ci hanno cucito addosso, non c’è il telecomando che ci permette di spegnere o di cambiare canale se il programma che ci viene ammannito non ci piace: qui il paesaggio è quello che ci viene propinato e non si cambia. Forse è bene precisare, perché probabilmente nell’accezione comune delle cose il degrado urbano in modo erroneo viene associato per lo più alla perdurante incuria, alla sporcizia dei luoghi e al decadimento del patrimonio urbanistico, che esso invece rappresenta uno dei fattori che maggiormente incidono sul concetto di bene comune che le persone elaborano in riferimento ad un luogo. Quello che si sta consumando altro non è che figlio di un’idea di modello urbanistico e architettonico lontano anni luce dal comune sentire e dai bisogni reali di una comunità. Questi cartelli, così somiglianti a vessilli, inneggianti al gran Moloch del consumismo ne sono una tangibile negazione. Ormai questi ingombranti variopinti corpi alieni sono tra noi: ci circondano, ci sovrastano, ci soffocano, sono lì ad infliggere una nuova orrenda ferita alla città, e non è possibile accettare che saranno sempre presenti. Sostituiamoli con degli alberi! Una preghiera perciò vorrei rivolgere a chi ha facoltà d’intervenire: fermate questo scempio! Lo chiede chi ama ancora questa città, malgrado tutto. Non lasciate che questo ulteriore decadimento ne diventi la cifra caratterizzante permanente. Grazie
Ennio Berenato
Una verticale con le annate 2021, 2020, 2019, 2018 e 2017 con Luca Giovannucci
Marchesani ed Ornellaia
Nella fantastica cornice della Locanda Marchesani a Pomezia, inserita da anni in Guida Michelin, si è celebrata una serata dedicata al connubio perfetto tra vino di pregio e alta cucina. Protagonista indiscusso dell’evento, il celebre “Le Serre Nuove” della Cantina Ornellaia, declinato in una preziosa verticale che ha abbracciato le annate 2021, 2020, 2019, 2018 e 2017. Un’esperienza sensoriale unica, accompagnata dai piatti magistralmente ideati dallo chef Lorenzo Marchesani, in grado di valorizzare e amplificare le sfumature di ogni calice.
Le Serre Nuove dell’Ornellaia è molto più di un vino. Con la sua straordinaria densità color rubino e le intense note aromatiche di frutta rossa matura, ha saputo incantare gli ospiti già al primo sguardo e al primo sorso. Ogni annata narra una storia unica, caratterizzata da sfumature che variano leggermente negli uvaggi: Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e Cabernet Franc si mescolano in proporzioni variabili, offrendo un tannino che si evolve nel tempo, regalando una piacevole morbidezza e un’armonia crescente sul palato con il passare degli anni.
Ciascuna delle cinque annate presentate ha mostrato il suo carattere particolare: le note speziate e tostate si amalgamano alle piacevoli sensazioni di intensità e rotondità aromatica, donando al gusto una personalità unica. Le annate più giovani colpiscono per la loro vivacità e struttura, mentre quelle più “mature” si distinguono per l’equilibrio e la dolcezza del tannino, culminando in un finale ricco, persistente, avvolto da lievi accenti balsamici. Le Serre Nuove si conferma così un’espressione ineguagliabile del territorio toscano e dell’abilità artigianale della Cantina Ornellaia.
Ad accompagnare questa eccezionale degustazione, le creazioni culinarie dello chef Lorenzo Marchesani si sono rivelate un vero trionfo di sapori. Piatti studiati per esaltare ogni sfumatura del Le Serre Nuove: dalla succulenta armonia del Merlot agli accenti audaci del Cabernet Sauvignon, ogni portata è stata pensata per creare un dialogo perfetto tra cibo e vino. Una sinfonia di gusto che ha reso unica l’esperienza gastronomica della serata.
L’evento alla Locanda Marchesani è stato più di una semplice degustazione: è stato un viaggio nel cuore della passione per il vino e per le cose belle della vita. La straordinaria qualità de Le Serre Nuove dell’Ornellaia, unita alla maestria dello chef ha risvegliato nei partecipanti il piacere di condividere emozioni, sapori e momenti indimenticabili. Un appuntamento che ha celebrato il valore della convivialità, lasciando nel cuore dei presenti il desiderio di rivivere ancora l’incanto di una serata così speciale. L.G.
Via Motomeccanica
Il degrado di Via della Motomeccanica ci è stato segnalato da un nostro lettore che tra l’altro ha inviato anche delle foto abbastanza eloquenti sull’attuale situazione di abbandono in cui versa non solo parte esterna dell’ex centro commerciale, ma anche al suo interno le cose non è che vanno per il meglio.
La struttura è privata e quindi chi dovrebbe provvedere alla sua bonifica sono i proprietari o eventualmente qualche figura giuridica che ha in gestione la struttura. Queste cose le potrebbero scoprire gli agenti della Polizia Locale di Pomezia, effettuando un controllo ed una verifica della proprietà e della struttura.
“Uno stato di abbandono - hanno detto alcuni cittadini in transito davanti alla struttura abbandonata - che non fornisce una bella immagine alla città in quanto l’ex centro commerciale si trova in pieno centro di Pomezia lungo una strada molto frequentata come la Via del Mare.
Centinaia di persone che transitano a piedi per raggiungere i vari uffici e le varie banche presenti nella zona, ma soprattutto centinaia di pendolari che stazionano alla fermata in attesa dell’arrivo del loro bus che li riportano a casa. Chiediamo che questo degrado sia risolto con un buon lavoro di bonifica, in modo tale da ripristinare lo stato dei luoghi e consentire eventualmente a chi volesse utilizzare quella struttura, di poterlo fare, visto che nei paraggi c’è anche una sala cinematografica multiplex. Inesorabilmente chiusa e non più utilizzata”.
S.Me.
Tagliere d’autore
Continua la rassegna artistica “Arte in cammino” con il patrocinio del Comune di Pomezia.
Dal 20 al 23 marzo 2025 sarà la volta della collettiva “Tagliere d’autore”, giunta alla sua IV edizione. È stata la prima mostra in Italia, organizzata da AssoPleiadiArte nel 2002, che ha messo l’arte sul tagliere. L’esposizione è nata da un’idea del maestro Paolo Sommaripa, destando da subito curiosità e interesse.
Tagliere d’Autore sarà un’esposizione allegra e variopinta: ciascun partecipante potrà scolpire, disegnare, dipingere, fotografare e incollare sul tagliere, secondo la sua ispirazione e con qualsiasi tecnica allo scopo di dar vita a una settimana culturale multicolore.
“Metti l’arte sul tagliere, - scrive Paolo Sommaripa - rettangolare o tondo, piccolo o grande, in legno, che è quello che più ricorda il focolare domestico, ma anche in fattura moderna. La mostra, ruota totalmente attorno al tagliere, su cui gli artisti potranno realizzare secondo la loro creatività e il loro ingegno. Non si può dire in anticipo quello che l’immaginazione può elaborare, certo è che ogni pezzo sarà di grande effetto e nel contempo un’ampia attrattiva per tutti gli appassionati di arte. Sul tagliere, potrà esserci un ritratto, una natura morta, un astratto alla Kandiski o una marina, insomma, fantasia pura!”.
Sommaripa, presidente di AssoPleiadiArte, vuole ancora una volta trascinare l’arte in piazza e risvegliare la creatività dei visitatori, proponendo al pubblico partecipazione, collaborazione, dinamismo e fantasia, rendendo questo evento il più accattivante possibile.
Dunque, paesaggi, nature morte, astrazioni, applicazioni materiche, dècoupage o semplicemente disegni, l’importante che le opere siano rigorosamente su un tagliere, classico o moderno. La sfida sarà quella di elevare il comune oggetto da cucina a opera d’arte!
Manuela Mazzola