Concessione per 15 anni delle aree verdi del territorio. Difficile trovare chi si carica di costi e di responsabilità civili e penali senza la prospettiva di un beneficio sociale o economico
Ancora una volta il bando sui parchi comunali
I Comuni che sono confinanti con il Comune di Ardea incaricano la ditta che ha in appalto il servizio di raccolta dei rifiuti anche per la pulizia ed il decoro degli spazi pubblici comunali. Sarebbe questa la linea guida per garantire alla popolazione l’utilizzo dei parchi. Ad Ardea la situazione è diametralmente opposta: le aree verdi sono inguardabili ed abbandonate al loro destino, da anni, ed il Comune pensa bene di affidare, attraverso un bando pubblico, ad associazioni e privati la gestione dei parchi.
C’è da apprezzare la lodevole iniziativa che ha assunto il Comune di Ardea nel voler modificare ed innovare la gestione delle aree verdi comunali del territorio. Molti cittadini, infatti, si pongono una domanda: ma chi è l’autore ed il promotore di questa infausta iniziativa? Ci vorrebbe nome e cognome per individuare chi ha partorito una cosa del genere. Fantozzi direbbe: “E’ una grossa ca…..”. È un programma di intervento pubblico che dovrebbe essere sulle spalle della Comunità, visto che paga fior di quattrini per il servizio di raccolta dei rifiuti ed anche per la gestione del verde. Se poi nell’appalto, volutamente, abbiamo voluto togliere la gestione del verde per avviare una nuova procedura per la sua gestione, questa è sicuramente una delle idee, a dir poco malsana e di carattere negativa sotto tutti i punti di vista, che stanno accompagnando questa amministrazione. Il buon senso che dovrebbe essere la linea guida di questa amministrazione, in questo caso, e non solo, non c’è, anzi non esiste.
Una cosa che è fuori da ogni logica. Come puoi pretendere che un’associazione, un circolo, un gruppo di persone si mettano insieme per la gestione delle aree verdi. È una logica quella di affidare ai privati, qualcosa che è pubblico, in disprezzo a qualsiasi giusta decisione che dovrebbe accompagnare l’attività della pubblica amministrazione. In varie occasioni è stata rilevato che ad Ardea le cose non nascono per caso, anzi sono state a livello politico laboratori che hanno determinato il futuro. Oggi come oggi assistere all’abbandono dei parchi e delle aree verdi come in questa occasione, è un vero peccato sia per la popolazione che per la stessa amministrazione pubblica. La quale non dovrebbe far altro che incaricare l’attuale ditta, che ha in appalto il servizio di raccolta dei rifiuti, per la gestione del verde come avviene nella stragrande delle realtà italiane.
Non si legge da nessuna parte una cosa del genere che aree pubbliche destinate alla cittadinanza debbano essere pulite e tenute nel massimo decoro dagli stessi cittadini. I cittadini debbono rispettare queste aree e contribuire al loro decoro, ma la pulizia e la gestione dev’essere a carico della pubblica amministrazione. E la pulizia la deve effettuare la ditta che ha in appalto il servizio di raccolta dei rifiuti, visto che la sua posizione dominante sul territorio è ben evidente e potrebbe contribuire a svolgere questo servizio. Non ci sono alternative a questa decisione che dovrebbe assumere in tempi brevi l’amministrazione comunale di Ardea. Quel bando che è stato fatto, per l’affidamento ai privati delle aree verdi, dovrebbe essere cancellato perché non sta né in cielo né in terra. Se qualcuno ha da obiettare qualcosa lo faccia apertamente, perché le cose che si fanno per la cittadinanza debbono essere pubbliche e rese partecipe alla popolazione secondo i canoni della buona amministrazione. Non giustificarsi del fatto che la ditta che ha in appalto il servizio di raccolta de rifiuti, non vuole espletare questo servizio, allora si potrebbe anche obiettare sulla nuova gestione di tutto l’appalto che fa acqua da tutte le parti nonostante la stessa ditta appaltatrice e la stessa amministrazione comunale, sbandierano i dati positivi della raccolta differenziata. Un risultato sicuramente importante, ma che non esclude che questa ditta, con qualsiasi denominazione si presenti alla cittadinanza, abbia il preciso dovere di pulire le aree verdi comunali e renderle agibili alla partecipazione dei cittadini. O dobbiamo fare un nuovo appalto anche per la pulizia delle aree verdi?
Sabatino Mele
UNA MATTINATA
IMPORTANTE PER I PARCHI
Un’assemblea partecipata e concreta che sulla privatizzazione dei parchi pubblici del Comune di Ardea ha voluto aprire un dibattito tra la cittadinanza. Ardea Domani ha centrato l’obiettivo di richiamare l’attenzione su un tema che interpella l’interesse della collettività, che si è mostrata interessata sia a capire i termini del problema sia a ragionare sulle ipotesi di soluzioni che possono essere elaborate.
Nel corso di un confronto aperto tra chi ha criticato e chi ha sostenuto il bando, i membri di Ardea Domani hanno voluto chiarire un punto fondamentale: non si tratta di un piano di collaborazione tra pubblico e privato, bensì di una concessione di 15 anni. Il Comune si liberebbe di queste aree per un lungo periodo, lasciandole di fatto in mano ai privati. Un modello che non garantirebbe alcun reale beneficio per la comunità, ma che – al contrario - rischierebbe di trasformare i parchi in luoghi con accesso limitato o subordinato a logiche di profitto.
Nel corso dell’assemblea è emersa la necessità di un modello di gestione diverso, che non preveda la cessione di spazi pubblici ma, piuttosto, un’amministrazione più attenta e partecipata. Il Comune dovrebbe attivarsi per collaborare con le associazioni locali e i cittadini, mantenendo però sempre il controllo su questi luoghi.
Luca Vita nel suo intervento, ha voluto anche smentire lo slogan “non ci sono i soldi”. I fondi pubblici esistono, ma vengono destinati ad altro o sprecati dalle amministrazioni in progetti di dubbia utilità. E ogni mozione della minoranza – come nel caso degli 83 emendamenti al bilancio – viene categoricamente respinta dall’amministrazione.
Chiara dunque la proposta dei consiglieri di Ardea Domani, Luca Vita e Niko Martinelli:
1) nell’immediato, ritirare il bando pubblicato perché è sbagliato privatizzare spazi pubblici dandoli in concessione
2) aprire, subito dopo, un tavolo di confronto cittadino per raccogliere proposte e disponibilità.
Nei prossimi giorni continueremo a dare informazioni in collaborazione con le altre realtà associative coinvolte (@TORSA, RivaluTiAmo Marina di Ardea, Scuola Popolare Tor San Lorenzo, Associazione “Nuova California 2004 - ODV”), che hanno contribuito in maniera fondamentale a riattivare l’attenzione dei cittadini su questa tematica così rilevante.
“Inaccettabile affidare ai privati le aree verdi”: è la battaglia dei consiglieri di Ardea Domani.
“Ardea Domani interviene sul caso della gestione del verde pubblico – evidenzia una nota: riteniamo inaccettabile che le aree verdi della nostra città vengano affidate ai privati senza una visione chiara e condivisa con i cittadini. Le aree pubbliche devono restare un bene collettivo, gestito nell’interesse della comunità e non come un’opportunità di profitto per pochi. La cura del verde urbano è una questione di decoro, vivibilità e sostenibilità ambientale, non un affare da esternalizzare senza garanzie. Per questo motivo, abbiamo presentato una mozione per chiedere il ritiro del bando, con l’obiettivo di garantire una gestione più trasparente e partecipata del nostro territorio. Non possiamo permettere che decisioni così importanti vengano prese senza ascoltare la voce dei cittadini. Chiediamo trasparenza e partecipazione: è fondamentale che la comunità sia coinvolta nelle scelte che riguardano il futuro di Ardea”.
S.Me.
VALUTAZIONE SUL BANDO CHE IL COMUNE HA PUBBLICATO
“Pensierino del giorno (6 Marzo) Nel prendere visione del bando pubblicato sull’albo pretorio che illustra le modalità di convenzione che il comune di Ardea propone per la gestione degli spazi comunali, alias parchi, perché l’ente (comune di Ardea) non è in grado di gestire, sempre comunque con la scusante di mancanza di personale e di soldi nelle casse comunali. L’amministrazione ritiene, evidentemente, troppo onerosa la gestione in termini economici, in pratica non hanno soldi, e per la mancanza di personale che se ne dovrebbe occupare! Un bando simile era già stato deliberato due anni fa, riproposto lo scorso anno ma andato deserto, nonostante qualcuno avesse fatto intendere che il bando avesse riscosso successo, cosa evidentemente non veritiera. È andato deserto per due volte, oggi viene riproposto più o meno con le stesse modalità, sperando che qualcuno aderisca, così si tolgono dall’impaccio di tenere chiusi, in totale abbandono, le poche aree pubbliche. Un imprenditore con soldi da investire forse potrebbero anche trovarlo, sempre se allo stesso coraggioso convenisse, perché si chiede veramente troppo! Affidamento con lacci e lacciuoli, con eventuali attività redditizie, dicono loro, e con responsabilità oggettive e soggettive per 15 anni, su una proprietà dei cittadini di Ardea. In pratica l’amministrazione se ne lava le mani scaricando tutto su enti del terzo settore, alias associazioni, oppure piccoli imprenditori amici degli amici, che ad Ardea non sarebbe una novità. Sulla base dell’esperienza acquisita in questi anni di volontariato, dopo 6 anni di gestione dell’area di via Firenze, un’area piccola in confronto al boschetto di Nuova Florida e parco Rielasinghen di Tor San Lorenzo, area presa in gestione a seguito del bando del 2015, dalla nostra associazione RivaluTiAmo Marina di Ardea, con tutte le difficoltà sia economiche che di responsabilità penale e civile che ricade sul presidente e sul direttivo, con un lavoro gravoso a carico dei volontari, io personalmente e convintamente sostengo che la soluzione proposta non è delle migliori. Non sono portatrice della verità assoluta, ci mancherebbe, ma a differenza di qualche ciarlatano amministratore di questo comune forse un po’ di difficoltà alle quali si andrebbe incontro le conosco.
Cari amministratori di Ardea mi permetto di dare dei suggerimenti:
1) confronto con le realtà associative del territorio non vi farebbe male, fino ad oggi una chimera, ma per questo bisognerebbe cambiare la visione politica sui rapporti con la cittadinanza che viene vista più come una complicazione che una collaborazione fattiva e propositiva per la soluzione del problema, tipo io sono io e voi non siete un c....
2) un conto è la teoria, ossia scrivere proposte, un conto metterle in pratica e viverle di persona sulla propria quotidianità, evito di dire sulla propria pelle, perché in fondo riguarda non la sfera personale, ma il concetto che si ha di comunità del luogo in cui si vive. Sono scelte condivisibili o meno nel momento in cui si fanno. Solo il vissuto precedentemente può far comprendere le difficoltà quotidiane esistenti, del tipo non sempre c’è disponibilità di cittadini volontari, le risorse economiche disponibili sono sempre meno, gli incivili che procurano danni alle attrezzature, la mancanza di rispetto per il bene pubblico che rendono difficile la gestione.
3) le aree in oggetto elencate sono pubbliche, la responsabilità sia civile che penale deve rimanere in carico all’ente che deve attrezzare le aree con materiali a norma, visto che i giochi tali devono essere, lo abbiamo compreso, purtroppo, due anni fa dall’esposto fatto da qualche buon samaritano di zona.
Partiamo da qui, sono aree pubbliche e pure disastrate per mancanza di manutenzione ordinaria e per abbandoni decennale, come del resto tutto il territorio. Non avete soldi per arredare, trovate gli sponsor, riportate i parchi al minimo della decenza, impianti elettrici e recinzioni dove già esistono, potature di contenimento degli alberi, attenzione potature non abbattimento perché un parco prevede anche zone d’ombra d’estate.
Fatto ciò poi per l’apertura e chiusura dei parchi recintati, pulizia, sfalcio dell’erba si può fare con la collaborazione di associazioni, con cittadini che aderiscono a cittadinanza attiva, con i percettori di reddito di inclusione, con il servizio civile dei giovani. Complicato? È solo questione di volontà. Forse ci vogliono investimenti per assicurare la fruizione di aree pubbliche, per dare un minimo di spazi per l’inclusione e socializzazione ai cittadini e giovani e bambini dimenticati di Ardea. Presentate progetti per prendere fondi regionali ed europei, ne avete la possibilità specialmente adesso che in regione avete la stessa parte politica amica. Però in fondo è più facile delegare che progettare e, soprattutto, scaricare la responsabilità della propria inefficienza su terze persone. Alla scusa che mancano soldi non ci crede più nessuno, non si fa altro che fare varianti di progetti con pagamenti a professionisti di migliaia di euro, spesso sono sempre gli stessi e con cifre astronomiche. Per poi non portare mai alla conclusione finale degli stessi progetti. Che dire in finale, qualcuno parteciperà a questo bando? Mah... Restiamo in attesa. Buona giornata di sole di marzo, mese pazzerello! Speriamo che di riflesso porti un po’ di riflessione!
Anna Leardi
presidente di Rivalutiamo
Marina di Ardea odv