Il Rotary Club Pomezia Lavinium fondato a marzo del 1985, in questi giorni ha festeggiato i suoi 40 anni di presenza sul territorio
“Servire al di sopra di ogni interesse personale”
Correva l’Anno 1985 quando a Pomezia, un Comune di 31.633 (diventerà Città a 01/2005, con Decreto Presidenziale), nasceva un Club Rotary.
Il 4 marzo di quell’anno il Presidente della Rotary International firma la Charta, dando origine al Rotary Club Pomezia Lavinium. Subito dopo, il Governatore del Distretto 2080 (Lazio – Sardegna), Tonino Tranquilli, consegna la Charta al primo Presidente del Club, Mario Modugno.
Da allora sono passati 40 anni, ogni anno un nuovo Presidente, come tradizione di Rotary International, e tanti soci che hanno fatto parte di questa esperienza e contribuito a realizzare tanti Progetti di Service, che poi è la finalità principe di questa organizzazione, il cui motto è “Servire al di sopra di ogni interesse personale” perché “Chi serve gli altri ottiene i migliori risultati”.
A Pomezia tutti conoscono la “Ruota”, collocata pochi anni fa in via del Mare, all’altezza di KFC, ma pochi sanno che, in questi 40 anni, il Rotary ha realizzato numerosi progetti sul territorio, e che ogni anno Presidente, Consiglio Direttivo e tutti i soci, con impegno e dedizione, si impegnano a realizzarne dei nuovi.
Solo negli ultimi anni, ad esempio, presso il Museo Città di Pomezia - Laboratorio del Novecento, sono stati realizzati progetti culturali condivisi come “Le dodici Formelle”, una copia delle decorazioni del portone del Palazzo del Comune di Pomezia (opera realizzata dall’artista locale Alessandro Stenico), un grande pannello recante in italiano e in braille l’illustrazione dell’ “Atto costitutivo originale della città di Pomezia”. In precedenza, il Rotary aveva donato anche un “Plastico” e una “Planimetria Tattile” che descrive, in braille, il centro aulico del Comune di Pomezia, come doveva apparire alla sua fondazione, oltre 85 anni fa (25/04/1938).
All’insegna dello slogan “Il Mare Gran Dottore”, con il progetto “Velatamente” il Rotary ha donato una barca alla Lega Navale, sezione di Pomezia Torvaianica, per ragazzi diversamente abili, oltre a finanziare un corso di vela per questi ragazzi, con la finalità di assicurare loro benessere e integrazione sociale.
Con il progetto “Le campane di S. Benedetto” il Club ha contribuito a restituire alla comunità il suono autentico e vivo delle campane della parrocchia, Chiesa Madre di Pomezia, da anni fuori uso. Nel 2018, sempre alla Chiesa S. Benedetto, il Rotary aveva donato un palco, per ospitare il coro.
I ragazzi e la loro formazione sono al centro delle iniziative del Rotary. Negli anni, tante iniziative sono state sviluppate a favore dei giovani come l’intesa con la Fondazione ITS, per l’apertura di un Istituto Tecnico Superiore con sede a Pomezia, per offrire un’alternativa all’università a tanti giovani del territorio, favorendone l’inserimento nel mondo del lavoro.
Da anni, il Rotary Pomezia Lavinium, di intesa con il Liceo artistico Pablo Picasso, porta avanti un progetto di “Etica e Legalità”. Un progetto nazionale, dove i ragazzi di tutta Italia inviano degli elaborati. I ragazzi di Pomezia sono sempre saliti sul podio, un vero orgoglio per loro, i loro insegnanti e, anche, per il nostro Club Rotary.
Più lontano nel tempo (1994-1995), ricordiamo il progetto che ha portato alla collocazione di un orologio sulla Torre Civica del nostro Comune, altra opera realizzata con il contributo del Rotary.
La salute è un altro tema dove il Club di Pomezia e il Rotary International pongono al centro delle loro iniziative, in termini di prevenzione e contrasto alle patologie che ancora affliggono l’umanità, come la malaria e la polio.
Le conviviali che il Rotary organizza ogni mese sono anche un’occasione di confronto e di crescita. Numerosi illustri ospiti tengono seminari su vari temi, quale l’ambiente, la cultura, la medicina, l’arte, le tecnologie.
La serata del 7 marzo, presso l’Hotel Enea, i soci rotariani di Pomezia hanno voluto ricordare la loro storia e provato ad immaginare il loro futuro, con rinnovato entusiasmo e tanti altri progetti di Service da realizzare.
Erano presenti numerosi “Past-President” e soci che per un certo periodo hanno fatto parte del Club e poi si sono allontanati per motivi di lavoro o personali.
Una menzione particolare è stata riservata al Cav. Goffredo Casadei, uno dei soci fondatori del Club che, da quarant’anni, è sempre stato presente e sprona i soci ad andare avanti, realizzare progetti e trovare nuovi adepti.
Giuseppe Giannini
Vittime del Dovere
Il 15 marzo, Pomezia ha ospitato il primo convegno per le Vittime del Dovere, un evento significativo per esprimere solidarietà a coloro che sacrificano la propria vita per la sicurezza dei cittadini. Il sindaco Veronica Felici ha aperto l’evento, sottolineando l’importanza di dare un forte segnale in un periodo in cui l’avversione contro le forze dell’ordine sembra dilagare.
L’incontro si è svolto presso l’Aula Magna di Selva dei Pini, sotto la direzione di Nico Zara e Francesco Grimaldi. Hanno preso parte alla discussione figure di spicco, tra cui il senatore Andrea De Priamo, l’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Vittime del Dovere, e il Colonnello Carlo Calcagni del Coordinamento ONA Vittime del Dovere, moderati da Paola Vegliantei, presidente dell’Accademia della Legalità. Presenti anche la criminologa Melissa Trombetta, Pasquale Trabucco, presidente del Comitato 4 Novembre, e Monsignor Walter Trovato.
La sala era gremita di ascoltatori attenti, intenti a seguire le toccanti testimonianze di chi ha perso la vita o ha subito gravi infermità nel compimento del proprio dovere. “Ringrazio la presenza di tutte le Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, nonché delle associazioni militari e combattentistiche, dei consiglieri, assessori e cittadini che hanno partecipato con raccoglimento,” ha aggiunto Felici.
Il giorno successivo, il 16 marzo, è stata dedicata alla memoria di cinque uomini che persero la vita in servizio: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino. Questi valorosi uomini facevano parte della scorta dell’Onorevole Aldo Moro durante l’attacco del commando delle Brigate Rosse il 16 marzo 1978, un evento drammatico che segnò profondamente la storia italiana. La strage di via Fani rappresentò un attacco alla democrazia, il cui ricordo è ancora oggi vivido.
L’importanza di questo convegno sta non solo nel commemorare i sacrifici del passato, ma anche nel rinnovare l’impegno collettivo a difendere i valori di democrazia e a contrastare ogni forma di violenza e terrorismo.
C.C.