La Giunta ha deliberato per “Passeggiata Dario Blancodini” e “Via Anna Vigone”
Nuove strade a Pomezia
Ai primi di febbraio sono state approvate in Giunta due proposte di denominazione:
- la prima riguarda l’area pedonale tra Piazza Indipendenza e la scuola primaria San Giovanni Bosco, cui verrà denominata “Passeggiata Dario Blancodini”. Dario Blancodini fu il primo Sindaco di Pomezia, insegnante della scuola elementare, oggi chiamata San Giovanni Bosco;
- la seconda trattasi dell’area di circolazione aperta al pubblico passaggio veicolare, in corrispondenza del Nuovo Parco Canile, che verrà denominata “Via Anna Vigone”. La Dott.ssa Anna Vigone fu la prima donna italiana laureatasi in medicina veterinaria presso l’università degli studi di Torino.
Il primo Sindaco di Pomezia
Ho accolto con piacere la denominazione dell’area pedonale dietro il palazzo comunale a Dario Blancodini, insegnante e primo Sindaco di Pomezia. Ho avuto il piacere di conoscerlo ed intervistarlo quando ho scritto il libro “Pomezia Origini Genti e Personaggi” edito nel 1990 da Angelo Capriotti Editore. Ma ecco l’intervista a Dario Blancodini tratta dal capitolo “Le prime elezioni libere”: “In quell’estate del 1944 - ricorda Dario Blancodini - si formò spontaneamente un Comitato di Liberazione, espressione di tutti i partiti democratici”.
Il farmacista Giuseppe Natale, ancora Commissario Prefettizio del Comune, era rientrato in sede alla fine di giugno e aveva i suoi uffici sistemati alla meno peggio nell’exGIL; che oggi ospita la scuola elementare; si trattava di locali non occupati dagli sfollati che si erano insediati ovunque, perfino nell’aula consiliare. Il prefetto di Roma, su segnalazione del Comitato di Liberazione- che vide fra i suoi esponenti Antonio Terrinoni, Adelio Boattini, i fratelli Antonio e Mario Locatelli, Giacomo Soldati, Salvatore Ventrone, Rocco Santinelli, Cesare Brina, Federico Attenni, Metello Monti, Giuseppe Mugnaini, Poliuto Carnosi- indicò in Dario Blancodini il primo Sindaco di Pomezia. La giunta era così composta: Dario Blancodini, Sindaco; Giacomo Soldati, Assessore effettivo; Giuseppe Mugnaini, Assessore effettivo; Francesco Tenti, Assessore supplente. Era il 23 maggio 1945 e questa giunta rimase in carica fino al 18 marzo 1946.
“Fu un anno terribile - ricorda Dario Blancodini - per me e tutta la popolazione. Io contemporaneamente facevo il Sindaco e l’insegnante elementare; i problemi che dovevo risolvere insieme alla giunta erano enormi. La scuola venne aperta subito; avevamo cinque classi miste con pochi alunni. Ricordo di quel periodo la bravissima insegnante Isolina Camosi De Giorgio e la bidella di Pratica Elena Foco Navisse. Dipendevamo dal Circolo Didattico di Nettuno; la scuola era alloggiata al piano terra dell’ex-GIL. All’inizio non avevamo i banchi; li costruimmo in classe in maniera rudimentale, con le relative sedie, utilizzando i mattoni delle macerie della torre. Il paese era rimasto quello inaugurato dal Duce in quanto, a causa della guerra, non aveva avuto il tempo di crescere. Via Virgilio si fermava all’angolo di via Palladio Rutilio e anche in via Roma vi erano poche case. In tutto, l’abitato era contenuto nel raggio di cento metri dalla piazza. Il Comune fu sistemato al piano superiore dell’ex-Cl L. Avevamo tre vigili urbani: Visani, De Franceschi e Porcelli di Ardea. Gli edifici pubblici erano pieni di sfollati; nel centro gli abitanti superavano a stento le duecento persone. Tutto il territorio comunale, compresa naturalmente Ardea, superava appena i 4.000 abitanti. Il Comune non aveva mezzi propri e io, per visitare il territorio comunale, mi facevo accompagnare dal maresciallo dei carabinieri di Pomezia Silla Tommassini, con la camionetta in loro dotazione. Nella caserma di via Roma la forza dell’Arma era formata dal maresciallo e da quattro carabinieri a cavallo. Appena nominato Sindaco feci sgombrare la piazza dalle macerie della torre e per il relativo trasporto fu noleggiato un carro di Alessandro Giovannelli. Resi funzionali le scuole, dotandole dei banchi; feci costruire un pozzo per rifornire d’acqua la popolazione, che con la distruzione della torre cisterna comunale ne era rimasta senza. Il pozzo, profondo 33 metri circa, si trovava dove adesso è il distretto scolastico, dietro il Comune. Feci il Sindaco più per una scelta morale, data la grave situazione in cui si trovava Pomezia, che per una effettiva valutazione politica. Infatti, dopo questa esperienza non ho svolto alcuna attività politica attiva; mi sentivo, insomma, più insegnante che politico. Nella mia qualità di maestro elementare sono andato in pensione nel 1981 e posso dire di avere educato più di una generazione di nostri cittadini”.
A Blancodini successe, il 19 marzo 1946, il Commissario Prefettizio Ennio D’Antoni, che gestì le prime elezioni democratiche amministrative del nostro Comune.
Antonio Sessa
Richiesta Consiglio
Otto consiglieri comunali, i cinque del Pd e i tre del M5S hanno protocollato l’11 febbraio la richiesta di “Un consiglio comunale per chiarire la regolarità delle procedure d’elezione della Sindaca. Dopo mesi di richieste di chiarimenti cadute in parte nel vuoto, abbiamo ritenuto giusto convocare un Consiglio Comunale straordinario per discutere e votare l’avvio della procedura di contestazione della causa di decadenza nei confronti del Sindaco Veronica Felici, ai sensi dell’art. 69 del TUEL. Dopo approfondite verifiche, sono infatti emersi dubbi sulla regolarità della sua elezione, in particolare riguardo alla richiesta di aspettativa non retribuita, necessaria per la sua candidatura.
Dato che la trasparenza e il rispetto delle regole sono principi fondamentali per il corretto funzionamento delle istituzioni, riteniamo doveroso che il Consiglio Comunale esamini la questione e assuma le decisioni necessarie”.
Da regolamento il presidente Francesco Lamanna ha 20 giorni di tempo per ottemperare alla richiesta degli otto consiglieri e quindi dovrà convocare il consiglio comunale entro il 3 marzo prossimo. T.R.