SIMPOSIO
Giuliana Bellorini
Coordinatrice corrispondente
del salotto sede del Simposio
21 marzo
All’arrivo della primavera, non c’è solo l’attesa delle rondini e gli alberi in fiore. È un momento simbolico che coinvolge molti importanti eventi.
L’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura nata dalla condivisione di alcuni Stati membri per garantire:
“il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di e per i e le libertà fondamentali”,
dedica alcuni giorni dell’anno a persone o eventi di significativa importanza.
Il 21 marzo è stato scelto per La lotta alle discriminazioni razziali il 26 ottobre 1966 per ricordare le 69 vittime di Sharpeville in Sud Africa che manifestavano pacificamente contro la “legge sull’approvazione” dell’apartheid nel 1960.
La giornata internazionale della Poesia invece fu istituita il 17 novembre 1999 per l’importanza dell’espressione poetica come mezzo di comunicazione creativo atto a favorire il dialogo tra le diverse culture.
Nel febbraio 2011, Il Capodanno persiano (Il Nowruz) è simbolicamente accolto tra le giornate mondiali. È una festa millenaria celebrata in Asia centrale, nei Balcani, nel bacino del Mar Nero, nel Caucaso, in Medio Oriente e in altre regioni.
La Giornata della sindrome di Dawn, viene indetta nel dicembre del 2011 con lo scopo di far conoscere la reale potenzialità affettive e pratiche delle persone dawn e sostenere l’impegno dei famigliari.
Ma, il 21 marzo è anche il giorno dedicato alle foreste e a tutti gli alberi a beneficio delle generazioni attuali e future (21 dicembre 2012).
Con lo stesso spirito di tutto quanto è stato detto prima, il 21 marzo 2003 ha visto la luce il Simposio Libero Incontro Artistico Culturale. Così ogni anno in questo giorno insieme all’arrivo della primavera anche noi festeggiamo consapevoli di quanto sia utile e benefico lo stare insieme per con-dividere conoscenze, esperienze, emozioni… “doni”.
Giuliana
LUNA ED OLTRE
3 incontri con Domenico D’Amato
16 marzo - CONQUISTA DELLA LUNA
30 marzo - RITORNO ALLA LUNA
6 aprile - OLTRE LA LUNA
Domenica 16 marzo 2025 - ore 16.00
LA CONQUISTA DELLA LUNA
I motivi che hanno
spinto gli Stati Uniti alla grande impresa,
gli sviluppi
tecnologici necessari e finalmente il primo uomo a mettere piede su altro corpo celeste.
Ma è stato tutto così
facile e perfetto?
Vediamo di
ricostruire la più grande avventura
intrapresa dagli
uomini ed i motivi che mostrano che è stato tutto vero e non una montatura.
Domenica 30 marzo 2025 - ore 16.00
RITORNO SULLA LUNA
Dopo anni di assenza sulla Luna e con notevoli avanzamenti della tecnologia, è ora di tornare sul nostro satellite.
I preparativi sono in atto e la prima missione (senza equipaggio) ARTEMIS I è stata svolta tra novembre e dicembre 2022.
A fine 2025 partirà ARTEMIS II la prima missione con equipaggio che circumnavigherà la Luna senza atterrarvi e finalmente a fine 2026 dovrebbe partire la missione ARTEMIS III per l’atterraggio sulla Luna, e la prima sarà una donna a mettere piede sul suolo lunare.
Questo però è solo l’inizio del ritorno alla Luna perché questa volta siamo tornati per restare.
Incontro in Via Venezia, 19 – Lido di Cincinnato - ANZIO
I RACCONTI DAL FARO
ANTONIO PIGAFETTA,
NOBILE VICENTINO
DIARIO DI VIAGGIO - Pubblicata a Venezia tra il 1524 e il 1525, la “Relazione del primo viaggio intorno al mondo” di Antonio Pigafetta (1492-1531) è uno dei più preziosi documenti sulle grandi scoperte geografiche del Cinquecento.
Pigafetta, nobile vicentino, navigatore, geografo, scrittore, cittadino della Repubblica di Venezia, nel 1519 si trovava a Barcellona quando seppe della spedizione che il navigatore portoghese Ferdinando Magellano (1480-1521) stava organizzando per circumnavigare il mondo. Grazie all’intercessione di un nunzio pontificio (anch’egli vicentino) presso la Corte spagnola, ottenne dal re Carlo V di essere aggregato alla flotta come “passeggero”. Pigafetta era interessato a conoscere nuove terre e, poiché oltre che viaggiatore era anche un uomo di grande curiosità e spirito scientifico, si era riproposto di annotare tutto ciò che avesse visto. Dell’avventuroso viaggio tenne quindi un puntuale diario, nel quale riportò dettagli che altrimenti sarebbero stati persi nel tempo. Oltre a descrizioni dei luoghi incontrati, dei loro abitanti (caratteristiche fisiche, costumi, credenze religiose, vocaboli della loro lingua), scrisse delle difficoltà materiali incontrate dagli equipaggi per errori di rotta, malattie, fame, ammutinamenti, scontri con i nativi, perdita di navi. Il tutto egli espose in un particolare linguaggio italo-veneto, che nei brevi estratti qui sotto riportati è stato vòlto in una più accessibile forma italiana, per facilitarne la lettura.
Come vedremo, nel corso del viaggio, alla morte di Magellano avvenuta nel 1521 in uno scontro con una tribù indigena dell’isola di Mactan nelle Filippine, il “passeggero” Pigafetta divenne un membro effettivo dell’equipaggio (occupandosi dei rapporti con le popolazioni incontrate), contribuendo nella difficoltosa fase del ritorno in Spagna.
UNA NUOVA VIA PER L’ASIA - La spedizione di Magellano - finanziata dalla Corona spagnola - aveva l’obiettivo di tracciare, per la Spagna, una rotta occidentale al di là delle Americhe verso l’Asia e le “Isole delle Spezie”, in alternativa a quella orientale dei Portoghesi sull’Oceano Indiano, trovata da Vasco da Gama nel 1498. Studiando le prime, approssimative carte geografiche dell’inizio del 1500 del continente americano, Magellano aveva (erroneamente) ipotizzato l’esistenza di una via d’acqua all’altezza del Rio de la Plata, in Brasile, che gli avrebbe permesso di passare dall’Oceano Atlantico al Mare del Sud (il Pacifico) e di navigare direttamente verso l’Asia.
ALCUNI ESTRATTI DAL “DIARIO” (i passaggi tratti dal testo originale sono riportati in corsivo)
La partenza - La flotta era composta da cinque velieri (della classe “caracche”). Con Magellano al comando, “[…] Lunedì 10 agosto 1519, essendo l’armata rifornita di tutte le cose necessarie per mare e con 237 uomini a bordo, partì dal molo di Siviglia […]”. Le navi scesero lungo il fiume Guadalquivir per 17-20 leghe (ndr, 1 lega = 5,556 km) sino alla foce sull’Atlantico passando “[…] molti villaggi lungo il fiume, giungendo a San Lucar (odierno porto di Sanlùcar), che si affaccia sull’Oceano […] da qui il successivo Martedì 20 Settembre iniziò la traversata […]”.
Costeggiato il Sud America (1519-1520), Magellano verso la metà del Novembre 1520 trovò, molto più a meridione del Rio de la Plata, lo stretto che da lui avrebbe preso il nome, che univa l’Oceano Atlantico a quello che era chiamato Mare del Sud. Inoltratosi in tale mare, lo risalì a Nord-Ovest per più di tre mesi; la navigazione fu così tranquilla, che decise di cambiarne il nome in “Pacifico”.
La morte di Magellano - Arrivato nell’arcipelago delle Isole Filippine, Magellano perse la vita il 27 Aprile 1521 nell’isola di Mactan in uno scontro con la tribù del re Lapu-Lapu, nel tentativo di reprimere una rivolta dei locali che non volevano accettare la sovranità del re di Spagna.
Il ritorno e la sorpresa - La parte terminale del viaggio fu irta di difficoltà per i marinai e una sola nave riuscì a rientrare al porto di partenza. Ma prima, ecco una sorpresa! In prossimità dell’arrivo in Spagna, alle portoghesi Isole di Capo Verde (Africa occidentale), Pigafetta racconta nel suo diario che all’Isola di San Jacopo: “[…] Mercoledì, 9 Luglio1522 mandammo un battello a terra incaricando i nostri di domandare che giorno fosse; a terra dissero loro che era Giovedì. Ci fu meraviglia perché era Mercoledì per noi; e non sapevamo come avevamo potuto sbagliare: per ogni giorno, io (Pigafetta), sempre in salute, avevo scritto senza nessuna interruzione. Come dopo fu accertato, il mio non era un errore; perché viaggiando (su una superficie sferica quale è la Terra) sempre verso occidente (nella direzione del moto apparente del Sole) e poi tornare allo stesso luogo della partenza porta ad avvantaggiarsi di ventiquattro ore […]”. Pigafetta aveva scoperto che, poiché la Terra ruota su se stessa verso Est, se la si circumnaviga in senso contrario al suo moto, cioè verso Ovest, si guadagna un giorno intero al termine.
L’arrivo - Delle cinque navi partite, solo la Victoria completò la prima circumnavigazione del globo della Storia. Fece ritorno a Siviglia il 6 Settembre 1522 (dopo 2 anni, 11 mesi e 17 giorni), imbarcando acqua e con vele di fortuna, e con a bordo 18 uomini malmessi, tra i quali lo stesso Pigafetta, che così scrive: “[…] Sabato 6 Settembre 1522, entrarono nella Baia di San Lucar solo 18 uomini e la maggior parte infermi. Da quando erano partiti da questa baia fino al giorno presente avevamo fatto 14.460 leghe e più, compiuto il circolo del mondo, dal levante al ponente. Lunedì 8 Settembre, buttammo l’ancora al molo di Siviglia […]” Altri 17 uomini, che erano a bordo della nave Trinidad, catturata dai Portoghesi, sarebbero giunti in seguito.
Il primo viaggio intorno al mondo confermò che la Terra era proprio una sfera, e che la sua circonferenza era maggiore di quanto avevano calcolato i geografi!
Il Guardiano del Faro