Dal 16 febbraio l’iniziativa della Pro Loco Tor San Lorenzo
Salotto culturale
Ha preso il via, domenica 16 febbraio, l’annuale edizione de “Il Salotto Culturale”: una serie di appuntamenti, ad ingresso libero, tenuti presso la sede della Proloco Tor San Lorenzo, in Largo San Lorenzo,49/B, orientati alle conoscenze antropologiche, storiche ed archeologiche, tenute da esperti del settore. Il primo incontro, di cinque programmati, è stato condotto dalla Dr.ssa Nicoletta Capasso, storica dell’Arte ed Archeologa Cristiana, sul tema: “Icone: una finestra tra Oriente ed Occidente”.
Partendo dalla antica tecnica pittorica dell’encausto, come i ritratti del Fayyum, la Capasso ha traghettato l’interesse dei presenti attraverso un excursus storico di questo metodo artistico, per giungere alle icone della cultura cristiano-bizantina, dove la metafisica delle immagini e della luce permette all’osservatore di superare il confine tra mondo visibile e mondo invisibile.
“Qualsiasi arte pittorica ha come scopo - ha concluso Nicoletta Capasso – quello di trasportare lo spettatore oltre il limite dei colori e della tela. Ebbene le icone sembrano trasportare la coscienza nel mondo dello spirito”.
A conclusione dei lavori la Presidente della Proloco, Daniela Magliacca, nel ricordare i prossimi appuntamenti del Salotto Culturale, previsti per il 23 marzo,6 aprile,4 e 18 maggio, ha invitato a salvare la data dell’8 marzo: “In occasione della Giornata Internazionale della Donna – ha riferito – abbiamo organizzato, per le ore 18;00, un concerto, presso il Museo Giacomo Manzù di Ardea. Colgo l’occasione per ringraziare fin d’ora per l’accoglienza, la Direttrice, Dr.ssa Maria Sole Cardulli”.
S.Me.
Ritrovamento eccezionale del medievalista Giuseppe Cinelli nell’archivio dei catecumeni
Nuove scoperte su Ardea
Eccezionale ritrovamento del medievalista Giuseppe Cinelli che ha rintracciato l’Archivio dei Catecumeni e dei Neofiti al Vicariato Lateranense. Sono migliaia di documenti che consentiranno di approfondire la Storia di Ardea dal tardo medioevo ai giorni nostri. Presentato alla direttrice dell’Archivio, Dott.ssa Chiara Rocciolo, dal Sindaco Maurizio Cremonini, dal delegato alle Antichità, dott. Davide Sarrecchia e da Mons. Aldo Anfuso, Parroco della Chiesa di San Pietro Apostolo di Ardea, lo studioso ha iniziato a frequentare assiduamente l’Archivio, visionando le “Buste”. Cinelli da oltre un decennio si dedica, con particolare attenzione al periodo dei tempi bui, alla meticolosa ricerca di documenti e testimonianze archivistiche utili a conoscere e ricostruire il vissuto di questa importante Comunità della Campagna Romana.
“Ho puntualmente – racconta Cinelli - riscontrato un endemico disinteresse per la storia e per le testimonianze archeologiche di Ardea del periodo medievale. Mi riferisco al ruolo che Ardea, con la sua strategica posizione di roccaforte a controllo del territorio laziale, ha giocato da protagonista nello scacchiere politico-religioso dell’Europa Cristiana durante il Medioevo. Altro che tempi bui! Ad Ardea si è svolto un Concilio Papale, ed è stato eletto al Soglio pontificio un suo concittadino, papa Leone V (903-904). Mi sono appassionato a questa ricerca quando nel 2013 l’allora Assessore alla Cultura Riccardo Iotti inaugurò il sito archeologico dell’Ipogeo Cristiano di S. Angelo appena restaurato. Fu un bagno di folla e l’evento vide la presenza di personalità autorevoli sia accademiche che religiose. Dopo un incontro nel 2015, anche questo molto partecipato, però tutto ricadde nell’oblio. E’ stato allora che mi sono concentrato nella ricerca archivistica. Su segnalazione di un amico archeologo e funzionario del MiC sono venuto, quasi per caso, a conoscenza del Fondo custodito nell’Archivio Storico del Vicariato di Roma.
Questa enorme raccolta di documenti contiene un vero e proprio dossier sulla gestione da parte del Collegio dei Catecumeni e Neofiti delle proprietà e dei terreni ardeatini. A questa importante Confraternita, il 15 maggio 1583, Papa Gregorio XIII “appropriò la Chiesa Parrocchiale di S. Pietro in Ardea con tutti i suoi beni e proventi”.
Il prezioso originale in pergamena è tutt’ora custodito nella Busta 21, posizione 1, del Fondo di Archivio. Soltanto un accenno alla estensione della raccolta di documenti: la Busta in questione, che riguarda esclusivamente incartamenti della Parrocchia di S. Pietro di Ardea, contiene, oltre alla suddetta Bolla Papale, e suoi chiarimenti, copie e commenti nel tempo, ben 24 cartelle, ognuna con i suoi atti, allegati, resoconti, ecc. Fanno parte del Fondo dell’Archivio dei Catecumeni e Neofiti 140 Buste! Consultarle tutte è un’impresa immane, richiede mesi forse anni, anche perché alcune sono in latino ed altre, autografe dei secoli XVI e XVII, per la consultazione richiedono, non soltanto una paziente attenzione, ma la lente di ingrandimento! Tutte vanno lette in modo scrupoloso: ogni riga può contenere l’informazione sensazionale. In tre mesi ho consultatole prime 10 Buste, catalogando i periodi e annotando gli atti più interessanti che riguardano specificatamente Ardea ed il suo territorio. Terreni, casali, gallinari e seminativi, a partire dal XVI secolo vennero meticolosamente inventariati dalla Confraternita dei Catecumeni e Neofiti e affidati in enfiteusi al Parroco, ai Cappellani e ad alcune Famiglie storiche di Ardea, che già da allora gestivano proprietà importanti: tenute e immobili. E’ affascinante, oltre alla significatività degli eventi storici documentati, scoprire, anche lo spaccato di vita quotidiana di questa Comunità. Ardea, aldilà della sua rilevanza politica e religiosa, era soprattutto una semplice e popolana Realtà della Campagna Romana. Nei documenti affiora un intenso e capillare ordito di atti comuni, intramezzato a volte da aneddoti quasi umoristici. In una lettera inviata nel1738 al Vescovo di Albano, per esempio, si riporta che “la Comunità della Terra d’Ardia de novo ricorrono come il loro Cappellano seguita a fare la vita de prima… poco assiste alle Chiese e frequenta le bettole dove va a giocare e con molto scandalo… segue a frequentare una casa d’una vedova che se dice che sia gravida e la medesima è mormorata che sia … donna di perdizione”.
Ma ci sono anche dichiarazioni autografe e firmate del controverso Parroco Giuseppe Fabrizi relative ai lavori di restauro effettuati nella Chiesa di San Pietro, con tanto di foto e del disegno originale a colori in tempera realizzato il 16 giugno del 1901 dal pittore Luigi Margheriti. Ora però mi sto concentrando in Istrumenti, Atti, Libri Mastri e quant’altro, per il momento di difficile identificazione. L’ultima Busta consultata, la n. 76, conteneva 1280 pagine di documenti del XVI e XVII secolo!”. Proseguirò la consultazione fino ad inizio estate, quando conto di realizzare un Convegno a tema “Ardea nel Medioevo”. Nell’occasione illustrerò i risultati di questo lavoro archivistico, anche se ancora parziali. Spero in futuro di trovare forze giovani e volenterose, soprattutto tra le neocostituite Associazioni locali, in grado di coadiuvarmi nel portare a compimento il gravoso, ma eccellente impegno”.
A.S.
Castagnetta dimenticata
Ardea, la Castagnetta un quartiere che vive nell’isolamento e i cittadini si sentono abbandonati.
Le sollecitazioni di una cittadina per segnalare anche le strade disastrate e piene di buche. La Castagnetta, che può essere considerato uno dei quartieri più piccoli del territorio comunale di Ardea, sia per dimensione che per residenti, vive una vita propria, ma non riceve altrettanta attenzione della pubblica amministrazione per far sì che alcune emergenze fossero risolte, garantendo la tranquillità dei residenti. A tal proposito una cittadina ha deciso di alzare la voce contro l’amministrazione guidata dal sindaco Cremonini. La sua frustrazione è palpabile e si concentra su un tema cruciale: le condizioni disastrose delle strade della zona ed in particolare di Via Castagnetta.
“Cosa dobbiamo fare perché l’amministrazione ci ascolti?” - è il suo appello accorato, rivolto a un sindaco che sembra aver tralasciato le necessità di una comunità -. La situazione è allarmante. Mentre la sua comunità affoga in crateri che mettono a rischio la sicurezza di chi viaggia, l’amministrazione comunale si sarebbe concentrata solo su alcune strade nei pressi di Tor San Lorenzo e della Nuova Florida, evidentemente per fare bella figura, trascurando i reali bisogni dei residenti.
“Non vogliamo vivere in questo abbandono – ha detto ancora la cittadina della Castagnetta -. Viviamo sulla nostra pelle un senso di abbandono e di disuguaglianza, arrivando al punto di pensare di essere “di serie B”. “L’amministrazione comunale ed il sindaco dovrebbero aver maggior rispetto per noi,” e sarebbe opportuno che l’ente provvedesse in tempi brevi a chiudere le buche presenti sulle strade, che sono un vero pericolo per i motociclisti e gli automobilisti, e dare quindi un segnale di attenzione anche per il nostro quartiere”.
S.Me.