In scena la commedia brillante della compagnia teatrale “Il Cassetto nel Sogno“
Nemici come prima
È tornata, a grande richiesta, la rappresentazione teatrale “Nemici come prima” della compagnia Il Cassetto nel Sogno, presso il teatro dell’Hotel Principe di Pomezia. Una commedia brillante di Gianni Clemente andata in scena in replica domenica 16 febbraio 2025. Augusto (Alessandro Mazzitelli), è un rozzo commerciante di carne; Tina (Gaia Titi), sua moglie, è una sciatta casalinga figlia del ricco Commendator Sereni, anziano imprenditore della macellazione e della vendita delle carni; Marcella (Federica Palmieri) è l’altra figlia, più giovane girovaga e spendacciona; Costeluta (Emma Montesardo), invece è una bella ragazza rumena, badante del Commendatore; l’infermiere (Francesco Gambino), è un personaggio sfaticato e traffichino.
Augusto e Tina si trovano nella sala d’attesa dell’ospedale dove è stato ricoverato in fin di vita il Commendator Sereni. Riescono ad avere informazioni sullo stato di salute del papà da un infermiere che spesso transita nella sala d’attesa, ma in realtà è più occupato con i suoi traffici illeciti che riguardano i pazienti deceduti nell’ospedale. In un secondo momento arriva anche l’altra figlia, Marcella, rientrata da poco in Italia. Attendono, così, la morte del commendatore, discutendo della loro eredità. Al deprimente gruppetto si unisce la badante Costeluta, che ha una relazione adulterina con Augusto, ma che vuole farsi sposare dell’anziano in fin di vita.
L’epilogo è grottesco e con colpi di scena divertentissimi. Giovani e bravi gli attori, hanno saputo tenere i tempi comici con battute incisive, divertendo una la platea al completo.
Anche la regia di Massimo Pettinari ha saputo valorizzare i personaggi grazie anche agli elementi visivi, come i costumi e la scenografia ad opera di Anna Marra e Cinzia Bonfiglio e infine le luci e i suoni di Patrizio Peluso.
Manuela Mazzola
Silenzio assoluto sull’invasione dei pannelli fotovoltaici
Tutto tace a Campo Jemini
Ormai sono mesi che è calato il silenzio sul progetto che vedrebbe gran parte della campagna di Campo Jemini devastata e invasa da distese di pannelli fotovoltaici e che cambierebbe irreparabilmente la fisionomia di un paesaggio rurale e incontaminato, con l’equivalente di 8 campi da calcio (in silicio) a ridosso delle abitazioni civili e a pochi metri dal Parco della Sughereta.
Solo per ricordare che il proponente è un privato che ha ottenuto il nulla osta dalla Città metropolitana di Roma, ma l’Amministrazione pometina a guida Felici è stata spettatrice quasi passiva, trasmettendo esclusivamente un blando parere negativo in Conferenza dei servizi ed evitando qualsiasi interlocuzione con la società incaricata di costruire il maxi impianto, che pure aveva cercato di mettersi al tavolo con il Comune per proporre attività compensative.
Quindi tutto in apparente stand by e cittadini in ansia per quello che potrà accadere a breve.
Tanti gli interrogativi e le riflessioni.
In primis, l’energia rinnovabile è parte essenziale per un futuro sostenibile, ma se realizzare un impianto fotovoltaico significa distruggere la nostra campagna, radere al suolo la biodiversità e compromettere gli ecosistemi locali, possiamo davvero parlare di “transizione ecologica”.
Il fotovoltaico è senza dubbio una soluzione energetica fondamentale, ma non può e non deve diventare nemica dell’ambiente che dice di salvare: esistono alternative come per esempio i pannelli sui tetti, e siamo pieni di aree già degradate o inutilizzabili per l’agricoltura, ben lontane dalle abitazioni dei cittadini, senza bisogno di sacrificare interi habitat naturali.
Le rinnovabili devono essere sostenibili e non possiamo accettare che la transizione energetica, termine di cui un po’ tutti ci riempiamo la bocca, si trasformi in una devastazione ambientale mascherata da progresso.
Massimiliano Villani
Ex capogruppo M5s Pomezia
Bellissima sughera
Passando su via Fratelli Bandiera, venendo da via del Mare, sulla destra, poco lontano dall’asilo nido comunale, vi è una bellissima sughera centenaria. Ricordo che una ventina di anni fa, passando sull’ antica strada che collegava il borgo di Pratica con la vecchia vaccheria (zona 167) ora scuola materna comunale, poco lontano incontrai questa bellissima quercia da sughero, o sughera. Quando poi circa cinque anni dopo si decise di prolungare via Fratelli Bandiera passando in parte per il vecchio tracciato della strada mi ricordai della sughera e preoccupato che venisse abbattuta ne parlai con l’allora assessore Edgardo Cenacchi. Insieme andammo dal progettista e ci facemmo garantire che non venisse toccata. Infatti è ora li ai margini della strada bellissima a testimoniare la straordinaria forza e grazia della natura.
A.S.
Fermata bus
Accade molto spesso che su Via Roma a Pomezia, le fermate degli autobus della Linea Troiani, che espleta il servizio di trasporto urbano nella città, siano regolarmente occupate da auto in sosta, impedendo ai pendolari e soprattutto per chi ha difficoltà a deambulare, di salire e scendere dagli autobus.
Le stesse fermate sono chiaramente segnalate dalle strisce gialle e dalla scritta Fermata Bus.
“Fermata bus su via Roma vicino piazza Indipendenza, “sotto le finestre della Polizia municipale” – sottolinea un pendolare -. È perennemente così, da sempre, occupata da auto in sosta. Quella pensilina a che serve? Una persona in carrozzella come si avvicina al bus?
E il bus come fa ad aprire la pedana per far salire la carrozzella? Sono veramente stufo di questo lassismo da parte di tutti, cittadini e istituzioni. Queste situazioni non sono semplici infrazioni del Codice, ma mettono in pericolo la vita delle persone più fragili”.
s.me.